di Cinzia Marchegiani
Torna la paura e gli attentati “scenici”.
BOMBE SOTTO LA MACCHINA. AFFINCHÉ SI SAPPIA CHE FINE FANNO I/LE GIORNALISTI/E INDIPENDENTI
Stanotte un ordigno ha fatto deflagrare l’auto del giornalista italiano Sigfrido Ranucci autore della trasmissione REPORT e quella di sua figlia parcheggiate fuori l’abitazione. Purtroppo in mancanza di una video sorveglianza privata renderà difficile acquisire le immagini, si punta a registrazioni da altre posizioni per valutare anche la modalità di questo attentato. Per una manciata di minuti sua figlia non è stata travolta dall’esplosione.
𝑈𝑛𝑎 𝑓𝑎𝑡𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒𝑣𝑖𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑢𝑛𝑎 𝑚𝑎𝑛𝑐𝑖𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑚𝑖𝑛𝑢𝑡𝑖?

REPORT: “Questa notte un ordigno è stato piazzato sotto l’auto parcheggiata del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. L’auto è saltata in aria, danneggiando anche l’altra auto di famiglia e la casa accanto. Sul posto carabinieri, Digos, vigili del fuoco e scientifica. La Procura di competenza si è attivata per le verifiche necessarie ed è stato avvisato il Prefetto. La potenza dell’esplosione è stata tale per cui avrebbe potuto uccidere chi fosse passato in quel momento”
Non si conoscono ancora tutti i dettagli. La Procura di Roma indaga.
Procuratore di Roma Lo Voi: “Spero si tratti di un episodio isolato che non ci faccia tornare ai tempi bui dell’attacco ai rappresentanti della stampa”
A MALTA, ESATTAMENTE 8 ANNI FA UN ORDIGNO FACEVA ESPLODERE IN ARIA LA GIORNALISTA DAPHNE CARUANA GALIZIA TITOLARE DELL’INCHIESTA INTERNAZIONALE MALTAFILES
Esattamente otto anni fa Daphne Caruana Galizia veniva uccisa con un’autobomba il 16 ottobre 2017 di fronte alla sua casa di Bidnija, nel nord dell’isola di Malta.
Solo sue giorni fa il CNOG, il Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti ricordava la giornalista nota per le sue inchieste sulla corruzione e la criminalità finanziaria:
“Tra i 300 e i 400 grammi di TNT, piazzati sotto il sedile del conducente, hanno fatto esplodere in aria l’auto su cui la vittima era appena salita. Daphne Caruana Galizia aveva iniziato la sua carriera giornalistica nel 1987 per l’edizione domenicale del Times of Malta, per poi diventare condirettrice del Malta Indipendent nel quale era passata ad avere il ruolo di editorialista. E’ stata direttrice della rivista Taste & Flair e aveva un blog seguitissimo, Running Commentary, con il quale era divenuta ormai la coscienza dell’isola di Malta. Da anni denunciava il diffuso malcostume sull’isola, ridotta ad un feudo nelle mani di corrotti e criminali. Dal gioco d’azzardo alla vendita dei passaporti, dalle società offshore mai dichiarate dai governanti all’approvvigionamento del gas sull’isola, ai contrabbandieri che agivano tra l’isola, la Libia e l’Italia. Tutte piste che Caruana Galizia aveva cominciato a seguire, senza avere il tempo di portare a termine le sue indagini.“
La sua morte è stata una morte scenica, per intimidire altri giornalisti. Non bastava far ritrovare la bomba sotto la sua macchina, ma serviva farla esplodere con lei dentro. Per avvisare cosa accade a chi pretende di essere libero e imprudente.
CNOG: “Da anni denunciava il diffuso malcostume sull’isola, ridotta ad un feudo nelle mani di corrotti e criminali. Dal gioco d’azzardo alla vendita dei passaporti, dalle società offshore mai dichiarate dai governanti all’approvvigionamento del gas sull’isola, ai contrabbandieri che agivano tra l’isola, la Libia e l’Italia. Tutte piste che Caruana Galizia aveva cominciato a seguire, senza avere il tempo di portare a termine le sue indagini.“
ATTENTATO A RANUCCI. L’ITALIA SI SVEGLIA IMPIETRITA
Oggi l’Italia rimane impietrita. Il mondo culturale e istituzionale, politico scioccato dalla notizia che la stessa redazione di Report ha dato sui social vuole testimoniare tanta stima e solidarietà… proprio perchè Ranucci continua a fare il proprio lavoro, nonostante negli anni abbia ricevuto minacce di morte e viva sotto scorta assieme a tutta la sua famiglia. Condizionando scelte, pensieri, futuro.
Ma lui risponde e spiega il motivo
INTIMIDAZIONI A SIGFRIDO RANUCCI: “PERCHè RIGUARDA TUTTI NOI”
Il giornalista Ranucci guarda oltre e spiega cosa significa a fare giornalismo senza avere le spalle coperte:
“Credo che bisogna che tutti quanti ci fermiamo un attimo a pensare quanto sia importante complessivamente la difesa della libertà di informazione. Io ho alle spalle una grande azienda come la Rai, penso ai giornalisti locali che subiscono quello che ho subito io oggi in tantissime occasioni e non hanno alle spalle un’azienda come la nostra“.
Non è un caso ormai che solo grandi format fanno inchieste “pericolose”. Come i giornalisti locali che fanno inchieste sui territori. Per i “piccoli” giornalisti non esiste alcuna copertura.
Un grande abbraccio Sigfrido.
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