Francia. François Fillon trionfa alle primarie del centrodestra, prossimo candidato all’Eliseo per i Republicains






 

 

Francois Fillon

di Claudio Coletti

Parigi (Francia) – François Fillon è l’uomo che piano piano con costanza e serietà si è immerso nel popolo, nei quartieri, nei mercati, nei salotti, nelle fabbriche, nei consigli di amministrazione per anni. Fillon trionfa alle primarie del centrodestra francese e sarà il prossimo candidato all’Eliseo per i Republicains.

Fillon alle primarie vince perché ha saputo ascoltare le istanze dei cittadini e metterle nel suo programma per ricostruire una Francia a dimensione degli stessi francesi. Ha mostrato di conoscere bene ogni diverso punto debole che riguarda ogni classe sociale e la ragione della cosa pubblica restituendo le giuste risposte ad ogni domanda e/o dubbio.

Fillon: “Io non sono candidato a sedermi sulla sedia all’Eliseo e attendere il tempo per passare. Io corro per ricostruire il mio paese”.

Educato. Elegante. Deciso. Fillon ha saputo dare una immagine carismatica prima come persona e poi come politico capace davvero di indossare meritatamente gli abiti di un presidente, mostrando a momento debito le frasi giuste sempre accompagnate da cortesia, educazione ed un rispetto per i suoi interlocutori e/o avversari che non trova eguali in un panorama politico delegittimato dagli errori e dalle risse televisive. Non secondaria la sua vita privata, Fillon l’ha protetta e tenuta lontana dalle scene pubbliche, riuscendo a mostrare il rispetto dei valori fondanti della famiglia anche ad una Francia bacchettona ed esigente. Sposato a Penelope da sempre e padre di cinque figli maschi che non hanno mai mostrato comportamenti appetibili alla stampa del gossip rosa e nero.




Fillon vanta l’esperienza di Primo Ministro sotto la presidenza Sarkozy e ha saputo mostrare il suo stile nelle diverse angolazioni del vivere in modo allargato e non solo secondo la prospettiva del suo partito. Incarna la pura tradizione francese tenendo bene in conto l’eredità lasciata dal più ben conosciuto De Gaulle. Mai avuto a che fare con la giustizia, mai un neo e nemmeno dubbi a suo riguardo nonostante diverse inchieste hanno invece coinvolto l’amministrazione Sarkozy in diversi scandali.

Fillon è l’immagine seria e onesta che cercano i francesi nel loro riferimento della Repubblica.

Il suo programma ben costruito tiene conto dei “titoli” dei “temi” più scottanti che stanno nella testa e nel cuore della totalità dei francesi. Sicurezza, scuola, lavoro. Ma Fillon riguardo la sua posizione nei confronti dell’islam, contrariamente ai suoi avversari politici alle primarie, è stato ben chiaro e lo ha fatto senza l’ipocrisia del benpensante, e a poche settimane dalle elezioni primarie ha fatto uscire un libro che anticipa la sua visione politica, “Vincere il totalitarismo islamico”.

Nonostante la sua immagine di politico di grande esperienza (già primo ministro, ministro a più riprese in altri governi di destra, presidente di commissioni e segreteria del partito) incarna nell’immaginario collettivo dei francesi la novità in un “plateau” di vecchi politici e squali che restano ancorati alle poltrone con una visione vetusta e non innovatrice.

La gente è stanca degli errori dei socialisti e dell’attuale presidente della repubblica che si è aggiudicato i più esilaranti appellativi e soprannomi tra cui in pole position vince “Presidente Stagista” che la dice lunga sulla reputazione che si è costruito in questi cinque anni l’attuale inquilino dell’Eliseo, François Hollande.

Il cammino verso la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica francese è ancora lungo anche se ieri monsieur Fillon si è aggiudicato le primarie del centrodestra in un tavolo in cui non è stato chiamato il Front Nationale della Marine Le Pen che invece sembra correre da solo. La sfida è tutta da giocare, e inizia ora.

Lo slogan utilizzato in passato da Front Nationale oggi è la chiara visione e attitudine del nuovo Fillon, che al grido di “La Francia ai francesi” intende “tutti” i Francesi, anche gli immigrati integrati nati nella “Metropole”, convinto della necessità di ridisegnare il ruolo strategico della Francia tra le prime cinque potenze mondiali della Repubblica più liberale d’Europa.

Come italiano, io voterò anche quest’anno in Francia e debbo ammettere che non ho ancora le idee ben chiare sulla mia decisione finale. Attendo di sentire e vedere Marine Le Pen, su quale impegno vorrà giocarsi la sua candidatura e come le sinistre vorranno presentarsi ai francesi. Contrariamente a quanto succede in Italia (il mio paese di origine), in Francia il popolo è attento e critico e non si lascia anestetizzare dagli slogan e le chiacchiere. Tutti sono concentrati ai programmi e ai loro contenuti.

Ed è così che deve essere.


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