“Il Traditore” il film di Bellocchio al Festival di Cannes… a 27 anni dalle stragi Capaci e Palermo





 

 

 

Cannes (Francia)  – A 27 anni dalle stragi Capaci e di via d’Amelio a Palermo dove Falcone e Borsellino furono brutalmente assassinati arriva in Concorso del Festival di Cannes 2019 (72ª edizione) “Il traditore”, film Marco Bellocchio. 

Il Traditore è l’unica pellicola italiana presente a Cannes 2019.

“IL TRADITORE” LA VITA DI TOMMASO BUSCETTA DI BELLOCCHIO, NON SOLO LA RICOSTRUZIONE STORICA…
Al centro del film la storia di Tommaso Buscetta, un racconto costellato di vendette e tradimenti. Ma a Marco Bellocchio interessa trattare la vicenda psicologica e non solo la ricostruzione cronachistica dei fatti, ritrarre il protagonista anche nei suoi sentimenti, emozioni, incubi e sogni. Una materia umana, intima, eppure profondamente immersa in un contesto storico e politico ben definito, che si inserisce nel solco del cinema civile, di cui Bellocchio resta uno dei maestri. Un cinema che costruisce la narrazione del nostro Paese e definisce la nostra identità collettiva, che si confronta con la Storia, rispondendo a una delle prerogative del servizio pubblico. Un cinema che sa raccontare l’Italia anche all’estero e che vanta una tradizione di grande successo“.
Paolo Del Brocco, Amministratore Delegato di Rai Cinema: Solo un narratore visionario e originale come Marco Bellocchio poteva affrontare una materia delicata e incandescente come quella che ruota intorno alla figura di Tommaso Buscetta“.
Così come aveva trattato la cronaca politica in Buongiorno, notte, con ‘Il traditore’ Bellocchio si rimette alla prova nel racconto storico e lo fa attraverso il suo personalissimo sguardo d’artista e in una chiave di lettura, come sempre, molto individuale”.
“Con 01 distribuiremo questo film al cinema dal 23 maggio, nel giorno dell’anniversario della Strage di Capaci dove perse la vita Giovanni Falcone. Una ricorrenza che ci permette di contribuire simbolicamente a mantenere accesa la memoria e combattere con la potenza del cinema la battaglia per la legalità. Partecipare ad un festival come quello di Cannes, dove la competizione è sempre altissima, con l’opera di Marco Bellocchio – di cui siamo co-produttori insieme a IBC Movie e altri importanti partner internazionali – ci dà l’occasione di essere ancora una volta al fianco di uno dei nostri autori più amati, con il quale Rai Cinema condivide da tanti anni ogni scelta artistica e la sua visione di cinema“.
Solo un narratore visionario e originale come Marco Bellocchio poteva affrontare una materia delicata e incandescente come quella che ruota intorno alla figura di Tommaso Buscetta – commenta Paolo Del Brocco, Amministratore Delegato di Rai Cinema.

IL TRADITORE è prodotto da IBC MOVIE – KAVAC FILM con RAI CINEMA, in coproduzione con MATCH FACTORY PRODUCTIONS (Germania), AD VITAM PRODUCTION (Francia), GUALLANE ENTRETENIMENTO (Brasile). Le vendite internazionali sono di THE MATCH FACTORY. Il film sarà distribuito in Italia da 01 DISTRIBUTION




  
INTERVISTA A PIERFRANCESCO FAVINO.
Tommaso Buscetta è interpretato dal bravissmo Pierfrancesco Favino.
La pellicola è un racconto fatto di violenze e di drammi, che inizia con l’arresto in Brasile e l’estradizione di Buscetta in Italia, passando per l’amicizia con il giudice Falcone e gli irreali silenzi del Maxiprocesso alla mafia. Ed è proprio nel momento in cui la giustizia sembra aver segnato un punto, che Cosa Nostra ricorda a Buscetta e all’Italia che la sua sconfitta è ben lontana. Scoppia la bomba a Capaci e Buscetta alzerà il tiro facendo il nome di Andreotti: un tragico boomerang che lo costringerà a fuggire dall’Italia per sempre.

 

Così come aveva trattato la cronaca politica in Buongiorno, notte, con ‘Il traditore’ Bellocchio si rimette alla prova nel racconto storico e lo fa attraverso il suo personalissimo sguardo d’artista e in una chiave di lettura, come sempre, molto individuale”.
“Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana”.
Queste le parole di Giovanni Falcone, il magistrato siciliano simbolo della lotta contro la mafia, insieme al collega Paolo Borsellino. Due uomini che hanno lasciato al nostro Paese, e non solo, un’eredità di valori morali e di insostituibili strumenti di lotta ad ogni tipo di consorteria mafiosa. Entrambi uccisi dalla ‘piovra’, Cosa Nostra, l’organizzazione parallela allo Stato fatta di boss e gregari, in due clamorosi attentati. Prima Falcone, a Capaci il 23 maggio 1992, sull’Autostrada A29 con 5 chili di tritolo; poi Borsellino, a 57 giorni di distanza, il 19 luglio, di fronte alla casa della madre, in Via d’Amelio a Palermo. Due attacchi allo Stato che spazzarono via anche le vite delle loro scorte (Rocco Dicillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano) e della moglie di Falcone, Francesca Morvillo.
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