”Non puoi suonare”: boom di visualizzazioni per i Sisma





 

di Christian Montagna

Napoli – Boom di condivisioni e visualizzazioni sui social, tran-tran tra i musicisti napoletani ed italiani: “Non puoi suonare” piace. Piace l’onestà intellettuale, piace il coraggio di denunciare un qualcosa che tutti pensano; piacciono il sound, il videoclip e la semplicità del brano che in un modo o nell’ altro coinvolge un po’ tutti. Perché, in fondo, chi nella vita non ha dovuto fare i conti almeno una volta con un direttore artistico o un proprietario di locale interessato solo ed esclusivamente alle consumazioni del pubblico pagante? Chi non ha dovuto parlare di ingressi anziché di musica?

La triste realtà dei fatti raccontata attraverso la musica, l’idea di ironizzare su un problema che affligge i musicisti partenopei (soprattutto) hanno dato vita ad un brano che si appresta a far parlare di sé. La mercificazione dell’arte, valutata in base al numero di pubblico pagante all’interno di un locale, è diventata ormai una condanna quotidiana ma, per fortuna, c’è chi non rinuncia ai progetti di qualità.

Se non porti gente non puoi suonare: è questa la triste realtà del panorama musicale partenopeo denunciata dai Sisma nel brano “Non puoi suonare”.

FreedomPress ha incontrato in esclusiva i Sisma per raccontare dagli albori la loro storia.

    Chi sono i Sisma, duo musicale.

Sisma è un progetto che nasce da una collaborazione di circa dieci anni tra i musicisti Arturo Caccavale(trombettista e cantante) e Daniele De Santo (bassista rap). Dal concerto sinfonico di musica classica, al club jazz,alla serata di musica pop, i due, senza alcun pregiudizio verso la musica e con la passione di farlo, hanno dato vita ad una collaborazione musicale.

Arturo Caccavale è un cantautore- trombettista, laureato in tromba e canto jazz al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli che da anni opera nel settore musico-teatrale. Nel 2017 apre il concerto alla band di fama mondiale “Yellow Jackets” come front-man del “Mario Nappi trio”. Partecipa a vari festival di jazz Italiani come “Ispani jazz”, “Sant’Angelo all’esca jazz”, esponendo anche pezzi da lui composti. Front-man come cantante trombettista dei “Sud Express”, progetto di Franco Del Prete, collabora  anche con Lucio Dalla al brano “Maria Maddalena”.




Daniele De Santo è un contrabbassista-cantautore e rapper diplomato al Conservatorio di musica classi a San Pietro a Majella. Ha militato nell’orchestra di musica classica diretta dal maestro Riccardo Muti. Contrabbassista jazz di Pino Iodice, vanta importanti collaborazioni con il trombettista Paolo Fresu.

    Come nasce “Non puoi suonare”?

Il brano nasce da una notte di sbronza”, racconta Caccavale, “eravamo all’interno di una casa con altri amici musicisti. Decidiamo di metter su un impianto e Daniele comincia a rappare. In pochi secondi tutti i presenti ripetono come un mantra il ritornello e cominciamo a creargli una struttura. Il brano viene infatti rielaborato e lavorato e ne viene fuori un progetto con tanti altri brani ed un filo conduttore che li lega tutti. Generi e significati naturalmente variano.

Il brano è una denuncia che nasce in modo istintivo e goliardico per raccontare una verità non molto bella. Molti direttori artistici e proprietari di locali continuano ad ignorare quella che è la qualità. Ergiamo castelli in aria, sogniamo, tutte le mattine, pensiamo a migliorarci per fare musica di un certo livello e che possa veicolare un messaggio, spesso il sogno viene infranto dal fatto che le risposte derivino dal numero di pubblico che riusciamo a portare. È una costante fissa per noi musicisti ormai, dovrebbe essere la conseguenza di una nostra esposizione al pubblico: ma se voi non ci date la possibilità di esporci al pubblico, quanta gente possiamo mai portare? Ma soprattutto quanta gente che vale zero e tu la fai suonare perché ti porta gente?

    Quali sono i vostri progetti futuri?

I Sisma cercano di incentrare molto il significato della musica sul messaggio veicolato dal testo. Questo progetto ha però in mente di unire il background di entrambi i musicisti. Ci piacerebbe continuare tramite web e tramite concerti live il concetto Sisma, veicolare stati d’animo e approfondire il concetto musicale-teatrale-ironico. Vorremmo cercare di racchiudere tutti gli stati d’animo che ci accomunano grazie anche al supporto di disegnatori professionisti (Adriano Caccavale) e disegnatori di luci per uno spettacolo colorato e ricco di sfumature. Il video del nostro brano, ad esempio, è stato realizzato con la collaborazione di Pasquale Palma (attore) e le Ebbanesis.

Vogliamo unire il teatro alla musica: i brani trattati hanno tematiche diverse. Il nostro dovere etico è quello di partire dal testo: negli anni abbiamo scritto tanta musica, dal mediterraneo della nostra tradizione, dalla musica popolare fino alla musica pop però da musicista ci impegnavamo sempre prima sulla musica. Ora, facciamo il contrario: ci stiamo impegnando molto sul testo.

    Cosa pensate della realtà musicale partenopea?

Napoli è uno dei bacini più potenti d’Italia, abbiamo la fortuna enorme di fruire sia di musica napoletana che italiana. Tutti i grandi musicisti della schiera partenopea ci hanno regalato tanto ma anche gli emergenti. Napoli è un “Meltin Pot” autentico e profondo scevro da stilemi ed etichette. Scriviamo in italiano perché ne ammiriamo il vocabolario, ma il napoletano è molto più musicale: perciò, cerchiamo di attingere da entrambe.


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