di Cinzia Marchegiani
Che il referendum si faccia a suon di slogan e meme siamo abituati. Non è però un confronto edificante per i messaggi che vengono lanciati ai cittadini chiamati a votare il prossimo 22 e 23 marzo al Referendum sulla riforma della giustizia.
Sarebbe invece opportuno da parte di tutti i propagonisti e opposte posizioni la necessità di rientare nel merito del quesito referendario mostrando altresì serietà e maturità in un contesto dove sui social spesso manco si leggono gli articoli. I meme non informano. Aizzano!
IL CASO GRATTERI CHE MINACCIA UN QUOTIDIANO, IL FOGLIO?: “SE DOVETE SPECULARE (SUL CASO SAL DA VINCI NDR) FATE PURE, DOPO IL VOTO FAREMO I CONTI“
“Se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure. Dopo il voto faremo i conti”.
Il caso Gratteri infiamma la dialettica e solleva domande. A dover entrare a gamba tesa sulla sua dichiarazione fatta al direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa è la stessa Federazione Nazionale Stampa Italiana (acronimo FNSI) che tutela i diritti dei giornalisti, chiamata a rispondere in merito.
Ma cosa è accaduto?
Gratteri è ospite da Gramellini a “In altre parole” su La7 per esporre le sue ragioni contro la riforma della giustizia. In chiusura d’intervista, Massimo Gramellini gli porge una domanda sulla canzone che ha vinto il Festival di Sanremo il cui titolo sembra uno spot a favore della riforma della giustizia (“Per sempre sì”), e il magistrato calabrese risponde arruolando il cantante nel fronte del No.
Il Foglio ricorda che esiste un problema poichè la citazione era falsa:
“Non esiste alcuna intervista in cui Falcone dica quelle cose e non esiste alcuna intervista di Falcone in quel giorno. Si trattava, semplicemente, di una di quelle foto farlocche che circolano sui gruppi Facebook o attraverso le catene su WhatsApp, fino ad arrivare sui giornali o in bocca a un procuratore della Repubblica in prime time.“
IL FOGLIO CONTATTA GRATTERI TELEFONICAMENTE, IL QUALE RISPONDE AMMONENDO LO STESSO GIORNALE
“Abbiamo chiamato Gratteri per capire perché ha detto che Sal Da Vinci voterà ‘no’ al referendum (falso). Ci ha detto: ‘scherzavo’. E ha aggiunto: ‘Se dovete speculare fate pure. Tanto dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete’.
Lo racconta su X il direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa, postando l’articolo pubblicato mercoledì 11 marzo 2026 sul suo giornale nel quale si riporta la conversazione tra il procuratore di Napoli e la giornalista Ginevra Leganza.
“Ascolti – risponde Gratteri alle domande della cronista – se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure”.
E la giornalista Leganza: “Diffamare?”.
Il magistrato: “Fatelo. Non è un problema. Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti“. I conti? “Nel senso che tireremo una rete – e, poco dopo – “speculate, pure”, aggiunge il procuratore.
Il post di Cerasa viene ripreso dalle agenzie, che iniziano a battere le dichiarazioni degli esponenti politici contro il capo dei pm di Napoli e poi danno la notizia che Il Foglio chiederà l’intervento di Federazione nazionale della Stampa italiana e Ordine dei giornalisti su quello che ha etichettato come un ‘avvertimento’ da parte del procuratore Gratteri.
CERASA CHIEDE A FNSI E ODG UN INTERVENTO:
“Cerasa chiederà a Fnsi e Odg se considerano la tutela dell’articolo 21 della Costituzione sempre obbligatoria o se ci siano delle deroghe quando si tratta di qualcuno in particolare”, si riporta.
INTERVENTO DI ALESSANDRA COSTANTE SEGRETARIA GENERALE FNSI: “NON SI POSSONO ACCETTARE VIOLAZIONI DELL’ARTICOLO 21 NEPPURE DAI MAGISTRATI”
“Ho letto le parole di Gratteri al Foglio e contro il Foglio e mi hanno colpito. Non si possono accettare violazioni all’articolo 21 della Costituzione neppure dai magistrati, neppure da un professionista come Gratteri che con le sue inchieste ha alzato il velo su molte operazioni della ‘ndrangheta“
È la posizione della segretaria generale Fnsi, Alessandra Costante, subito ripresa sul sito web e sui social del quotidiano che riportiamo dal sito di FNSI.
Chiosa poi la Segretaria Generale di FNSI, Alessandra Costante:
“È grave la minaccia ‘tanto dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete’. In Italia c’è una legge sulla diffamazione chiara: se uno si ritiene diffamato, querela. Punto. Le reti non attengono alla giurisprudenza italiana e soprattutto – conclude la segretaria generale Fnsi – le minacce, anche velate, violano l’articolo 21 della Costituzione“.
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