Vaticano e il retroscena della lettera di Papa Emerito Benedetto XVI a Viganò. Giudizio severo





 

Il caso

 

di Cinzia Marchegiani

Dopo una censura parziale la Santa Sede ha deciso di diffondere la lettera integrale del Papa Emerito Benedetto XVI inviata a mons. Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria della Comunicazione, Città del Vaticano.

Una scelta motivata dalla riservatezza. Così la Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede sulla lettera a firma del Papa Emerito Benedetto XVI resa nota in occasione della presentazione della collana “La teologia di Papa Francesco“.
IL FATTO SPIEGATO DA ANTONIO SOCCI: “Il prefetto della segreteria per la comunicazione di Papa Bergoglio, Monsignor Viganò scrive il 12 gennaio al Papa Emerito chiedendogli di redigere una breve e densa pagina teologica a commento di 11 libretti di vari autori elogiativi della dottrina di Papa Bergoglio. Passa un mese e il 7 febbraio e Papa Benedetto XVI risponde con una lettera riservata e personale. Ma Viganò, un mese dopo, il 12 marzo alla vigilia dell’anniversario dell’elezioni di Bergoglio, rende noto alcuni passaggi  estrapolati di quella lettera”

SPIEGAZIONE SANTA SEDE PUBBLICAZIONE INTEGRALE DELLA LETTERA A MONS. VIGANÒ. Una nota della Segreteria per la Comunicazione, diffusa dalla Sala Stampa della Santa Sede, sottolinea che “sono seguite molte polemiche circa una presunta manipolazione censoria della fotografia distribuita come corredo fotografico. Della lettera, riservata, è stato letto quanto ritenuto opportuno e relativo alla sola iniziativa, e in particolare quanto il Papa Emerito afferma circa la formazione filosofica e teologica dell’attuale Pontefice e l’interiore unione tra i due pontificati, tralasciando alcune annotazioni relative a contributori della collana. La scelta è stata motivata dalla riservatezza e non da alcun intento di censura. Per dissipare ogni dubbio si è deciso quindi di rendere nota la lettera nella sua interezza“.




NELLA LETTERA PASSI SEVERI QUELLI DEL PAPA EMERITO RESI ORA PUBBLICI

 

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Papa Benedetto XVI scrive in modo deciso e senza possibilità di interpretazioni. Ecco le parti integrali della lettera resa poi pubblica:

Tuttavia non mi sento di scrivere su di essi una breve e densa pagina teologica perché in tutta la mia vita è sempre stato chiaro che avrei scritto e mi sarei espresso soltanto su libri che avevo anche veramente letto. Purtroppo, anche solo per ragioni fisiche, non sono in grado di leggere gli undici volumetti nel prossimo futuro, tanto più che mi attendono altri impegni che ho già assunti”.

Solo a margine vorrei annotare la mia sorpresa per il fatto che tra gli autori figuri anche il professor Hünermann, che durante il mio pontificato si è messo in luce per avere capeggiato iniziative anti-papali. Egli partecipò in misura rilevante al rilascio della Kölner Erklärung, che, in relazione all’enciclica ‘Veritatis splendor’, attaccò in modo virulento l’autorità magisteriale del Papa specialmente su questioni di teologia morale. Anche la ‘Europäische Theologengesellschaft’, che egli fondò, inizialmente da lui fu pensata come un’organizzazione in opposizione al magistero papale. In seguito, il sentire ecclesiale di molti teologi ha impedito quest’orientamento, rendendo quell’organizzazione un normale strumento d’incontro fra teologi“.

Nella lettera passi severi del Papa Emerito che acquistano particolare valore nel contesto di una corrispondenza che doveva essere privata e ora è stata resa pubblica per esigenze di correttezza dopo le polemiche sollevatesi in seguito ad una sua lettura pubblica.

La lettera di Papa Benedetto XVI termina con: “Sono certo che avrà comprensione per il mio diniego e la saluto cordialmente”.

 

 

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