Caso Locri, la vergognosa esclusione per il 3°anno consecutivo di Nicola dalla scuola. La Fedeli dov’è?





 

Il caso di Malascuola

di Cinzia Marchegiani

 

Locri (Reggio Calabria) – Pensavo fosse un post datato quando ieri ho letto su Facebook l’ira di papà Cosimo Romeo. Non potevo credere ai miei occhi. Ma la realtà è più dura e vergognosa di qualsiasi storia grottesca utile per qualche film o scena teatrale.

Nicola, ragazzo di Locri per il 3° anno consecutivo non riesce a frequentare la sua scuola. Quello che mi ha fatto più male non è solo il silenzio delle istituzioni ma vedere la mamma e il papà di Nicola sempre soli a manifestare davanti all’istituto dove per Nicola si dovevano aprire le porte per l’inserimento scolastico, la sua crescita nella società oltre a quella culturale e didattica. Soli nell’indifferenza delle istituzioni e senza l’appoggio di altri genitori. Come se quella faccenda fosse un problema esclusivo della famiglia Romeo.

Mi chiedo che società abbiamo costruito. Silenzio assordante, paura di appoggiare e dare forza ad una famiglia che da anni reclama un diritto e mi chiedo dov’è il ministro Fedeli, dov’è la magistratura? Eppure sono stati presentati esposti in merito. Dove sono i politici che reclamano di essere l’artefici della Buona Scuola?

Di seguito diamo spazio alla denuncia di papà Cosimo e di sua moglie, nella speranza che si possa restituire almeno una volta un diritto ad un ragazzo leso nella sua dignità. Chiedo anche a tutti i genitori che non hanno un figlio con disabilità cosa farebbero loro se fossero stati lasciati soli davanti ad una discriminazione così perniciosa nei confronti dei loro figli?

 

ROMEO COSIMO: “CASO LICEO NEGATO A NICOLA, DISABILE DI LOCRI E VIOLAZIONE DEL DIRITTO ALLO STUDIO”

L’ASSOCIAZIONE “AMICI DI NICOLA” ONLUS, in merito al caso dello studente con disabilità di Locri Romeo Nicola, iscritto al 3° Liceo all’IIS Oliveti-Panetta, e  visto il perseverare delle istituzioni di abbandonare a casa un liceale colpevole di essere una persona con disabilità  e negare così la “buona scuola” il tutto nonostante papà Cosimo abbia presentato regolare esposto  nelle sedi opportune, e inviando svariate Pec a tutte le Autorità politiche e scolastiche anche a livello Nazionale, e malgrado le proteste ed il clamore mediatico anche sulle reti nazionali, nulla si è mosso, quindi  Nicola non ha ancora frequentato nemmeno un giorno di scuola, infatti per lui la campanella non è suonata, nell’indifferenza totale. Così abbiamo deciso di denunciare, e con una Pec, inoltrata al Ministro Fedeli,  al Direttore regionale scolastico D.r Bouchè, all’ufficio provinciale scolastico, al Presidente della Regione Calabria, al Prefetto di Reggio Calabria, al Sindaco di Locri, alla Città Metropolitana ed alla ASP distretto di Siderno, per illustrare alle Autorità in quanto, Nicola non ha gli stessi tempi di giustizia, pregando loro di prendere i provvedimenti urgenti del caso, ed individuare quanto prima eventuali irregolarità che hanno causato questa situazione squalificante e vergognosa al fine di sollevare i responsabili dall’incarico ricoperto per incapacità, ciò per far includere presto il ragazzo nella sua classe con i servizi e le figure idonee contestuali ai suoi bisogni, e precisamente con:

1)L’insegnante di sostegno per 30 ore settimanali.




2) L’assistente per l’autonomia e la comunicazione (educativo) per 30 ore settimanali.

3) L’assistente per la cura e l’igiene personale per 30 ore settimanali.

4) L’infermiera, come previsto dal piano ADI gestito dal distretto sanitario Locride sud, per alimentarlo, in quanto non autonomo, per il tempo necessario a svolgere la mansione.

5) Il servizio di trasporto scolastico (lo scuolabus alle superiori un problema rimasto da sempre irrisolto).

Tali figure e servizi altro non sono che diritti costituzionali, e la mancanza della loro istituzione nei tempi previsti si identifica come la violazione dei diritti fondamentali dell’uomo e dei disabili (senza entrare nel merito di termini giuridici) discriminazione ed altro. Non è accettabile la continuità di una situazione che si ripete di anno in anno, (sotto gli occhi di tutti), che obbliga gli studenti con disabilità ad iniziare la scuola in tempi diversi rispetto agli studenti “normodotati”. Infatti, analoga violazione si è già verificata nei due anni precedenti, esattamente nell’anno scolastico 15/16 quando Nicola ha iniziato la scuola con due mesi di ritardo e nell’anno 16/17 in cui ha iniziato invece tre mesi dopo il suono della campanella. Contestualmente, ci adopereremo affinché si ponga presto rimedio alla situazione organizzando in collaborazione con le altre associazioni della Locride,  una manifestazione pacifica a oltranza dinnanzi alla sede scolastica di Via C. Colombo a Locri.

 

Mi chiedo in che società si sta investendo e in quali valori se dobbiamo dimostrare ai nostri figli che davanti ad una discriminazione e un sopruso ignobile non c’è nessuno che sia in grado di riparare ad una danno così grave? Quali messaggi diseducativi devono sempre arrivare ai nostri figli, se le stesse istituzioni, i dirigenti di questo paese predicano bene e razzolano male, quando non si riesce  a dare concretezza alla parole che vengono pronunciate sia in classe che nelle sede istituzionali, dimostrando che si possono dire tante parole belle, spesso citando ficcanti aforismi…ma nella realtà non solo non si onora nessuna delle frasi ad effetto pronunciate per qualche applauso, ma regalando indifferenza totale come se da questa parte ci fosse un criminale non degno di attenzione.

IL CASO DI NICOLA ROMEO ANCHE A STRISCIA LA NOTIZIA…

I genitori di Nicola si sono rivolti anche alla trasmissione “Striscia la notizia”, e sì..in Italia occorre arrivare in TV per sollecitare un risveglio etico, questa volta neanche questo è bastato. Io leggo nello sguardo di questi genitori tanta dignità e una speranza malriposta, dignità che trasuda anche nelle parole, mai una fuori posto. Dignità che dovrebbe essere premiata e invece viene silenziata con il vuoto istituzionale. Non si può accettare una storia così grottesca, non si possono lasciare i genitori a protestare tutti i giorni davanti ad una scuola per poter difendere un diritto sancito dalla nostra costituzione senza nessuna presa in carico delle responsabilità. Mi chiedo se questo è un paese civile.

 

 

E’ l’indifferenza di questa storia che fa male, è una ferita putrida che mostra lo stato di salute della nostra società. Il fatto più grave è l’indifferenza insegnata alle future generazioni, che come un macigno dimostra l’ineluttabile differenza tra la teoria e la pratica. 

Ministro Fedeli dov’è? Presidente Mattarella?

 

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