giovedì, 22 Gennaio 2026

Siderno, guerra alla bomba ambientale di 900 tonnellate di prodotti chimici, cancerogeni ed esplosivi

di Mario Galli

Siderno (Reggio Calabria) – Una terra magnifica che ora sta lottando contro un mostro chimico. Il Comune di Siderno è stato lasciato completamente solo. Il Sindaco della città, l’Ing. Pietro Fuda ha invocato l’aiuto dei cittadini a scendere in piazza il prossimo 8 luglio per manifestare al fianco delle istituzioni in difesa della salute e del futuro dei cittadini per realizzare la bonifica di  una zona che è stata definita letteramnete “una bomba ambientale“.

F.to A. Bellanima

In Calabria, sito preferito dai turisti esiste questa orribile realtà, qui c’è un piccolo paese dove i cittadini, le istituzioni e le associazioni stanno facendo fronte comune per proteggere questi posti d’incanto; chiedono a gran voce di chiudere una delle pagine più lunghe e vergognose della storia d’Italia. Una bomba ambientale e sanitaria che rischia di esplodere da un momento all’altro.

Chi non conosce questa terra non è abituato a sentirla combattere per difendere il proprio territorio. Eppure da Santa Caterina Albanese, in provincia di Cosenza, passando per Siderno, in provincia di Reggio, la Calabria è costellata di piccole battaglie combattute e vinte a difesa di un territorio che non è solo ‘nduja e soppressate.

A Siderno, comune di circa 20.000 abitanti, c’è quel che resta di una fabbrica, la BP, produttrice in passato di componenti chimici altamente tossici.

IL FATTO. La fabbrica inizia la sua attività il 25 ottobre del 1979. Produce ininterrottamente fino al giorno in cui scoppia un reattore interno. Era il 5 novembre 1994. Non siamo a Seveso. Non siamo a Chernobyl. Siamo a Siderno, in Calabria, costa ionica.

A seguito dell’incidente, alla fabbrica vengono apposti i sigilli e la cessazione delle attività per due anni. Ma nel frattempo la società entra in crisi e nel 1999 ne viene dichiarato ufficialmente il fallimento. Con buona pace di chi pensava che dalle sue tasche potessero uscire i soldi per bonificare l’area.

Seguiranno poi un inventario dei beni, alcune istanze dei cittadini, vari sopralluoghi dei Carabinieri, altri sequestri, gare d’appalto, fino ad arrivare al 2005 quando l’ufficio tecnico del comune, di concordo con i creditori, avanzò la richiesta di bonificare l’area e si iniziò ad inviare alcuni dei fusti allo smaltimento speciale.

Ma siamo in Italia, non in Francia o in Germania e per varie concause il sito rimarrà deposito non sorvegliato di 900 tonnellate di rifiuti speciali per altri dieci anni.

Una vera e propria bomba ecologica alla quale nessun organo di stampa di livello nazionale sembra abbia dato il giusto rilievo. Ma non siamo nel centro di qualche grande città metropolitana. Non siamo nella periferia degradata di qualche capitale europea e che serve a far sentire meglio “quelli che ben pensano”.

Siamo a Siderno, in Calabria. Qui si viene in vacanza in estate, in quei villaggi vacanze in cui poter lasciare i propri figli a divertirsi con gli animatori e a goderci il meritato riposo.

Ma adesso la Calabria, Siderno in particolare, ha bisogno di noi.

Ne ha bisogno il sindaco che, come ogni amministratore locale, si ritrova solo con il suo bilancio comunale a fare i conti in tasca per capire se e quanto potrà pagare per bonificare l’area; si ritrovano soli i cittadini che si sono dati appuntamento per il giorno 8 luglio alle ore 11 nella piazza del comune.

APPELLO DEL SINDACO, ING PIETRO FUDA AI CITTADINI: L’AREA EX BP UN VERO INFERNO CON 900 TONNELLATE DI PRODOTTI CHIMICI, 20 SOSTANZE CANCEROGENE E 37 ESPLOSIVE: “MOBILITAMOCI”

Questo è l’appello del Sindaco di Siderno pubblicato il 22 giugno 2017 ai suoi concittadini:

“Nel pomeriggio di ieri, mercoledì 21 giugno, presso il Comune di Siderno, si è tenuto l’incontro propedeutico all’organizzazione della manifestazione pro ambiente invocata nei giorni scorsi da Pietro Fuda in una lettera inviata a tutti i cittadini.

Il confronto tra il sindaco, i sidernesi, Arturo Rocca, presidente dell’Osservatorio Ambientale Diritto per la Vita, Francesco Martino, membro del Comitato a difesa della salute dei cittadini, Vincenzo Bruzzese della Consulta cittadina, Maria Rosa Puntillo dell’Osservatorio sui rifiuti e Sonia Lombardo in rappresentanza dei commercianti, e altre associazioni e organizzazioni, si è concluso con un vero e proprio appello ai sidernesi, affinché l’8 luglio l’intera comunità scenda in piazza per manifestare al fianco delle istituzioni in difesa della salute e del futuro dei cittadini.

Il sindaco Pietro Fuda ha sottolineato che l’iniziativa cerca di dare seguito agli interventi nazionali di bonifica di 40 siti d’Italia ritenuti pericolosi per la salvaguardia dell’ambiente, e ha altresì ricordato che nasce di concerto con il governatore Oliverio e la Regione Calabria, che non devono essere intesi come antagonisti della condizione che viviamo oggi in città, ma come coloro che potranno gettare un ponte con il Governo Italiano affinché si risolvano una volta per tutte le emergenze BP, Pantanizzi e Timpe Bianche.

Chi ha partecipato, in questi giorni, al sopralluogo nell’area della ex BP, ha definito la zona un vero inferno nel quale le 900 tonnellate di prodotti chimici che stanziano nell’area da decenni si stanno rapidamente disperdendo con grave danno per l’ambiente e per la salute dei residenti ed ha evidenziato che è necessario che la Procura autorizzi il Comune immediatamente per la pulizia dell’area ex BP dalle sterpaglie che in estate potrebbero generare incendi, anche a causa del semplice calore estivo, che potrebbe essere alla base di tragedie.

La presenza di 20 sostanze cancerogene cui se ne aggiungono 37 esplosive rende la BP una vera e propria bomba ecologica che costituisce pericolo per tutto il comprensorio e per la quale si devono mobilitare con la massima urgenza tutti gli operatori sociali e i cittadini. In una zona votata al turismo come Siderno, l’emergenza dovrebbe essere risolta nell’immediato e lo si può fare solo con una mobilitazione popolare che coinvolga tutti i cittadini e preveda contestualmente la chiusura delle saracinesche dei negozi.

La partecipazione dovrà essere massiccia, nell’ordine delle migliaia, affinché la manifestazione abbia la giusta risonanza nazionale e convinca il Ministero dell’ambiente a intervenire. Ne va del nostro futuro. Sarà indispensabile la partecipazione di ogni cittadino e dei commercianti, che dovranno apporre un cartello sulle saracinesche dei propri negozi che spieghi le motivazioni della chiusura.

L’appuntamento è alle 11 di sabato 8 luglio 2017, dinanzi al Municipio di Siderno. Tutti gli intervenuti e i presenti hanno convenuto dell’importanza e dell’urgenza dell’iniziativa. Mobilitiamoci epr il nostro futuro! Non mancare!”

Siderno rischia l’avvelenamento. Serve un intervento delle istituzioni di più alto livello. Come si sono trovati milioni di euro per aziende in crisi o per banche in difficoltà? Così devono assolutamente trovarsi per aree da bonificare e ad elevato rischio sanitario.

Lo dobbiamo. Almeno per i nostri figli e al rispetto di questa terra meravigliosa che regala posti unici e spettacolari.

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