Vesuvio, piromani appiccano incendi bruciando animali. La scoperta shock





 

di Christian Montagna

Napoli – Brucia da giorni la montagna più pericolosa d’Italia. Le immagini si susseguono in tv e sui social network: quanto male fa vedere ettari di terreno dati alle fiamme, così, inspiegabilmente.

Ancora non si riescono a domare le fiamme appiccate sul Parco Nazionale del Vesuvio. Aria irrespirabile da giorni ed una immensa nube di fumo che soffoca i comuni circostanti.

Almeno mille interventi dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, ma, si fatica a ristabilire la normalità. La bellezza del Parco Nazionale sfregiata da incendi dolosi. Complice il vento che ha esteso le fiamme per centinaia di metri: durante la notte, pigne e aghifoglie hanno sparso il fuoco ovunque.




 La nube è arrivata fino al centro di Ottaviano, dove, un’ordinanza ha vietato di uscire di casa se non per motivi strettamente necessari. Per le strade, postazioni di volontari della Protezione Civile che distribuiscono mascherine. I Comuni sembrano avvolti da una fitta nebbia ma in realtà è tutto fumo.

Forestale, protezione civile e Vigili del Fuoco in un energico sforzo lavoro incessantemente, tre canadair contribuiscono dall’alto allo spegnimento rifornendosi nel vicino golfo di Napoli, oltre trecento uomini e forze armate a monitorare il territorio. L’emergenza è enorme. A Boscoreale e Terzigno è stato necessario evacuare in via precauzionale alcune famiglie: i comuni coinvolti hanno chiesto lo stato di emergenza.

Della natura dolosa degli incendi ha parlato il ministro dell’ambiente Galletti che nel primo pomeriggio sarà ad Ottaviano per fare il punto della situazione con Vigli del Fuoco e Protezione Civile: “ Soprattutto nel sud, pare che ci siano incendi dolosi. Oggi sarò al Vesuvio per dire ai piromani che sono punibili con la legge attuale.”

La macabra scoperta. Secondo i Vigili del Fuoco, chi ha agito conosce sicuramente bene quelle montagne e quei boschi dato che vi si è inoltrato per rendere più complicate le operazioni di spegnimento. Sono stati utilizzati animali, probabilmente gatti, che, cosparsi di benzina e dati alle fiamme, nel vano tentativo di fuga, hanno raggiunto la fitta boscaglia.

Due canili a rischio. Su Facebook è partita una gara di solidarietà a favore dei cani rinchiusi nei canili a pochi metri dagli incendi scoppiati sul Vesuvio. Chiunque in possesso di box, giardini o garage è invitato ad ospitare almeno un cane nell’attesa che terminino le operazioni di spegnimento dei roghi.


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