5G, giù la maschera. Inedito dossier ISDE-European Consumers: “Nessun alibi per i Sindaci e il Governo Conte Bis”





 

 

di Cinzia Marchegiani

Il contestatissimo 5G non arriva dalla luna. Era il 18 dicembre 2018 quando Luigi Di Maio allora ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico dal palco dell’evento StartupItalia a Milano spiegava:

“Molte aziende hanno investito oltre sei miliardi e mezzo di euro nel 5G. Per la legge del contrappasso per far camminare il 5G bisogna liberare le frequenze televisive e abbiamo chiesto a Rai e Mediaset di liberare spazio sulla ‘banda 700’. Perchè lo dico!  Perchè vorrei dire a tutti ai soggetti privati, agli  investitori che hanno messo soldi in questo progetto che saranno garantiti nell’investimento che hanno fatto e saranno garantiti da subito. Infatti proprio per evitare problemi, tensioni e ricorsi e far arrivare il 5G prima possibile a meta prenderemo un terzo delle frequenze che oggi è riservato alle tv private e affidarli ai soggetti televisivi con un’asta che hanno perso frequenze per il 5G  e potremmo evitare uno scontro anche generazionale tra i soggetti”.

Nulla in merito all’altra faccia di questa tecnologia, ma solo tutela degli investimenti milionari? Di Maio si era preoccupato a eliminare le tensioni e eventuali ricorsi tra soggetti televisivi riassegnando frequenze ma nulla in merito alle preoccupazioni dei ricercatori, medici e associazioni che hanno sollevato già da tempo in tutela proprio della salute pubblica, soprattutto rivolta ai soggetti più fragili, come i bambini che i cambiamenti elettromagnetici associati a questa tecnologia porteranno inevitabilmente in ogni città.

TUTELA SALUTE. Ora non ci può essere alibi. E’ stato pubblicato un nuovo e importantissimo studio scientifico anche a carattere legislavivo che per la sua valenza di ricerca non può essere ignorato, archiviato e sottostimato soprattutto dai primi cittadini d’Italia oltre che dal nuovo Governo Conte bis in carica.

IL NUOVO DOSSIER A DOPPIA FIRMA ISDE-EUROPEAN CONSUMER AMMONISCE SINDACI, GOVERNO CONTE BIS E PARLAMENTARI SUL MANCANTO ADEGUAMENTO LEGISLATIVO CHE  ESPONE PERSONE E SOPRATTUTTO BAMBINI A ECCESSO DI RAZIAZIONI ELETTROMAGNETICHE 


Il presidente di European Consumers, Marco Tiberti annuncia il completamento e la pubblicazione di un importante lavoro scientifico/legale condotto assieme a ISDE-medici per l’Ambiente proprio in materia di campi elettromagnetici e diffusione del 5G in Italia. Lo stesso Tiberti annuncia anche un’importante iniziativa affinchè non ci siano più alibi in mano agli amminstratori della salute pubblica. Una serie attività di controllo soprattutto nei confronti dei Sindaci d’Italia che stanno accogliendo a macchia di leopardo nei propri territori (spesso anche senza informare e attivare consultazioni con i propri cittadini) questa tecnologia senza attuare norme per la tutela della salute pubblica:

“Stiamo provvedendo a inviare il presente lavoro (scaricabile gratuitamente dal nostro sito) a tutti i 7914 Comuni in Italia, Governo e Gruppi Parlamentari affinché aggiornino le normative vigenti in materia di elettrosmog.
La mancanza di un un’adeguato aggiornamento legislativo ci espone tutti a un eccesso di radiazioni elettromagnetiche con gravissimi effetti sulla salute umana e ambientale!
Se tale adeguamento normativo non sarà effettuato European Consumers si riserva la costituzione di parte civile a difesa della salute pubblica e dell’ ambiente!”

TITOLO: “Rapporto ISDE – European Consumers sui campi elettromagnetici e i rischi connessi alle nuove tecnologie“, 146 pagine sui rischi del 5G per umanità e ambiente inviato a tutti i Sindaci d’Italia, ma pure al Governo Conte Bis e ai gruppi parlamentari.

Gli Autori di questo studio scientifico sono:

Pietro Massimiliano BIANCO (European Consumers)

Agostino DI CIAULA (ISDE)

Patrizia GENTILINI (ISDE)

Eugenio ODORIFERO (European Consumers)

Marco TIBERTI (European Consumers)

Il lavoro prodotto da ISDE e European Consumers mira a strappare la maschera anteposta con molta disinvoltura utilizzata per pubblicizzare i convenienti e super servizi virtuali derivati dalla tecnologia 5G ma che poco spiega e approfondisce gli effetti a breve e lungo termine prodotti dalla stessa, in virtù anche di una vera e propria sperimentazione fatta sulla pelle dei cittadini.

Lo studio appena pubblicato infatti spiega:

L’implementazione del 5G comporterà cambiamenti ambientali globali senza precedenti. Si prevedono milioni di nuove stazioni base 5G sulla Terra e 20.000 nuovi satelliti nello spazio, con 200 miliardi di oggetti trasmittenti che, secondo le stime, faranno parte dell’Internet of Things entro il 2020 e un trilione di oggetti pochi anni dopo. A metà del 2018, il 5G commerciale a frequenze e velocità più basse è stato utilizzato in Qatar, Finlandia ed Estonia. La distribuzione del 5G a frequenze estremamente elevate (onde millimetriche) è prevista per la fine del 2018.

Alla fine del 2018-inizio del 2019 la sperimentazione del 5G è partita a Milano, Prato, L’Aquila, Matera e Bari. La diffusione a tappeto del 5G nelle altre città, invece, è prevista per i prossimi 3 o 4 anni. Le evidenze scientifiche disponibili sugli effetti dell’elettromagnetismo ad alta frequenza in generale e, in particolare, su quelli dell’esposizione a onde millimetriche, rendono imprescindibile l’applicazione del principio di precauzione citato nell’articolo 191 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (UE) e riconosciuto dalla normativa nazionale Italiana, il cui scopo è garantire un alto livello di protezione dell’ambiente grazie a prese di posizione preventive in caso di rischio.

Il ricorso al principio di precauzione è giustificato quando riunisce tre condizioni, ossia:

  • l’identificazione degli effetti potenzialmente negativi;
  • la valutazione dei dati scientifici disponibili;
  • l’ampiezza dell’incertezza scientifica

Ci sembra opportuno, come preliminare alla nostra breve analisi, ricordare l’articolo 32 della Costituzione, che sancisce il diritto alla salute dei cittadini italiani. Vogliamo inoltre ricordare l’articolo 41 della Costituzione (“L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”) e, in ultimo, l’articolo 3, lettera p) del trattato che istituisce la Comunità europea, ‘l’azione della Comunità deve comprendere un contributo al conseguimento di un notevole livello di protezione della salute‘; il trattato prevede altresì ‘la difesa della salute dei lavoratori e dei consumatori’.”




MA COME E’ STATA AVVIATA QUESTA TECNOLOGIA, ESISTONO DOCUMENTI SULLA SICUREZZA INVIATI AL MINISTERO DELLA SALUTE? LO SVELA IL DOSSIER: 

Abbiamo seri dubbi sul fatto che la politica abbia seguito questi pilastri normativi nell’approvare senza tentennamenti e senza indagini preliminari di rischio l’introduzione di questa nuova tecnologia, affidando di fatto già adesso a soggetti privati la proprietà di ben determinate bande di frequenza e consentendo loro l’utilizzo della nuova infrastruttura 5G nel contesto di una normativa attualmente fondata su limiti privi di validazione scientifica e, dunque, non in grado di tutelare al meglio ambiente e salute pubblica.

Tutto il comparto delle emissioni elettromagnetiche, come ampiamente dimostrato, ha effetti sull’ambiente e sulla salute di uomini e animali e quindi va sottoposto urgentemente a Valutazione Ambientale Strategica. A tale valutazione devono partecipare in un’ottica di assoluta trasparenza e scambio di informazioni oltre che Enti di Ricerca, Istituzioni preposte alla tutela ambientale e sanitaria e Commissioni governative anche cittadini, associazioni di categoria professionali, associazioni e comitati, nel nome della democrazia partecipativa, delle norme che la regolano e di quelle sulla trasparenza degli atti amministrativi.

A fronte di questi dati di fatto risulta agli scriventi che non è stato richiesto dal Governo alcun parere sanitario sul 5G ai sensi della Legge di Riforma Sanitaria 833 del 1978. In particolare:

  • l’INAIL dichiara di non avere alcuna documentazione sulla sicurezza del 5G;
  • il Ministero della Salute dichiara di non essere stato interpellato sulla sicurezza del 5G dal Ministero dello Sviluppo Economico prima della vendita delle frequenze del 5G e che anche il Consiglio Superiore di Sanità non si è interessato del problema;
  • il Ministero dello Sviluppo Economico risponde che la documentazione richiesta (il parere sanitario) non è di sua competenza;
  • l’Istituto Superiore di Sanità dichiara di non aver prodotto alcun parere sanitario ma di aver risposto all’AGICOM che richiedeva la semplificazione delle procedure di installazione delle nuove antenne 5G[1].

[1] Associazione Amica, Tutti i documenti sul 5G http://www.infoamica.it/tutti-i-documenti-sul-5g/”

ISDE- EUROPEAN CONSUMERS: “NECESSARIA UNA MORATORIA PER VALUTARE ADEGUATAMENTE GLI EFFETTI SULLA SALUTE E SULL’AMBIENTE DELLE FREQUENZE UTILIZZATE E DIVIETO DI INSTALLAZIONE RETI WI-FI NEGLI ASILI E SCUOLE CON STUDENTI AL DI SOTTO DEI 16 ANNI”

“Se è che, se è vero che non si possono bloccare le innovazioni tecnologiche, esse devono essere tuttavia controllate da un costante adeguamento delle normative in relazione alle conoscenze scientifiche, privilegiando la salute e l’ambiente prima di qualsiasi interesse economico.

In particolare per tutelare la salute pubblica si rende indispensabile recepire gli studi scientifici più recenti ed attuare quanto indicato dalla Raccomandazione 1815 dell’Assemblea Plenaria del Consiglio d’Europa del 2011, volta ad abbassare i limiti di esposizione alle radiofrequenza in relazione all’uso privato di telefoni mobili, telefoni DECT (cordless), WiFi, WLAN e WIMAX per computer, Baby Phones a 0,2 V/m sul “lungo termine”, mentre secondo il rapporto Bionitiative 2012 sulla base delle evidenze sperimentali e del principio di precauzione deve essere portato a 0,6 V/m nell’immediato.

In relazione al 5G, fermi restando i presupposti di cui sopra, è necessaria una moratoria per valutare adeguatamente gli effetti sulla salute e sull’ambiente delle frequenze utilizzate, anche in relazione alla loro prevista onni-pervadenza. Vanno inoltre adeguatamente valutati i possibili effetti sulla sempre più folta comunità degli Elettrosensibili.

Riteniamo doveroso il divieto di installazione di reti Wi-Fi negli asili e nelle scuole frequentate da bambini e ragazzi al di sotto dei 16 anni, posto che la precoce esposizione a radiofrequenza rappresenta un aumentato rischio di sviluppo di cancro per effetto dell’accumulazione e in relazione alla sinergia con altri inquinanti ambientali e perché studi su animali hanno dimostrato disturbi neuro-comportamentali associati a questo tipo di esposizione.

Altrettanto necessario è il divieto di installazione di reti Wi-Fi in tutti i luoghi ove operano professionisti il cui lavoro richiede concentrazione e precisione, come le sale operatorie, perché la radiofrequenza interferisce con il corretto funzionamento neurologico.

Vi deve essere obbligo per le Agenzie di Salute Pubblica valutare i rischi per la salute connesse alla radiofrequenza, selezionando studi scientifici indipendenti ed escludendo quelli finanziati dall’industria delle telecomunicazioni o da fondazioni ed enti no-prot finanziati dalla stessa.

Riteniamo che debba essere sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica l’intera Strategia per le Telecomunicazioni. Ricordiamo che il processo di VAS impone criteri ampi di partecipazione, tutela degli interessi legittimi e trasparenza del processo decisionale, attraverso il coinvolgimento e la consultazione dei soggetti competenti in materia ambientale e del pubblico che in interessato dall’iter decisionale.

Il lavoro scientifico appena pubblicato è stato già reso accessibie al pubblico affinchè sia gli amministratori, associazioni (che si interfacciano nei territori) o semplici cittadini possano scaricarlo e prenderne visione e usarlo affinchè si possano attuare proposte e controlli per devono mettere al primo posto sempre la salute pubblica.

Nello studio scientifico prodotto è stata anche inserita l’ordinanza del Sindaco di Marsaglia

Si legge:

Visto l’art. 54 c.4 Decreto legislativo 267/2000

ORDINA

La sospensione della sperimentazione del 5G sul territorio del Comune in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer, applicando il principio precauzionale sancito dall’Unione Europea, pendendo in riferimento i dati scientifici più aggiornati, indipendenti da legami con l’industria e già disponibili sugli effetti delle radiofrequenze, estremamente pericolose per la salute dell’uomo.”

LE CONCLUSIONI RAPPORTO ISDE EUROPEAN CONSUMERS:

Supportati da ricerche scientifiche del 2010 (Dämvik et al., 2010) riteniamo che sulla questione dei campi elettromagnetici e di altri fenomeni analoghi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la Commissione Europea basino i loro pareri solo sulla “certezza del rischio”, invece di tenere in considerazione il “rischio possibile”, rispettando il principio di precauzione.

I risultati disponibili circa l’esistenza di effetti biologici da esposizione a campi elettromagnetici- compreso 5G- sono sufficienti, per invocare il principio di precauzione, definire i soggetti esposti come potenzialmente vulnerabili e rivedere i limiti esistenti. Un’adeguata conoscenza dei meccanismi patofisiologici che collegano l’esposizione a EMF a rischio per la salute dovrebbe essere basilare nell’attuale pratica clinica, in particolare alla luce delle crescenti evidenze scientifiche che stigmatizzano il ruolo dei fattori ambientali sia nell’insorgenza del cancro che nella progressiva crescita epidemiologica di malattie non trasmissibili.

È senza dubbio necessaria una moratoria per l’implementazione del 5G su tutto il territorio nazionale sino a quando non sia adeguatamente pianificato un coinvolgimento attivo degli enti pubblici deputati al controllo ambientale e sanitario (Ministero Ambiente, Ministero Salute, ISPRA, ARPA, Dipartimenti di Prevenzione), non siano messe in atto valutazioni preliminari di rischio secondo metodologie codificate e un piano di monitoraggio dei possibili effetti sanitari sugli esposti, che dovrebbero in ogni caso essere opportunamente informati dei potenziali rischi.

Si prevede che il 5G sia particolarmente pericoloso per il numero straordinariamente elevato di antenne pianificate, l’altissima energia di uscita utilizzata per garantirne la diffusione, le frequenze straordinariamente alte, le apparenti interazioni di alto livello della frequenza 5G sugli ioni, compresi i gruppi responsabili delle pompe ioniche cellulari.

Il 5G, oltre a essere un esperimento sulla popolazione civile, viola il Codice di Norimberga[1], ovvero il divieto di effettuare una sperimentazione sugli esseri umani.”

Insomma ora i legislatori e gli amministratori non hanno più alibi!

Documerto scaricabile Rapporto indipendente isde_ec sui campi elettromagnetici (1)

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