mercoledì, 14 Ottobre 2026

Covid-19, choc per i recinti in plexiglass al mare. Mondo Balneare: “Gossip e Fake news dei giornali”

 

Negli stabilimenti balneari non ci sarà nessun recinto di plexiglass. A spiegare come le notizie rimbalzate su tutti i media non abbiano non solo fondamento, ma praticamente vanno contro ogni regola che rispetti la salute umana e la tutela della natura, interviene Mondo Balneare il portale degli stabilimenti balneari che critica anche in modo costruttivo il modo di fare informazione dei media.

Il problema di semrpe purtroppo è nel mondo dell’informazione, che per non bruciare la notizia preferisce copiare e incollare notizie senza fondamento, l’interesse spesso non è informare, ma altro!

Mondo Balneare, il portale degli stabilimenti balneari :

“I turisti possono stare tranquilli: le immagini che stanno circolando in queste ore sul web sono irrealizzabili per molti motivi”.

Leggiamo assieme:

“Ha fatto molto scalpore in questi giorni la proposta di un’azienda emiliana che ha pubblicizzato dei pannelli di plexiglass, ritratti nell’immagine qui sopra, come possibile soluzione anti-contagio per gli stabilimenti balneari in vista della prima estate di convivenza col coronavirus. Tuttavia tali strutture sono impossibili da installare sulla spiaggia, per una lunga serie di ragioni normative, sanitarie, ambientali e pratiche che andremo a elencare in questo articolo. Quella che inizialmente era solo l’idea di una ditta privata ha assunto in poche ore un’enorme visibilità; soprattutto con molte fake news sulla stampa e sui social che stanno provocando gravi danni d’immagine alle imprese balneari già in ginocchio a causa dell’emergenza coronavirus, e che ci spingono a intervenire come testata di settore per mettere le cose in chiaro. Il problema infatti non è tanto nei pannelli di plexiglass – che sono un’iniziativa commerciale del tutto legittima, anche se tanti operatori del settore l’hanno giudicata stupida – bensì in quei giornali più interessati a fare gossip anziché un lavoro serio di informazione. Molte testate nazionali (anche le cosiddette “autorevoli”) hanno preso le immagini di una pubblicità per far credere che il governo o gli operatori del settore stiano davvero prendendo in considerazione questa idea, spacciando alcuni rendering come lo scenario che vedremo di sicuro nell’estate 2020 in tutte le spiagge italiane”.

MONDO BALNEARE: “POSSIAMO ASSICURARE CHE NESSUN STABILIMENTO BALNEARE MONTERA’ QUEI PANNELLI. RAGIONI PRATICHE E OGGETTIVE”

Con il proprio comunicato stampa Mondo Balnear a firma di Alex Giuzio spiega nel dettaglio l’infondatezza di questa notizia e quindi che nessuno stabilimento balneare monterà quei pannelli, ecco le motivazioni:

“Innanzitutto ci sono delle ragioni pratiche e oggettive che impediscono materialmente l’installazione di strutture del genere in spiaggia (ma chi ha progettato questi pannelli sembra non averne tenuto conto, forse perché non conosce affatto il settore).

Alla prima mareggiata o folata di vento forte e improvviso, i pannelli verrebbero verrebbe spazzati via lontano per centinaia di metri (rappresentando peraltro un grave pericolo), mentre durante le giornate di caldo, l’atmosfera all’interno di tali recinti di plastica si farebbe irrespirabile e renderebbe impossibile restare per più di pochi minuti stesi sul lettino, persino per un amante delle saune estreme.

Ma c’è di più: come ben sanno i titolari di concessioni demaniali marittime, anche l’installazione di un semplice cestino dell’immondizia sulla spiaggia (che è un oggetto indubbiamente utile) richiede una lunga trafila burocratica tra svariati enti; figuriamoci dunque se possono esserci i tempi tecnici necessari per autorizzare l’eventuale collocamento di questi enormi recinti entro l’estate prossima.

I motivi pratici appena elencati basterebbero già a far capire l’inutilità di strutture del genere e di chi le ritiene verosimili, ma oltre a ciò, ci sono anche delle ragioni di immagine e di buonsenso: la vacanza al mare è da sempre sinonimo di relax, spensieratezza e salute, mentre l’installazione di questi pannelli trasparenti tra gli ombrelloni renderebbe la spiaggia un ambiente coercitivo, insalubre e soffocante. Insomma, piuttosto che passare una giornata in una prigione di plastica, per tante persone sarebbe meglio non solo prendere il sole sul balcone di casa propria, ma persino infilarsi direttamente in un forno crematorio, come ha ben ironizzato Taffo Funeral Services.

Per non parlare del clamoroso autogol che comporterebbe l’installazione di strutture in plastica, un materiale che per sua natura si degrada e si diffonde in microparticelle dannose per la salute del mare, dei pesci e degli esseri umani; proprio dopo che la stagione 2019 è stata incoronata come ‘l’estate del plastic free’.

Per tutti questi fattori oggettivi, è altamente improbabile che le autorità sanitarie possano obbligare i titolari di stabilimenti a installare delle strutture del genere e che gli stessi operatori possano farlo di propria iniziativa, come invece qualche giornale sta colpevolmente facendo credere.

Quando l’emergenza sarà finita e le imprese balneari potranno riaprire, saranno imposte adeguate protezioni e distanze di sicurezza tra un ombrellone e l’altro per evitare il rischio di contagio tra i clienti, senza che sia necessario ingabbiare i turisti in roventi gabbie di plexiglass. La spiaggia infatti è un ambiente all’aria aperta e ventilato, dove il rischio di trasmissione del virus è molto inferiore rispetto ai luoghi chiusi come gli alberghi e i ristoranti”.

 

CONCLUDE MONDO BALNEARE: “Tanto abbiamo sentito il dovere di scrivere, per fare chiarezza sull’ennesima fake news montata in questi giorni che sono già piuttosto difficili, anche senza il bisogno di diffondere ulteriore ansia e rabbia. Come ha dichiarato Danilo Piraccini della Cooperativa Bagnini di Cervia, commentando in maniera esauriente la questione, ‘solo chi non conosce le dinamiche turistiche, ambientali e forse anche sanitarie può spacciare serragli in plexiglas come una soluzione protettiva, pensando di confinare d’estate famiglie e bambini dentro un recinto di materiale plastico. La responsabilità sta nel comunicare e soprattutto garantire condizioni di sicurezza e di vivibilità, e non nel proporre soluzioni fantasiose‘. Speriamo quindi che queste idee non trovino più spazio acriticamente sui giornali, né tantomeno sulla spiaggia. Ci sono problemi molto più seri di cui occuparsi in questo momento, ma il fatto che la stampa sia più interessata a tali fesserie, la dice lunga sul sistema di informazione che abbiamo in Italia.”

Il problema di sempre purtroppo è nel mondo dell’informazione, che per non bruciare la notizia preferisce copiare e incollare notizie senza fondamento, l’interesse spesso non è informare, ma altro! Per non parlare delle effetto virale delle condivisioni sui social.

Fonte: MondoBalneare.com

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