sabato, 12 Settembre 2026

Covid-19 Scuole. I Dirigenti scolastici denunciano: “Impossibilità di gestire sicurezza e riapertura”

ANP, l’Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici, organizzazione sindacale maggioritaria dei dirigenti delle istituzioni scolastiche, in merito alla apertura delle scuole italiane a settembre per il nuovo anno scolastico 2020/2021 con un comunicato stampa denunciano l’impossibilità di di gestire in sicurezza la riapertura delle scuole senza che siano prima attuati degli adeguati (e permanenti) interventi di sistema:

“È stato di recente diffuso il Documento tecnico sull’ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico, approvato il 26 maggio 2020 dal Comitato tecnico scientifico istituito presso il Dipartimento della Protezione civile.

Il Documento si rivolge, da un lato, al Governo, auspicando azioni di sistema che consentano la riapertura delle scuole in sicurezza: dalla rimodulazione del monte ore e dei quadri orari all’adeguamento della dotazione organica, dalle strutture ai servizi disponibili (trasporto, mensa ecc.).

Dall’altro, è indirizzato alle istituzioni scolastiche a cui è affidato in modo alquanto generico il compito di ‘calare le indicazioni nello specifico contesto di azione” (ordine di scuola, tipologia di utenti, strutture e infrastrutture disponibili, dotazione organica, caratteristiche del territorio, etc.)’.

L’ANP denuncia l’impossibilità, per i Dirigenti Scolastici, di gestire in sicurezza la riapertura delle scuole senza che siano prima attuati degli adeguati (e permanenti) interventi di sistema.

Ci limitiamo a pochi esempi.

  1. Il dirigente dovrebbe garantire il distanziamento fisico interpersonale di almeno un metro all’interno di ogni spazio destinato alle attività didattiche, anche nelle aree di passaggio e di interazione (zona cattedra/lavagna) all’interno dell’aula. Per la scuola dell’infanzia tale distanza dovrebbe essere ancora superiore, ma non ne viene fissato il valore.

Per applicare questa misura occorre ridurre il numero di alunni per classe. Ipotizzando di dimezzarlo, si prospettano due soluzioni:

  1. distribuire gli alunni in due turni, mattutino e pomeridiano; in tal caso, sarebbe necessario raddoppiare l’organico del personale;
  2. distribuire gli alunni in un numero doppio di aule, mantenendo l’orario mattutino; in tal caso, sarebbe necessario duplicare gli spazi (dopo averli reperiti) e, in ogni caso, raddoppiare l’organico.

È opportuno precisare che andrebbe raddoppiato sia il numero dei docenti sia quello dei collaboratori scolastici necessari per la vigilanza sulle aree comuni, dove è più probabile l’assembramento. Non è chiaro, peraltro, quale sia il numero di alunni oltre il quale si crea un “assembramento”.

2. Il dirigente dovrebbe garantire l’igiene ambientale. Per applicare seriamente tale misura occorre rivedere le tabelle che determinano l’organico del personale ATA con particolare riferimento, ancora una volta, ai collaboratori scolastici. Ad oggi, tali tabelle utilizzano come parametro il numero di alunni ma si dovrebbe, invece, parametrarle alla effettiva dimensione delle superfici da pulire. È del tutto evidente, infatti, che il lavoro necessario per igienizzare 100 metri quadri non dipende dal numero di persone che li calpestano ma dal fatto che si tratta di 100 metri quadri!

Se la finalità è quella di garantire il più possibile la didattica in presenza, la misura del distanziamento implica, in definitiva, la moltiplicazione degli organici (di competenza del Ministero) oppure la moltiplicazione degli organici e quella degli spazi (di competenza degli enti locali).

In più, se non si rimoduleranno i quadri orari, la sopravvivenza della DAD sarà comunque inevitabile, con le connesse difficoltà soprattutto per gli alunni più piccoli. A quadro normativo invariato e a risorse esistenti, infatti, i più danneggiati risulteranno proprio loro: si pensi ai bambini dell’infanzia per i quali si richiede un indice di affollamento inferiore rispetto agli altri ordini di scuola e che, di contro, possono avvantaggiarsi meno di altri dell’organico di potenziamento e della conseguente possibilità di sdoppiare le sezioni. Finirebbero, paradossalmente, per divenire i maggiori fruitori della DAD.

Secondo l’ANP, al di là di singoli aspetti critici – le pressoché inapplicabili disposizioni sul distanziamento nei momenti ricreativi, la forte interferenza con la didattica del pasto consumato in aula ecc. – è necessario che l’Amministrazione centrale risolva con urgenza alcuni annosi problemi, resi più evidenti dallo stress-test causato dalla pandemìa:

  • deve essere tempestivamente formulato un protocollo di sicurezza che delinei con precisione le misure da adottare, in modo da limitare il margine valutativo delle singole realtà scolastiche e garantire al massimo l’incolumità di tutti;
  • l’autonomia delle singole scuole necessita di essere sostenuta attraverso un cospicuo adeguamento delle risorse economiche (apprezzabili ma non sufficienti quelle previste dall’articolo 231 del DL 34/2020) e soprattutto di quelle umane, una tempestiva attuazione di quanto disposto dall’articolo 232 dello stesso DL 34 in materia di edilizia scolastica nonché una profonda rimodulazione dei quadri orari;
  • l’azione dei dirigenti scolastici deve essere sburocratizzata e snellita, eliminando qualsiasi sovrapposizione di competenza con gli organi collegiali in materia di gestione delle risorse umane, economiche e strumentali;
  • deve essere assicurata l’assunzione a settembre dei DSGA vincitori di concorso;
  • deve essere rivista la responsabilità penale datoriale in materia infortunistica, come da noi più volte richiesto, per renderla equa e sostenibile.

In sintesi, chiediamo vincoli chiari, risorse certe, libertà di gestione e responsabilità sostenibili.”

CONCLUDE IL COMUNICATO ANP DIRIGENTI SCOLASTICI:Un’ultima osservazione, relativa alla tutela dell’incolumità dei dirigenti scolastici che, al pari di tutti gli altri lavoratori, possono risultare “fragili”: stiamo ancora attendendo la rilevazione dello Stress Lavoro-Correlato, più che mai attuale a causa del super-lavoro svolto dai colleghi in questi mesi“.

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