Emilia-Romagna, Covid-19. Bonaccini, dall’obbligo vaccinale alla quarantena volontaria anche per i bambini dei nidi


di Cinzia Marchegiani

Sono lontani i giorni in cui il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini presentava la proposta di legge con cui vietata la frequenza agli asili nido pubblici a bambini non sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie dall’anno scolastico 2017-2018.

Leggiamo da il Fatto Quotidiano, articolo a firma di David Marceddu del 4 luglio 2016

 

 

Leggiamo: Dall’anno scolastico 2017-2018 i bambini che non sono stati sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie non potranno frequentare gli asili nido pubblici. È la proposta di legge presentata dal governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini:

Siamo la prima Regione a farlo e lo facciamo con convinzione”, ha spiegato il presidente della Regione durante una conferenza stampa. In verità anche Lombardia, Toscana e Marche, stanno da alcune settimane valutando provvedimenti analoghi, ma proprio da Bologna era arrivato il primo segnale con l’annuncio, alcuni mesi fa, di un provvedimento.

Che ora è arrivato e già lunedì dovrebbe passare in Giunta per una prima approvazione. Così all’inizio dell’anno 2017-2018 chi vorrà mandare i bimbi all’asilo pubblico dovrà essere in regola con i vaccini obbligatori di difterite, tetano, poliomielite ed epatite B. “Il presupposto è chiaro – ha spiegato Bonaccini – abbiamo a cuore la salute dei bambini, a partire dai più deboli e dai più fragili. Dobbiamo tutelare i bambini immunodepressi, affetti da gravi patologie, malati di tumore: vaccinando tutti proteggiamo anche loro, che ne hanno ancora più bisogno”.

Insomma, col senno di poi, e di una legge Lorenzin, il Presidente Bonaccini che di nuovo è stato scelto per guidare la Regione Emilia-Romagna era diventato il capofila delle regioni italiane in tema di obbligo vaccinale. Ma per il caso coronavirus non sembra voler seguire la sua pregressa battaglia e adattarsi alle circolari ministeriali. Insomma cambia rotta!

REGIONE E.R, BONACCINI SUI VACCINI TEMERARIO CON L’OBBLIGO, CON IL COVID-19 SI ACCODA ALLA CIRCOLARE MINISTERIALE: “NESSUN OBBLIGO MA QUARANTENA FACOLTATIVA ANCHE PER L’ACCESSO AI NIDI”

Sull’emergenza COVID-19 e i rientri dalle zone maggiormente colpite da questo nuovo coronavirus la Regione Emilia -Romagna, sempre da Bonaccini presieduta, cambia registro e proprio oggi in tema di rientri dalla Cina e COVID-19 il nuovo coronavirus che sta allarmando l’intero mondo e che mostra come il contenimento del contagio sia fondamentale per arrestare la diffusione di un virus (ancora poco conosciuto alla scienza), non applica nessun provvedimento restrittivo soprattutto per la tutela dei bambini in fascia prescolare e applica solo una quarantena facoltativa.

Insomma, il Presidente Bonaccini che si è speso così tenacemente per la tutela della salute dei bambini, sembra non sentire alcuna necessità di adottatre misure preventive, anzi proprio oggi in data 20 febbraio 2010, con una nota spiega questa decisione:


Coronavirus, “quarantena“ volontaria di due settimane anche per i bambini dei nidi, che rientrano da zone a rischio

Lo prevede l’aggiornamento della circolare ministeriale in ambito scolastico. E la Regione scrive ai titolari delle strutture

Medici, laboratorio 3Nessun obbligo, ma la possibilità facoltativa di rimanere a casa da scuola due settimane anche per i bambini da zero a tre anni di età di ogni nazionalità, che frequentano i servizi educativi dell’infanzia; ciò nel caso in cui, nei 14 giorni precedenti il loro arrivo in Italia, siano stati nelle aree della Cina interessate dall’epidemia di Coronavirus. E rimane naturalmente confermata la stessa possibilità per gli studenti fino agli istituti secondari di secondo grado (superiori).

Lo prevede l’aggiornamento, da parte del ministero della Salute, della circolare per le scuole ispirata “al principio di massima precauzione” nei confronti dell’epidemia; indicazioni che sono state comunicate dalla Regione (in una lettera firmata da Kyriakoula Petropulacos, direttrice generale Cura della persona, salute e welfare dell’assessorato alle Politiche per la Salute) ai Comuni e ai titolari e gestori dei servizi educativi per bambini da zero a tre anni. La missiva fa seguito a quella inviata nei giorni scorsi, a firma congiunta con l’Ufficio scolastico regionale, ai dirigenti scolastici delle scuole fino al secondo grado di tutta l’Emilia-Romagna.

Il documento ministeriale aggiorna e rinforza le misure emanate precedentemente in ambito scolastico per garantire la massima precauzione in relazione all’evoluzione dell’epidemia, e ribadisce che l’indicazione a restare a casa per gli studenti che non presentano sintomi è su base volontaria; prevede inoltre il coinvolgimento del personale sanitario per il monitoraggio dello stato di salute e l’eventuale comparsa di febbre nei bambini e ragazzi.

La principale misura precauzionale richiamata nella nota regionale stabilisce che siano i responsabili e titolari dei servizi educativi ad attivare, su segnalazione delle singole famiglie dei bambini rientrati in Italia da zone a rischio della Cina, i Dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie. Saranno questi, a loro volta,ad effettuare la ‘sorveglianza attiva e quotidiana’, proponendo la permanenza volontaria a casa del bambino fino al completamento del periodo di 14 giorni; gli stessi Dipartimenti dovranno poi dare comunicazione, al termine del periodo di sorveglianza, dell’esito positivo del monitoraggio.

“Con questo provvedimento si rafforza ulteriormente la prevenzione, a tutela dei bambini più piccoli, ma anche dell’intera comunità- spiega l’assessorato regionale alle Politiche per la salute-. Assieme a tutte le istituzioni coinvolte, a partire dalle Aziende sanitarie, continuiamo dunque a mettere in campo, in via strettamente precauzionale, tutte le azioni utili e ad attivare le misure via via stabilite a livello ministeriale”.

Quindi nessuna azione preventiva, nessuna proposta di obbligo di quarantena e quindi esclusione dalla scuola fino a completamento della stessa come invece era stata con determinazone sostenuta per l’obbligo vaccinale ma viene indicata ‘sorveglianza attiva e quotidiana’, proponendo la permanenza volontaria a casa del bambino fino al completamento del periodo di 14 giorni.



In questa era così veloce, e spesso paradossale molti si chiedono dove siano finiti i provax. Quelli che giustamente erano tanto terrorizzati dal contagio e soprattutto per la difesa dei bambini immunodepressi. Che poi al nido, i bambini sono davvero quelli più esposti al contagio poichè sono immaturi nel capire che le mani in bocca non si devono mettere, che i giocattoli sono pieni di germi e che non si mettono in bocca per giocare. Almeno una domanda è d’obbligo, perchè far ricadere sulle educatrici tanta responsabilità?

Insomma il sostenitore dei vaccini che poteva continuare ad essere il capofila nel principio di precauzione adottato nella sua precedente battaglia cambia atteggiamento? Bonaccini si adegua alla circolare ministeriale.  Ci sono virus e virus. E situazioni e situazioni? Solo tanta sorpresa.

 

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