Greta Thunberg e il plauso dei potenti. European Consumers: “Piccola attivista, sono i governi che minacciano l’ambiente”





 

 

di Ci. Ma.

Greta Thunberg, la giovanissima attivista svedese lancia l’allarme contro i cambiamenti climatici e i potenti del  mondo concordano con lei che occorre fare qualcosa.  Stiamo su scherzi a parte? No… è tutto vero.

La piccola paladina che prova a sensibilizzare i più giovani sui temi dell’ambiente ha aperto in realtà uno spaccato interessante di questa società. Migliaia di ragazzi si riversano nelle piazze del mondo ma in pochi conoscono cosa veramente stia accadendo all’ambiente in cui viviamo. E forse non lo sa nessuno visto le discordanti tesi scientifiche. Se poi mettiamo che Greta Thunberg viene anche elogiata dai grandi globalisti, coloro che sono determinanti nel potere decisionale della vita dei popoli allora qualcosa non torna.

Ma andiamo per ordine.

Nel lontano 1998 il famossisimo Leonardo DiCaprio è diventato un attivista inarrestabile, tanto da fondare la Leonardo DiCaprio Foundation, organizzazione senza scopo di lucro dedicata alla promozione della consapevolezza ambientale con cui sensibilizza ovunque soprattutto sul riscaldamento globale. Partecipava e partecipa a conferenze mondiali sull’approvvigionamento idrico sempre più scarso e sul rischio desertificazione e disboscamento selvaggio;  incontrava Bill Clinton quando era presidente degli Stati uniti per discutere appunto di temi delicati come l’ambientalismo, e le riviste TIME e PLAYGIRL gli dedicarono una copertina. DiCaprio riesce a donare moltissimi soldi, un milione al Wwf per salvare le tigri dall’estinzione e proteggere il loro habitat, e un altro milione ad Haiti in seguito al terremoto. Nel 2013 ha donato 3 milioni per la salvaguardia di 3200 tigri del Nepal. Nel luglio 2014 organizza a Saint-Tropez una raccolta fondi, dove sia lui che altre celebrità hanno messo all’asta oggetti personali, dove riuscì a raccogliere 25 milioni di dollari utilizzati per la salvaguardia di oceani, foreste, riserve naturali e specie in via di estinzione. Nel luglio 2016, la sua fondazione ha stanziato 15,6 milioni di dollari per aiutare a proteggere la fauna selvatica e i diritti dei nativi americani, insieme alla lotta ai cambiamenti climatici. Nel 2017, tramite la sua fondazione, ha donato un milione di dollari alle vittime dell’Uragano Harvey. Nel 2019 si mobilita per sostenere la petizione lanciata da Change.org, per liberare 11 orche e 90 beluga detenute piccole gabbie sovraffollate sulla costa orientale della Russia.

Vi domanderete… “Le nazioni e la politica si mossero per sostenere politiche ambientaliste?” Purtroppo non è così, basti pensare che qui in Italia è stato firmato il decreto battezzato “Ammazaforeste” prima a firma PD e poi confermato dal Governo del cambiamento… e quindi anche dal presidente Mattarella.

E ora la giovanissima Greta è applaudita da tutti, soprattutto da coloro che governano il mondo. Incredibile!

EUROPEAN CONSUMERS CHIAMATO IN CAUSA DA QUESTO EVENTO MONDIALE E MEDIATICO RISPONDE ALLA PICCOLA ATTIVISTA

A tal riguardo European Consumers associazione che da molti anni sta sensibilizzando, informando senza sosta e allertando gli stessi governi delle loro azioni non logiche e spesso scriteriate nei confronti della tutela dell’ambiente fauna e di conseguenza della salute delle popolazioni chiamato in causa da questo evento più che altro mediatico riporta nell’alveolo della realtà oggettiva le responsabilità  politiche che oggi applaudono la piccola paladina con le treccine lunghe:

È recentemente divenuto virale un articolo “Riscaldamento globale e deforestazione: tutte le bufale dell’ambientalismo” (https://www.ilprimatonazionale.it/scienza-e-tecnologia/riscaldamento-globale-deforestazione-tutte-bufale-ambientalismo-108240/ che, approfittando dell’effettivamente dubbio evento mediatico rappresentato dalla nuova icona ambientalista “Greta” confonde pateticamente decrescita e sviluppo sostenibile).

Anche noi, che ci consideriamo ecologisti più che ambientalisti, riteniamo che la tecnologia è fonte di progresso, ma non di certo debba essere utilizzata unicamente per la produzione di morto denaro.




Distruzione delle foreste e degli altri ecosistemi naturali, contaminazione di acqua, aria e cibo, alterazione significativa degli equilibri fisico-chimici a livello globale non sono il prezzo da pagare al progresso ma al profitto.
Le scelte dei governi, ad esempio sulle energie rinnovabili, sono andate in direzione addirittura opposta alle tante chiacchere su inquinamento e società sostenibile, come dimostra il Testo Unico Forestale Italiano e in generale la politica europea sulle biomasse che continua a percepire le foreste come Risorsa economica e non come servizio eco-sistemico necessario per la vivibilità dell’intera biosfera. Governi che si oppongono proprio alla scienza e alla tecnologia continuando a favorire gli obsoleti idrocarburi e in generale le inquinanti e insostenibili filiere dedite alla combustione compresa quella del legno.

Prendersela con gli adulti come fa Greta è un comportamento incoerente perché i responsabili delle azioni sono gli amministratori delle aziende e degli stati, non la popolazione adulta che spesso subisce semplicemente danni irreparabili per favorire “competività” e “prodotto interno lordo”. Che non ha possibilità di scelta sulle decisioni relative a piani energetici, industriali e produttivi che continuano a favorire la devastazione ambientale causa prima degli eventi climatici estremi.

Ma incoerente è anche quanto scritto nell’articolo. È vero che l’Istituto Europeo Forestale ha sottolineato come negli ultimi quarant’anni le foreste in Europa siano aumentate del 43% e le foreste in Italia si sono estese. Ma è vero anche che si tratta appunto di boschi giovani, spesso sovra-sfruttati anche in zone a forte pendio, scarsamente tutelati per quanto riguarda la creazione di oasi a libera crescita, danneggiati da strade di penetrazione, alterati nella composizione per fini produttivi o addirittura del tutto artificiali. Inoltre il Testo Unico Forestale non considera affatto la tutela della biodiversità nelle foreste e nemmeno la necessità di appropriate zonizzazioni che abbiano come perno gli ecosistemi e i servizi che essi possono offrire.
Inoltre non bisogna di certo guardare al proprio orticello. Secondo il rapporto di valutazione globale delle foreste elaborato dalla FAO, dal 1990 al 2015 sono andati perduti circa 129 milioni di ettari di foresta un’area equivalente quasi all’intero Sud Africa. Inoltre a livello globale stanno scomparendo le foreste primarie, grandi immagazzinatrici di carbonio, produttrici di ossigeno, stabilizzatrici del ciclo dell’acqua, fondamentali nella tutela dall’erosione di aree addirittura a livello continentale.

 

EUROPEAN CONSUMERS CONCLUDE: “I cambiamenti climatici in atto, evidenti a prescindere dal peso dei vari fattori coinvolti e dalla loro effettiva gravità, sono resi proprio più devastanti dalla distruzione del suolo, del manto naturale del pianeta, dei grandi ecosistemi e dei loro servizi che hanno garantito per milioni di anni equilibri che la geoingegneria può garantire solo con immense spese pubbliche oltre che con la perdita delle caratteristiche naturali e danni immensi per l’intera biosfera agli ecosistemi e ai loro insostituibili servizi.
Nella nostra nazione non sono gli eventi climatici il vero problema, ma dissennata antropizzazione e artificializzazione del territorio che procede inarrestabile proprio in nome del necrofilo culto dell’economia.”

 

Di certo sono i globalisti, coloro che siedono in Commissione Unione Europea o dall’altra parte dell’oceano Atlantico che dovrebbero domandarsi che hanno fatto di concreto per salvare il mondo nonostante moltissime associazioni hanno sollevato da anni un allarme preoccupante , altrimenti sembra ironico questo loro plauso degno dei supporters goliardici.

NON e’ uno scherzo, la Commissione Europea manda un messaggio ai giovani che si preoccupano dell’ambiente:

“Vi ascoltiamo e stiamo facendo esattamente ciò che chiedete”. Questo è il messaggio della Commissione europea ai giovani che oggi marciano per il clima in tutto il mondo. “Incoraggiamo i giovani che potranno votare alle prossime elezioni europee a far sì che il cambiamento climatico sia una priorità nella campagna, così come invitiamo tutti i partiti politici a definire le loro posizioni sul tema nei loro programmi elettorali”, ha dichiarato una portavoce dell’esecutivo europeo.

E ancora:

“Accogliamo con favore l’impegno di migliaia di giovani europei e di tutti quelli che oggi stanno manifestando nel mondo per politiche del clima ambiziose – ha aggiunto la portavoce dell’Esecutivo Ue – il ruolo dell’Ue è stato fondamentale per raggiungere l’accordo di Parigi nel 2015, l’Ue guida la lotta mondiale al cambiamento climatico ed è la sola grande potenza economica ad aver tradotto gli impegni di Parigi in atti legislativi“.

“Ragazzi siamo con voi! Il Parlamento europeo continuerà a battersi per salvare il nostro pianeta”. Così su Twitter il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

 

Alla fine che cosa cambierà se la sensibilità e la preoccupazione di chi ci governa non si trasformano in atti concreti? Leggi che troppo spesso hanno favorito il profitto e dove le lobby ci sguazzano dentro mentre si continuano ad ignorare quelle universali dell’ambiente…da sempre. E ora questi consensi dei leaders sembrano quasi uno spot elettorale per le prossime europee.

Verrebbe da piangere cara Greta, questa è una sconcertante realtà.

 

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