La grande abbuffata di Pasqua e i sensi di colpa del giorno dopo

Oggi, come in “the day after tomorrow” di Emmerich, le strade sono desolate, i supermercati vuoti...





 

di Christian Montagna

 

Napoli, ore 9. Giornata uggiosa, come il tuo stato d’animo. Ti svegli ancora nauseato, con l’odore di pastiera che pervade ogni angolo della tua casa. Ti senti un “casatiello” con il ventre gonfio come un palloncino ad elio.




Ti senti spossato. Non osi guardarti allo specchio e prendi alla larga qualsiasi superficie auto riflettente. Ti svegli con un senso di sazietà incredibile che pensi che torte rustiche e affettati siano diventati tutt’ uno con il sangue che ti scorre nelle vene. Non sai come coprirti, come vestirti, perché temi non ci siano più abiti della tua taglia nell’ armadio.

Guardi la cioccolata delle uova di Pasqua riposta in frigo e sai che sarà dura smaltirla nelle prossime settimane: e allora, pensi e ripensi alle promesse di un’alimentazione corretta, ai buoni propositi per l’estate andati ormai in frantumi, alla prova costume che speri non arrivi mai.

E allora, sogni che qualcuno ti dica che l’estate sarà posticipata, quel tremendo periodo dell’anno in cui tutti scopriranno che a Pasqua non hai avuto pietà nemmeno per le fave. Escogiti un disegno di legge per far sì che si possa addirittura annullare la stagione estiva e passare direttamente a quella autunnale. Ma capisci da solo che stai delirando. È colpa del cibo, tutta colpa sua che per giorni ti ha tenuto incollato al tavolo.

Ma, nonostante tutto, sei felice perché sei sazio. O forse, fingi di esserlo ripensando ai due giorni appena trascorsi in cui l’unico sforzo fisico fatto è stato il sollevamento di piatti, bicchieri e posate.

Oggi, come una qualsiasi storia di apocalittica fantascienza dal filone catastrofico, i napoletani si sono svegliati con i più grandi rimorsi e i sensi di colpa. Io, in primis. Perché, in fondo, chi a Pasqua non ha esagerato?

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”, nutrizionisti e dietologi compresi, perché, vivere a Napoli e non cedere alle tentazioni culinarie pasquali è un’impresa troppo ardua. Sì, parlo di loro perché questo, per loro, sarà il giorno più felice in cui potranno dare sfogo alle frustrazioni di una vita: come perfidi personaggi Disney, accoglieranno i pazienti nei loro studi che per l’occasione si trasformeranno in macchine di ghigliottina. Come dei Robespierre qualunque perciò, condanneranno i chili di troppo che in questi giorni abbiamo accumulato.

Oggi, come in “the day after tomorrow” di Emmerich, le strade sono desolate, i supermercati vuoti, quasi fosse un reato entrarvi per comprare da mangiare.

Ma i napoletani sanno come rimediare: mai come oggi, ritorneranno i buoni propositi, la dieta, la palestra e le corse sul famoso lungomare che sarà più affollato di un qualsiasi centro commerciale a Natale.

 

SEGUICI SUI SOCIAL. Per seguire gli aggiornamenti di FreedomPress.it su Facebook cliccare QUI  mettendo Mi piace/Segui  o su Twitter cliccando QUI e selzionando Segui

(Foto dal web)


© Riproduzione riservata





You must be logged in to post a comment Login