L’eredità di Luciana Alpi. Il ricordo di Francesco Cavalli





 

 

di Cinzia Marchegiani

I media danno una triste notizia, la morte di Luciana Alpi, la mamma che fino all’ultimo dei suoi giorni di vita ha chiesto e cercato giustizia e verità in merito alla morte di sua figlia Ilaria Alpi.

Ilaria Alpi, uno dei simboli più autorevoli in Italia di impegno per la ricerca della verità e della giustizia era la giornalista del Tg3 che il 20 marzo del 1994 a Mogadiscio, in Somalia, insieme al collega Miran Hrovatin fu uccisa.

Mamma Letizia muore all’età di 85 anni appena pochi giorni dopo aver vissuto l’ennesima impotenza e la fortissima delusione, quella di vedere archiviata l’indagine da parte del pm  per l’omicidio di sua figlia e di Miran. Il pm durante l’udienza con il gip, aveva chiesto l’archiviazione dell’indagine contro ignoti in quanto le intercettazioni di conversazioni tra cittadini somali del 2012, trasmesse dalla Procura di Firenze, erano irrilevanti per l’inchiesta.

Luciana Alpi ovviamente aveva chiesto che le indagini non fossero archiviate.

Francesco Cavalli, Ideatore e organizzatore del Premio Ilaria Alpi per i suoi vent’anni di esistenza, ricorda la figura di Luciana Alpi:

“Ci sono delle date che segnano dei passaggi, come le pietre sulla strada che tracciano i percorsi. Il 20 marzo 1994 è una di quelle pietre, ha segnato per molti di noi un punto di non ritorno. Un segno, una indicazione affinché si possa cercare di costruire un mondo migliore. Ilaria, suo malgrado, aveva indicato quella strada.

Giorgio e Luciana Alpi sono stati gli interpreti più autorevoli di quella strada e non solo perché di Ilaria ne erano i genitori, certo anche per quello. Loro hanno saputo trasformare quel dramma così tragico, perdere una figlia morta ammazzata per il lavoro che stava facendo, in un grande impegno di civiltà, di verità, di giustizia, di riscatto. Hanno saputo trasformare la morte di Ilaria in un pezzo di mondo migliore.

Se Ilaria è diventata uno dei simboli più autorevoli in Italia di impegno per la ricerca della verità e della giustizia lo si deve a Giorgio e soprattutto a Luciana che poi senza Giorgio ha continuato a lottare fino alla fine. In Italia ci sono oggi centinaia di scuole, circoli, biblioteche, centri culturali e sociali, per non parlare di strade, piazze, giardini intitolati a Ilaria Alpi, tutto questo lo si deve a Luciana, la mamma che ha saputo trasformare il dolore personale in lotta collettiva per un’Italia migliore.




Se n’è andata. Dopo aver mandato il suo ultimo messaggio per l’8 giugno e noi tutti insieme abbiamo continuato a rilanciare l’hashtag #NoiNonArchiviamo. Qualcuno questa notte ha scritto: ora è insieme ai suoi amatissimi Ilaria e Giorgio, difficile trattenere le lacrime a questo pensiero, ma poi occorre asciugarle perché ora che lei non c’è più tocca ancora di più a noi tutti trasformare quella pietra in eredità. Con la morte di Luciana non può morire la ricerca della giustizia per Ilaria e Miran. Ora non c’è più Luciana a combattere, ora tocca a noi, a tutti noi raccogliere quella eredità“.

FreedomPress lancia una nuova Rubrica: “ILARIA ALPI #NOINONARCHIVIAMO”

Il ruolo dei giornalisti spesso venuto meno nei confronti della collega Ilaria Alpi ha il dovere di raccogliere l’eredità di una sconcertante pagina omertosa in cui la stessa Ilaria e la sua famiglia sono stati catapultati.

“Affinché non siano vani la loro vita, il loro coraggio, e quella giustizia tanto invocata e ancora disattesa, di nuovo”.

FreedomPress non si tira indietro di fronte a questa mission e in questa rubrica dedicata a Ilaria Alpi, alla battaglia dei suoi genitori e di tutti coloro che li hanno supportati e confortati darà loro voce.

Per non dimenticare una delle pagine più brutte della storia non solo italiana ma del mondo intero. #NoiNonArchiviamo!

 

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