Melazzini e quei viaggi con soldi pubblici. Anac apre inchiesta sui 95 mila euro spesi dal DG dell’AIFA






 


di Cinzia Marchegiani

L’Autorità Anticorruzione, accogliendo un esposto del Codacons, ha deciso di puntare il proprio faro sulle spese dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), allo scopo di fare luce su alcuni costosi rimborsi spese sostenuti dall’ente per i viaggi del suo Direttore generale.

Nelle scorse settimane, infatti, l’associazione dei consumatori aveva presentato un esposto all’Anac, segnalando possibili anomalie in merito ai rimborsi per i viaggi di servizio ottenuti dall’attuale DG dell’Aifa, Mario Melazzini.

95mila euro di fondi pubblici che in soli 6 mesi sarebbero stati spesi per pagare viaggi di servizio e missioni del direttore dell’Agenzia del farmaco.

Una cifra non indifferente, per la quale Il Fatto Quotidiano aveva chiesto chiarimenti direttamente all’ente, sentendosi  però rispondere che su tali atti vigeva il segreto e pertanto non era possibile fornire dettagli.




Trattandosi di fondi pubblici, e dal momento che l’Aifa opera sotto la direzione del Ministero della salute ed è finanziata dai cittadini italiani, il Codacons aveva chiesto all’Anac “di aprire immediatamente un apposita istruttoria volta a valutare vicenda denunciata e a predisporre tutti gli accertamenti del caso e profili sanzionatori ritenuti idonei in caso di accertata responsabilità”.

L’articolo de Il Fatto Quotidiano dal titolo Agenzia del farmaco, non è permesso accedere agli atti sui rimborsi spese del presidente Melazzini spiegava:

L’Aifa, nella lettera inviata per negare l’accesso agli atti, qualcosa in più però lo dice. I 95mila euro comprendono anche le spese di viaggio e pernottamento dell’assistente di cui necessita Melazzini a causa delle sue condizioni di salute. E fin qui niente da dire. Ma non si capisce perché l’elenco dei suoi viaggi debba rimanere segreto, al di là delle spiegazioni generiche fornite dall’Aifa. E cioè che Melazzini, residente a Milano, passa tre/quattro giorni (e relative notti) a settimana a Roma, dove ha sede l’Aifa e dove alloggia ‘insieme alla persona che gli presta la necessaria assistenza presso lo stesso albergo in cui ha alloggiato anche il precedente presidente del cda dell’agenzia’. E che i 65mila euro e passa spesi per il trasporto sono ‘in particolare per i trasferimenti Milano-Roma e Roma-Milano, per il presidente e per l’assistente alla persona in quanto impossibilitato a viaggiare da solo, nonché per i trasporti in autovettura dall’aeroporto all’agenzia e viceversa e per i vari motivi istituzionali sia su Roma che sul territorio’”.

Il Codacon quest’oggi con un comunicato annuncia che è arrivata ora la risposta dell’Anac, che ha deciso di vederci chiaro sulle spese dell’Aifa: “L’Autorità ha infatti inviato una nota al Codacons nella quale, accogliendo la denuncia dell’associazione, informa: ‘Con riferimento all’esposto indicato in oggetto, si comunica che lo scrivente Ufficio – nel corso di una preliminare verifica – ha rilevato margini di intervento per richiedere chiarimenti/informazioni all’Agenzia Italiana del Farmaco’.

Ora l’Aifa – commenta il Codacons – sarà finalmente costretta a fornire l’elenco dei viaggi del direttore Melazzini e i dettagli di tutte le spese sostenute in tale ambito, e sarà possibile verificare la correttezza e la congruità dei rimborsi elargiti“.


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