domenica, 10 Maggio 2026

SCANDALO URANIO IMPOVERITO: IL CASO SARDEGNA SI ALLARGA

di Cinzia Marchegiani

Roma – Quello che sta emergendo dalla Commissione d’Inchiesta Uranio Impoverito riguardo la Sardegna รจ davvero inquietante. Il 3 Agosto 2016 presso la Camera dei Deputati, ย il Presidente della Regione Francesco Pigliaru,ย รจ statoย ascoltato in audizione dalla Commissione dโ€™Inchiesta sugli effetti dellโ€™utilizzo dellโ€™uranio impoverito.

Al centro dei lavori dellโ€™organismo parlamentare, presieduto da Gian Piero Scanu, รจ lโ€™indagine sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari allโ€™estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione allโ€™esposizione a determinati fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno e alla somministrazione di vaccini. In particolare, lโ€™attenzione della Commissione si concentra sugli effetti dellโ€™utilizzo di proiettili allโ€™uranio impoverito e della dispersione nellโ€™ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico.

SARDEGNA E SALVAGUARDIA DELLA SALUTE E AMBIENTE NELLE AREE MILITARI

La Sardegna รจ condizionata pesantemente dalla presenza militare. Oltre 30.000 ettari sono proprietร  dello Stato e sono impegnati dal Demanio militare (7.200 ettari poligono di Capo Teulada, 1.500 ettari poligono di Capo Frasca, 500 ettari aeroporto militare di Decimomannu, 12.000 ettari poligono a terra di Perdasdefogu, 1.000 ettari poligono a mare del salto di Quirra, il rimanente grava su tutto il territorio regionale), 13.000 ettari sono gravati da servitรน militari (vengono utilizzati per campane di sgombero durante le esercitazioni militari nei poligoni, in proprietร  private o comunali).

Oltre 80 km di costa non sono accessibili ad alcuna attivitร  produttiva, nelle zone demaniali e soggette servitรน, infatti, sono interdetti per la gran parte dellโ€™anno le normali attivitร  umane ed economiche, comprese, per vaste porzioni di mare, quelle di ancoraggio e pesca.

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE SARDEGNA CHIAMATO PER UN CONFRONTO

Il confronto al quale รจ stato chiamato il Presidente della Regione era incentrato sulla tutela e sulla salvaguardia della salute e dellโ€™ambiente nelle aree militari, punto contemplato nellโ€™Ordine del Giorno votato allโ€™unanimitร  dal Consiglio Regionale il 17 giugno 2014.

Francesco Pigliaru ha sottolineato, in apertura di relazione, come la Sardegna sia la regione italiana piรน interessata al problema, perchรฉ quella con la maggior presenza militare, e ciรฒ non solo con riferimento allโ€™estensione delle aree militari, ma anche e soprattutto allโ€™intensitร  delle attivitร  esercitative.

โ€œAbbiamo ben tre poligoni di tiro, tra i quali i due piรน vasti dโ€™Europa. Qui, da quasi 60 anni, mentre nel resto del mondo tutto รจ cambiato, continua a concentrarsi la massima attivitร  esercitativa, addestrativa e sperimentale di tutta Italiaโ€, ha detto il presidente Pigliaru, ribadendo lโ€™urgenza delle misure di riequilibrio dellโ€™incidenza militare. “รˆ una sproporzione inaccettabile, e i problemi legati alla tutela e alla salvaguardia della salute e dellโ€™ambiente sono sempre stati affrontati, sinora, nellโ€™emergenza di unโ€™indagine, dietro impulso della magistratura o delle Commissioni Parlamentari dโ€™Inchiesta. รˆ tempo di uscire da certe logiche e avere una visione di sistema. La posizione della Regione Sardegna รจ chiara. Se il dato a medio lungo termine รจ strutturale, indirizzato a un riequilibrio dellโ€™incidenza militare e ad una graduale dismissione dei poligoni di Capo Frasca e Teulada e alla riconversione del poligono interforze di Quirra, la prospettiva a breve termine vuole lโ€™introduzione di misure di mitigazione che, giร  nellโ€™immediato, potrebbero dare alcune risposte ai nostri territori.ย  Giร  due anni fa โ€“ ha proseguito il Presidente Pigliaruabbiamo detto che รจ necessaria la conoscenza dei fatti, ed รจ paradossale che ad oggi non si siano svolti monitoraggi ambientali nelle aree esercitative, misurazioni sostenibili e difendibili degli impatti. Nei poligoni sono necessarie attivitร  di caratterizzazione ambientale, e dove necessario devono essere avviate le attivitร  di messa in sicurezza e bonifica. Noi proponiamo lโ€™istituzione di Osservatori ambientali indipendenti, con compiti precisi e oneri non a carico della Regione Sardegna, indicazione che abbiamo presentato al Governo e che ora presentiamo a questa Commissione. Sinora lo abbiamo proposto in termini negoziali, ma non c’รจ piรน tempo: adesso reputiamo sia necessario intervenire con una norma specifica โ€“ ha sottolineato – , da scrivere insieme. E poichรฉ รจ necessaria una chiara distinzione tra organo controllato e organo controllante, una netta separazione tra funzione di controllo e oggetto del controllo, i ruoli devono essere ben delineati. La Regione ritiene di farsi carico delle attivitร  di controllo, ne ha il dovere e la responsabilitร , e di individuare nell’ARPAS l’organismo regionale deputato a queste attivitร โ€.

TEULADA: SCOPERTE AREE CONTAMINATE DA RESTI DEI MISSILI RADIOATTIVI E UN DEPOSITO DI SCORIE NUCLEARI GRAZIE ALL’ONOREVOLE PILI

Il caso sardegna รจ diventato incandescente. Nell’audizione della Commissione d’Inchiesta Uranio Impoverito le risposte del dirigente Arpas Sardegnaย Massimo Cappai e ย delegato della procura per lโ€™inchiesta su Teulada ย che ha fornito alle domande del deputato di Unidos, sono rivelazioni pesanti che lo stesso Pili mette nero su bianco: “Abbiamo ritrovato numerosi resti di missili Milan in tutto il territorio del poligono, sia nelle aree a terra sia nella penisola. Le aree a terra sono tre. Una si chiama Seddas de Croveddu, unโ€™altra Perda Rosa e la terza area Cogolidus. Seddas de Croveddu si trova allโ€™interno del poligono Alfa. A Seddas de Croveddu e a Perda Rosa ci sono tuttora dei carri bersaglio, nel cui intorno sono stati trovati numerosi resti di missili Milan. Alcuni risultavano avere ancora una parte o tutta la lunetta di torio, quindi erano radioattiviโ€, scrive Pili

L’on. Pili accusa: โ€œLe risposte fornite dal delegato della procura sono sconvolgenti. Aver ritrovato dopo 15 anni pezzi di missili Milan allโ€™interno della base ancora radioattivi pone la parola fine alle balle di Stato che avevano sempre negato lโ€™utilizzo di questi sistemi dโ€™arma allโ€™interno di Teulada. Lโ€™affermazione secondo la quale questi resti dei missili radioattivi sono stati rinvenuti ovunque allโ€™interno della base stravolge in colpo solo tutte le affermazioni reiterate dei vertici della difesa, dal ministro ai generali che avevano guidato la base. Una catena di comando dal Ministro della Difesa Sergio Mattarella che guidava la difesa nel 1999 quando si iniziรฒ ad usare il materiale radioattivo per arrivare ai giorni nostri con lโ€™attuale ministro Pinotti che ha sempre negato la presenza di missili e armamenti radioattivi nel poligono di Teulada. Le affermazioni del delegato della procura sono di una gravitร  inaudita perchรฉ significa che per 12 anni niente รจ stato fatto per rimuovere queste testate di missile con rilevanti presenze radioattive di torio. E quindi si รจ impunemente attentato alla vita dei militari e dei civili che hanno operato in quelle aree inconsapevoli del pericolo che correvano e che corrono. Tutto questo รจ avvenuto nel silenzio piรน totale con reiterate smentite oppure con affermazioni talmente ridicole da sembrare davvero fuori luogo come quella che la presenza della base avesse tutelato lโ€™ambiente. Ora si scopre che almeno tre grandi aree sono state fatte usate per lanci di missili radioattiviโ€. ย Cosรฌ il deputato di Unidos Mauro Pili ha divulgando il resoconto stenografico ufficiale della commissione dโ€™inchiesta su uranio impoverito che nella serata di mercoledรฌ, 3 agosto 2016, ย aveva sentito il dirigente dellโ€™Arpas โ€“ delegato della procura Massimo Cappai e il professor Biggieri dellโ€™universitร  di Firenze.

Pili รจ sconcertato perchรฉ dalla audizione in commissione d’inchiesta viene a scoprire anche un lo stoccaggio di componenti radioattivi in un deposito mai autorizzato:La risposta anche in questo รจ semplicemente sconvolgente considerato che le affermazioni di Cappai rivelano la presenza di un vero e proprio deposito di componenti radioattive stoccate in unโ€™area definita riservata e radioprotetta. Un deposito mai autorizzato e considerato il tipo di contenuto non autorizzabili in alcun modo in unโ€™area definita Sito di Importanza Comunitariaโ€ afferma Pili.

ISPEZIONE AL DEPOSITO DI STOCCAGGIO MATERIALE NUCLEARE, IL RESOCONTO ASSURDO DI MAURO PILI

Mauro Pili, chiederร  il giorno successivo dell’audizione e delle rivelazioni, ย l’autorizzazione ad una visita ispettiva nel deposito che lascerร  ย a bocca aperta tutti. L’ispezione di Pili mostrerร  un deposito fatiscente, e in condizioni surreali in cui sono conservati queste scorie radioattive. FreedomPress ne ha documentato il resoconto dello stesso On. Pili.

Il PRESIDENTE PAGLIARU DENUNCIA: NON APPLICATA NORMA EUROPEA PER CONDURRE VALUTAZIONI INCIDENZA AMBIENTALE SU ATTIVITร  MILITARI SULLE AREE TUTELATE: PORTO PINO E TEULADA

Francesco Pigliaru, Presidente della regione Sardegna all’audizione del 3 agosto ha richiamato la mancata applicazione della norma europea relativa alla necessitร  di condurre valutazioni di incidenza ambientale su programmi e attivitร  svolti allโ€™interno delle aree tutelate, le cosiddette zone SIC (Siti di Interesse Comunitario). Tra queste si contano, per esempio, le dune di sabbia e le zone umide di Porto Pino nel poligono di Teulada, cosรฌ come alcuni tratti di costa compresi nei poligoni di Capo Frasca e Quirra. โ€œE poichรฉ le esercitazioni militari rientrano certamente tra le attivitร  cui fa riferimento la norma -, ha concluso il Presidente della Regione – lโ€™Italia rischia una procedura dโ€™infrazione comunitaria proprio per questo motivo“.

Al termine dell’audizione con Pagliaru, il Presidente della Commissione Gian Piero Scano ha fissato per il 21 settembre una seduta da tenersi a Cagliari, con una nuova audizione del presidente della Regione sardegna, ย per proseguire nel lavoro d’Inchiesta nel segno di una “leale e proficua collaborazione.”

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