Il CERN rende omaggio a Stephen Hawking: “Un gigante del nostro campo ci ha lasciato”





 

Stephen Hawking nel corso di una visita al tunnel Large Hadron Collider (LHC) nel marzo 2013, prima della cerimonia di premiazione inaugurale della Fisica Fondamentale a Ginevra. (Immagine: Laurent Egli / CERN)

di Cinzia Marchegiani

 

Ricordatevi di guardare le stelle e non i vostri piedi… Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che è possibile fare, e in cui si può riuscire“.

Il Fisico teorico, Stephen Hawking che ha sfidato la vita e la scienza è morto oggi, 14 marzo, all’età di 76 anni nella sua casa a Cambridge.

Il suo quoziente di intelligenza secondo i test standard, era 160 o 165, lo stesso che molti biografi attribuiscono a Albert Einstein e Isaac Newton. La sua ironia era la forma d’intelligenza con cui amava osservare la vita. Era lui che sottolineava di essere nato nello stesso giorno in cui trecento anni prima moriva Galileo Galilei, un gioco che sottolinea come tutta la sua vita è stata una sfida. Adorava le contraddizioni avversando cognizioni consolidate o prospettive in cui la comunità scientifica credeva. Stupiva tutti il giorno dell’accensione del super-acceleratore Lhc al Cern di Ginevra:

“Ho scommesso 100 dollari  perché spero che non riesca a scoprirla, la famosa particella di Dio”. Credo che sarebbe più eccitante se non lo trovassimo; dimostrerebbe che c’è qualcosa di sbagliato nelle nostre idee e che dobbiamo pensare di più per trovare altre spiegazioni. Per questo ho scommesso 100 dollari che non lo troveremo”.

Stephen Hawking era un cosmologo, fisico, matematico e astrofisico britannico, stato fra i più autorevoli e conosciuti fisici teorici al mondo, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri, sulla cosmologia quantistica e sull’origine dell’universo.

Dal Big Bang ai buchi neri alla radiazione di Hawking. Tra i suoi contributi più rilevanti figurano la radiazione di Hawking, la teoria cosmologica sull’inizio senza confini dell’universo (denominata stato di Hartle-Hawking) e la termodinamica dei buchi neri; la fruttuosa collaborazione con altri scienziati ha contribuito all’elaborazione di numerose teorie fisiche e astronomiche: il multiverso, la formazione ed evoluzione galattica e l’inflazione cosmica; sempre spiegate con chiarezza e semplicità, hanno raggiunto il grande pubblico attraverso numerosi testi di divulgazione scientifica.
I figli di Hawking, Lucy, Robert e Tim. L’annuncio della sua morte:

Siamo profondamente rattristati dal fatto che il nostro amato padre sia morto oggi. Era un grande scienziato e un uomo straordinario il cui lavoro e eredità vivrà per molti anni. Il suo coraggio e la sua perseveranza con la sua brillantezza e umorismo hanno ispirato persone in tutto il mondo.

Una volta disse: ‘Non sarebbe molto un universo se non fosse la casa delle persone che ami’. Ci mancherà per sempre. “

Per i colleghi scienziati e le persone care, fu l’intuizione di Hawking e il malvagio senso dell’umorismo che lo contraddistinguono tanto quanto l’intelletto feroce che, insieme alla sua malattia, giunse a simboleggiare le illimitate possibilità della mente umana.

Vincolato all’immobilità dagli anni ottanta a causa di una malattia del motoneurone diagnosticatagli già nel 1963 (con probabilità una forma a lenta progressione di sclerosi laterale amiotrofica) Hawking era limitato dalla patologia a comunicare con un sintetizzatore vocale.  Ciononostante, la sua immagine pubblica, mediata da numerose apparizioni in documentari e trasmissioni televisive, è divenuta una delle icone popolari della scienza moderna, come già accaduto in passato con Albert Einstein.

STEPHEN HAWKING INSEGNA CHE LA VITA VA SEMPRE DIFESA, SIAMO FATTI DI ENERGIA, INTELLETTO CHE VANNO OLTRE LA DISABILITA’

Nel 1985 una polmonite lo portava in coma. I medici erano propensi a staccare la spina, ma sua moglie Jane rifiutava e Stephen guariva. La sfida continuava. Intanto la sua fama di scienziato si diffondeva.




Titolare della Cattedra lucasiana di matematica all’Università di Cambridge per trent’anni, dal 1979 al 2009, è stato fino alla morte direttore del Dipartimento di Matematica Applicata e Fisica Teorica di Cambridge. Membro della Royal Society, Royal Society of Arts e Pontificia Accademia delle Scienze nel 2009 ha ricevuto dal presidente statunitense Barack Obama la medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza degli Stati Uniti d’America.

STEPHEN HAWKING DIMOSTRO’ CHE LA SCIENZA OFFRE LA POSSIBILITA’ DI RIBALTARE TESI E DOGMI FERREI

Nel 1974 Hawking attinse la teoria dei quanti per dichiarare che i buchi neri dovrebbero emettere calore e alla fine scomparire. Per i buchi neri di dimensioni normali, il processo è estremamente lento, ma i buchi neri in miniatura rilasciano calore a una velocità spettacolare, finendo per esplodere con l’energia di un milione di bombe all’idrogeno da un megatone.

La sua proposta che i buchi neri irradiano calore ha suscitato uno dei dibattiti più appassionati della cosmologia moderna. Hawking sosteneva che se un buco nero potesse evaporare, tutte le informazioni che cadevano all’interno della sua vita sarebbero perse per sempre. Contrastava una delle leggi più basilari della meccanica quantistica e molti fisici non erano d’accordo. Hawking arrivò a credere alla spiegazione più comune, se non meno sconcertante, che le informazioni sono immagazzinate nell’orizzonte degli eventi di un buco nero e ricadono nella radiazione quando il buco nero si irradia.

Il CERN rende omaggio a Stephen Hawking

I risultati di Hawking hanno un grande impatto sulla ricerca teorica fatta al CERN“, afferma Gian Giudice, Responsabile della Fisica Teorica al CERN.

Per me, i punti salienti del lavoro di Hawking sono nella fisica dei buchi neri e nell’origine dell’universo: radiazione di Hawking e termodinamica dei buchi neri, teorema di area sulla superficie dell’orizzonte del buco nero e lo stato di Hartle-Hawking dell’universo primordiale

Stephen Hawking durante il suo tour della caverna ATLAS nel 2006 con il teorico (da sinistra a destra) Thomas Hertog, il portavoce dell’ATLAS Peter Jenni e il portavoce del vice ATLAS, e ora il direttore generale del CERN, Fabiola Gianotti. (Immagine: Maximilien Brice e Claudia Marcelloni / CERN)

 

Stephen Hawking era uno dei giganti e delle stelle della fisica del secolo scorso. Ha ispirato un’intera generazione con la sua capacità di presentare la scienza complessa in un modo popolare “, continua Eckhard Elsen, direttore del CERN per la ricerca e l’informatica. “Ha stimolato l’interesse per i buchi neri e la fisica ad esso correlata, compresi i futuri esperimenti di onde gravitazionali”.

 

Fabiola Gianotti, Direttore Generale del CERN: “Ogni volta che Stephen Hawking visitava il CERN, siamo rimasti colpiti dal suo grande entusiasmo, vitalità e passione per la conoscenza. Era un brillante esempio su come affrontare la malattia con coraggio. Era un guerriero”.

“Un gigante del nostro campo ci ha lasciato, ma i suoi contributi immortali rimarranno per sempre.” conclude Gian Giudice, Responsabile della Fisica Teorica al CERN.

 

 

Per seguire gli aggiornamenti potete seguirci su Facebook cliccando QUI e mettendo mi piace  o Twitter cliccando QUI e mettendo segui


© Riproduzione riservata





You must be logged in to post a comment Login