Salvini. La paradossale coerenza lo rende vincente. Su tutto e su tutti e soprattutto sugli imbecilli





 

 

di Daniel Prosperi

COME SALVARE L’ITALIA CHE AFFONDA E MUORE NEL CIMITERO MEDITERRANEO?

Ci siamo sempre contraddistinti nel mondo per i fondatori della solidarietà, della fratellanza. Complice il potere spirituale dello Stato Vaticano e il sentirsi protetti dalla cristianità, non siamo mai stati incivili dall’avvento dell’epoca contemporanea.

Eppure, si è rotto qualcosa.

Oggi il nostro Paese è chiamato a soffrire. Se non vedessimo gli esseri umani con la distinzione degli status tra “stanziali originari” e “migranti economici”, non faremmo morire i nostri valori nel nostro mare. Stanno affondando eccome laggiù, nel fondale che ci divide dall’Africa. Non bisogna accogliere, ma salvare le persone. La cultura dell’accoglienza ha portato ad avere come Ministro dell’Interno un signore che campa soltanto di politica, soprattutto europarlamentare criticata soltanto nelle immancate comparse alle TV italiane, che non conosce approfonditamente come i suoi colleghi pentastellati il Diritto e le procedure, affidando cioè nuovamente la Politica nelle mani di collaboratori di fiducia e dirigenti (le chiamano “manine”). Ma, dall’altra parte della barricata, altrettante comparse dei partitini all’1 virgola che hanno saputo soltanto litigare tra esse, per anni, e aspettare “Magistratura democrItica” per assenza di idee. E di palle.

Sempre stato contrario alla coincidenza tra i poteri giudiziario e politico. Chi tifa per vedere Salvini in carcere con l’unica divisa che non indosserà mai o chi vuole la sua morte, non si dimostra migliore di lui. Anzi, ne accresce paradossalmente il suo valore, portandolo ad essere veramente l’unico che, almeno a parole, sta vicino al popolo italiano.




Salvini sarà processato dalla Storia del nostro Paese. Altrettanto è irripetibile il fascismo quanto esso sia inteso per un’epoca buia del passato. Vista la guerra tra poveri generata, sarebbe più idoneo un richiamo al Medioevo. Sì, questa nostra transizione tra un’era e un’altra che stiamo vivendo è il nostro Medioevo, dove il Capitano è soltanto la massima espressione di una pseudo-democrazia che dura da quasi 65 anni, non l’artefice ma colui che se ne serve.

Matteo Salvini, insomma, va combattuto sul piano politico, sulle idee, sul Paese reale. Salire a bordo di una nave con modalità infantili da parte di alcuni, eccetto Fratoianni che è veramente stato sempre vicino anche agli italiani da chi aveva perso il lavoro a chi non aveva una casa, chiedendo l’accesso ad un porto e, al contempo, sperare nel processo del decennio dai tempi di Berlusconi, è veramente ancora più infantile ed inutile, anzitempo alimenta un clima di ostilità agli occhi della maggioranza della popolazione. Quella che a Sinistra hanno sempre detto “ha ragione, ma…” per nascondere il fallimento del campo progressista. In esso dovrebbero esserci le forze e le menti delle persone comuni, non essendo esso un luogo di incontro per élite aristocratiche, ma una fucina di idee per salvare il Paese, per salvare anche Salvini dall’onnipotenza che lo vedrà soggiogato per i prossimi 10/15 anni almeno.

E non sarà colpa dell’elettorato italiano, tradito ad ogni occasione, ma della paradossale coerenza secondo Matteo, che lo rende vincente. Su tutto e su tutti. Anche e soprattutto sugli imbecilli.

 

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