di Mario Galli
Questa è una delle barriere che esistono tra il confine del Messico e Stati Uniti. Su National Geographic James Whitlow Delano ha realizzato un vero dossier fotografico e di archivio sulle barriere esistenti al confine con il Messico. Si legge:
“Il presidente Trump ha ordinato la costruzione dell’ormai famigerato muro sul confine tra Stati Uniti e Messico, lungo circa 3.200 chilometri. In alcuni tratti il muro esiste già; in altri, il terreno è così accidentato o inospitale da rendere difficile la costruzione di grandi strutture. D’altra parte, Trump non ha mai specificato quanto dovrebbe essere alto o spesso il muro, e la sua fattibilità è già stata messa in discussione da diversi media ed esperti.
In alcuni casi le barriere già costruite sono state utili per fermare o almeno ridurre il traffico di droga e l’immigrazione illegale. In altri, i criminali hanno trovato modi alternativi di portare a termine le proprie attività: nell’aprile del 2015, ad esempio, la polizia doganale ha sequestrato 30 chili di anfetamine trasportati da Mexicali, in Messico, a Calexico, in California. Quel tratto del confine è protetto da un muro, ma i trafficanti se l’erano cavata scavando un tunnel”.
C’è da chiedersi cosa cela in realtà la costruzione faraonica che Donald Trump ha intenzione di erigere sul confine messicano. Esistono e quali potrebbero essere le premesse che hanno spinto il neo Presidente degli Stati Uniti a risolvere il problematico conflitto che esiste da sempre, in modo così risolutivo? Eppure questa decisione sembrerebbe un boomerang per l’economia stessa degli Stati Uniti.
Detto ciò sarebbe utile cominciare ad approfondire la questione del Muro tra Messico e USA, poiché non tutto è come vorrebbero farci credere. Questa inchiesta vuole indagare alcuni retroscena che potrebbero anticipare ciò che in superficie è difficile osservare.
Andiamo per ordine.
“Il Messico può prosperare anche senza Trump”. Per la prima volta, da quando Donald Trump è diventato presidente degli Stati Uniti, l’ex presidente messicano Ernesto Zedillo (1994-2000) ha rilasciato una intervista al Washington Post nella quale afferma che il il suo Paese non deve temere le misure che il presidente degli Stati Uniti sta prendendo contro il Messico.
Zedillo non dimentica di riferirsi anche alla costruzione del muro: secondo lui, semplicemente questo non è un problema del Messico. Non è un problema se Trump ha deciso di aumentare il debito pubblico USA con la costruzione del muro. Muro che Zedillo chiama Elefante Bianco.
Ma i rapporti tra USA e Messico non si limitano alla semplice propaganda interna ai due Paesi. Nonostante queste polemiche, sembrerebbe che una delle chiavi, se non la chiave di gran parte dei rapporti tra USA e Messico, sia Joaquim “El Chapo” Guzman Loera, il potente boss del cartello del narcotraffico messicano di Sinaloa, 41° uomo più ricco del mondo secondo Forbes e attualmente estradato negli USA. Estradato un giorno prima che Trump divenisse presidente degli USA. 



