Allerta. La Vespa Velutina, l’invasione avanza anche in Toscana. Pericolosa per le api e per l’uomo





 

di Cinzia Marchegiani

Anche l’Italia sta subendo l’invasione del calabrone asiatico o meglio Vespa velutina nigrithorax. Insetto originario dell’Asia sud-orientale (Cina meridionale, India settentrionale, penisola indocinese, arcipelago indonesiano) che si distingue dal nostro calabrone (Vespa crabro) per:

  • dimensioni inferiori;
  • colore più scuro;
  • banda giallo-arancione verso il pungiglione;
  • una stretta linea gialla più chiara nella parte anteriore dell’addome;
  • le estremità delle zampe  di colore giallo.

La Vespa velutina è stata segnalata per la prima volta in Europa nel 2004, probabilmente introdotta con merci di origine cinese. Dopo il primo rilevamento in Aquitania (Francia), si è diffusa in pochi anni in quasi tutta la Francia, penetrando anche in Belgio, Spagna, Portogallo e Germania, dimostrando la sua capacità di causare notevoli danni. La sua presenza in Italia è stata segnalata per la prima volta nel 2013.

La diffusione della Vespa velutina in Italia e in Europa, così come materiali per identificare il calabrone asiatico e approfondire la problematica. Dopo aver colonizzato metà della Liguria, diffondendosi anche in Piemonte, Veneto e Lombardia, il calabrone asiatico è comparso in una quinta regione, la Toscana. Un esemplare adulto di velutina è stato trovato infatti a 150 chilometri circa dall’area di infestazione, nel cuore della Versilia: a Pietrasanta, in provincia di Lucca.

Perché è così dannoso questo insetto? A spiegarlo è proprio il sito StopVelutina 

“Vespa velutina è una seria minaccia per la biodiversità. Può distruggere la metà degli alveari di un’area e un numero imprecisato di impollinatori”

Killer spietato. La Velutina è un efficientissimo cacciatore di api. Le cattura davanti agli alveari e le uccide per nutrire le numerose larve presenti nei suoi nidi. A differenza dell’ape asiatica (Apis cerana), la nostra ape (Apis mellifera ligustica) non riesce a difendersi adeguatamente.

Quando questo predatore tiene sotto assedio gli alveari le api smettono di uscire per raccogliere il cibo (nettare e polline) necessario per nutrire la famiglia. Di conseguenza la colonia si indebolisce pericolosamente.

In Francia, a causa di Vespa velutina, sono state segnalate perdite degli alveari che arrivano fino al 50%.

L’ape è il principale insetto impollinatore. Dalla sua sopravvivenza dipende la capacità riproduttiva di almeno 130mila specie di piante.

Oltre alle api – che rappresentano l’80% della dieta proteica delle larve di velutina in ambiente urbano e il 45-50% in ambiente rurale – il calabrone preda anche altri importanti impollinatori (bombi, megachilidi, farfalle, etc).

Danni secondari, ma non trascurabili, sono quelli ai frutti maturi, prediletti dagli esemplari adulti di Velutina.

Il tasso di aggressività verso l’uomo è analogo a quello del calabrone europeo. In prossimità dei nidi però l’attacco può essere violento: 8-12 punture possono provocare un avvelenamento che richiede il ricovero in ospedale.

La pericolosità è anche dovuta al fatto che Vespa velutina costruisce i propri nidi spesso in vicinanza di aree urbane o dentro edifici ad uso umano, come serre, capanni o terrazze.

DOPO LIGURIA, PIEMONTE, VENETO E LOMBARDIA CONFERMATA PRESENZA IN TOSCANA

Il 28.06.2017 dopo Liguria, Piemonte, Veneto e Lombardia, la presenza del calabrone asiatico è stata confermata in Toscana. Un esemplare adulto di Vespa velutina è stato trovato infatti a 150 chilometri circa dall’area di infestazione ligure, nel cuore della Versilia: a Pietrasanta, in provincia di Lucca.

Il calabrone asiatico è stato individuato il 26 giugno dall’apicoltore Teodoru Miscoci, mentre volava in un apiario posto in un uliveto all’interno di una zona prevalentemente rurale. L’insetto è stato identificato dal Dr. Antonio Felicioli del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa, referente locale della rete scientifica di Stop Velutina.

L’arrivo dell’insetto, anche se non implica che vi siano colonie nell’area, ha provocato la massima allerta in Toscana.




Esemplare Università Pisa

Nella Regione è attiva la rete di monitoraggio di Stop Velutina coordinata dall’Università di Firenze – grazie al progetto ALIEM (Programma Italia-Francia Marittimo 2014-2020) – e realizzata in collaborazione con il CREA e gli apicoltori di ToscanaMiele, di ARPAT (Associazione regionale produttori apistici toscani) e di AAPT (Associazione apicoltori delle province toscane).
Sono stati intensificati i controlli nella rete toscana degli apiari sentinella, tutti provvisti di trappole anti-vespa. L’esemplare di calabrone asiatico è conservato presso l’Università di Pisa.

15.05.2017 – È stato trovato un adulto di Vespa velutina a Borgofranco sul Po, in provincia di Mantova. Borgofranco si trova a pochi chilometri da Bergantino, sulla sponda destra del Po. La segnalazione è arrivata nei giorni scorsi dall’Associazione Apicoltori Mantovani, che ha ricevuto l’esemplare da un apicoltore che l’aveva catturata a metà aprile con le bottiglie trappola. L’Associazione si è poi impegnata a incrementare la sorveglianza nella zona, ma sono state invitate anche le associazioni delle provincie e regioni confinanti ad allertare gli apicoltori affinché tengano alta l’attenzione. In molte zone infatti il monitoraggio viene effettuato volontariamente dagli apicoltori e dalle associazioni. Per il 2017 la Regione Veneto ha attivato un monitoraggio ufficiale, finanziato dalla Regione e coordinato dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Anche la regione Emilia Romagna attiverà a breve il monitoraggio ufficiale, con il coordinamento del CREA.

26.04.2017 – Il 25 aprile 2017 a Fregiécourt nel Cantone Giura, al confine settentrionale con la Francia, è stata segnalata per la prima volta la presenza di Vespa velutina in Svizzera. Gli apicoltori sono stati avvisati di informare tempestivamente l’autorità competente in caso di avvistamenti di calabroni sospetti per permetterne la corretta identificazione.

Esemplare Nido Vespa Vetulina

31.01.2017 – Il 29 gennaio 2017 è stato ritrovato un nido di Vespa velutina nel comune di Bergantino (RO). Il nido si trovava su un carpino a circa 8 metri di altezza e a meno di un chilometro dall’apiario dove l’estate scorsa è stata segnalata la presenza della vespa. A differenza di quanto ipotizzato, la regina non aveva fondato la sua colonia nell’area golenale del Po, ma verso il centro abitato. Il nido, di dimensioni eccezionali (70 X 40 cm circa) è stato avvistato solo ora dopo la completa caduta delle foglie. All’interno sono state trovate molte larve di calabrone non sfarfallate. Le regine fuoriuscite molto probabilmente stanno svernando nell’area.

07.12.2016 – Il calabrone asiatico Vespa velutina è stato trovato nel comune di Bergantino, in provincia di Rovigo, al confine con la Lombardia e a 15 chilometri da quello con l’Emilia-Romagna.
Nel corso di un sopralluogo effettuato il 29 novembre presso un apiario di Bergantino (Rovigo), sono stati individuati nelle trappole 15 esemplari di V. velutina. Il sopralluogo è stato effettuato da apicoltori dell’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto e ricercatori del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) di Bologna e Firenze, dell’ASL 19 e del Centro di referenza nazionale per l’apicoltura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.
Il comune di Bregantino si trova a 300 km dall’area di infestazione localizzata nel ponente ligure. A ottobre il calabrone è comparso anche in provincia di Cuneo (Pianifei) e in provincia di Torino (Vicoforte Mondovì, Rivoli). Prima d’ora non era mai stata trovata così lontano dalla zona in cui la presenza era già nota.

Un riscontro eccezionale se si considera che le informazioni provenienti dalla Francia, il cui territorio è quasi completamente infestato da questo insetto alieno, indicano un avanzamento potenziale di 100 km all’anno.

L’IZS VeNezie, l’Istituto zooprofilattico sperimentale Venezie in seguito a questo rilevamento nel Nord Est dell’Italia ha  sottolineato la necessità di attivare e sostenere una rete di sorveglianza ufficiale in grado di intercettare l’avanzata di questo parassita e di mappare i territori via via interessati dalla sua presenza.

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