Corruzione e truffa con i migranti. Polizia e Fiamme Gialle: “Nella rete alcuni sindaci, pubblici ufficiali, personaggi nel mondo politico”





 

Frosinone/Caserta/Isernia/Latina/RietiÈ stata smantellata organizzazione criminale che operava nel settore dell’accoglienza agli immigrati. I militari della Guardia di Finanza di Cassino unitamente agli agenti della Squadra Mobile della Polizia di Stato del Commissariato di Cassino, nella mattinata hanno portato a termine una vasta operazione di servizio nel settore dell’accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti asilo. Le indagini di polizia giudiziaria svolte su delega della Procura di Cassino, sotto la direzione del Procuratore Capo Dott. Luciano d’Emmanuele e del Sostituto Procuratore Dott. Alfredo Mattei, hanno coinvolto numerosi Comuni delle provincie di Frosinone, Caserta, Isernia, Latina e Rieti. 

A darne notizia la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza del Comando Provinciale Frosinone. 

Frodavano lo Stato gonfiando le proprie tasche con i soldi pubblici, ma l’indagine “Welcome to Italy”, portata a termine questa mattina da Polizia di Stato e Guardia di Finanza, ha posto fine all’attività del gruppo criminale, attivo nel settore dell’accoglienza ai cittadini stranieri richiedenti asilo.

FINANZA E POLIZIA HANNO INDAGATO 25 PERSONE RESIDENTI IN DIVERSI COMUNI DELLE PROVINCE DI FROSINONE, ISERNIA, LATINA E RIETI. TRUFFA, ESTROSIONE, FRODI PUBBLICHE ABUSO D’UFFICIO

Poliziotti e finanzieri di Cassino hanno indagato 25 persone, residenti in diversi comuni delle province di Frosinone, Caserta, Isernia, Latina e Rieti, per numerosi reati: associazione per delinquere finalizzata alla corruzione di dipendenti pubblici o incaricati di pubblico servizio, estorsione, truffa ai danni dello Stato e di Enti pubblici, frode in pubbliche forniture, abuso d’ufficio, malversazione ai danni dello Stato, emissione e utilizzo di fatture false.

“Sono state eseguite 18 misure cautelari: 11 obblighi di firma, 7 divieti di esercitare attività imprenditoriali, e 8 sequestri preventivi finalizzati alla confisca, per un importo complessivo di circa 3 milioni di euro.”

POLIZIA DI STATO: “NELLA RETE DELLE FORZE DELL’ORDINE MOLTI PUBBLICI UFFICIALI, ALCUNI SINDACI IMPRENDITORI E PERSONAGGI NEL MONDO POLITICO”




La Polizia di Stato informa:

“Nella rete delle Forze dell’ordine sono finiti molti pubblici ufficiali che avrebbero dovuto effettuare controlli, alcuni sindaci, imprenditori e personaggi del mondo politico.

I comportamenti illeciti avvenivano nella gestione dell’accoglienza dei rifugiati e nel Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) e in quello dei Centri di accoglienza straordinari (Cas) gestiti dalle prefetture.

Le frodi venivano effettuate in diversi modi: utilizzando fatture per operazioni inesistenti per le quali si ottenevano rimborsi oppure ‘lavorando’ sui servizi forniti ai rifugiati, subappaltandoli ad un costo inferiore di un terzo, lucrando così sulla differenza di prezzo, a scapito della qualità, pressoché inesistente.

In altri casi venivano rimborsate rette giornaliere per rifugiati non più presenti sul territorio nazionale, oppure si ottenevano contributi per costi mai sostenuti; un altro metodo era quello di annotare due volte nei registri alcuni costi sostenuti dalle cooperative per i servizi svolti, raddoppiare il pagamento di contributi per il personale, oppure un utilizzo distorto dell’iva che veniva sia portata in detrazione che rimborsata.

In alcuni casi i servizi venivano ‘barattati’ con l’assunzione di figli e parenti, mentre in altri venivano rendicontati addirittura costi che con gli immigrati non c’entravano nulla: ad esempio l’organizzazione della festa per i 18 anni del figlio di uno dei responsabili, registrato come costo per la realizzazione di una manifestazione finalizzata all’integrazione dei migranti, oppure le spese di ristrutturazione della villa del responsabile di una cooperativa“.

GUARDIA DI FINANZA: 

“Le indagini svolte, hanno permesso di appurare che le cooperative erano giunte a una sorta di patto ‘di non concorrenza’ con il quale si erano spartite il territorio ove operavano. Illuminante in tal caso è la circostanza in cui, innanzi al tentativo di “infiltrazione” da parte di un’altra cooperativa, veniva rilevato l’intervento del sindaco che, con minacce più o meno velate, costringeva la proprietaria dell’immobile che doveva essere adibito a residenza degli immigrati a rescindere il contratto di locazione già stipulato e registrato. Nel corso delle indagini venivano accertati casi di pagamento di rette per migranti non più presenti sul territorio italiano e il subappalto di vitto e alloggio a un centro fatiscente ad un prezzo risultato essere inferiore a 1/3 di quello versato dalla Prefettura, ottenendo in tal modo un indebito guadagno. Nell’ambito delle perquisizioni veniva rilevato lo stato dei luoghi altamente fatiscente con ambienti sporchi e blatte all’interno delle cucine, ma la mala gestione di questi centri di accoglienza aveva invece consentito ai responsabili di questi, di utilizzare automobili di lusso, quali due SUV della BMW modello X1 e X3, acquistati in leasing dalla cooperativa stessa.

All’esito delle indagini di polizia giudiziaria, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cassino, su richiesta del Sostituto Procuratore Dott. Alfredo Mattei, ha emesso un’ordinanza di applicazione di n.18 misure cautelari personali, di cui n.11 relative all’obbligo di presentazione alla P.G. e n.7 relative al divieto di esercitare attività imprenditoriali, disponendo altresì il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta e per equivalente di beni per un importo pari a circa € 3.000.000. La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza – integrandosi ciascuno nelle rispettive competenze – con questa operazione hanno svolto un’attività che si inserisce in un più ampio quadro di contrasto alle condotte corruttive dei pubblici dipendenti, allo spreco di denaro pubblico ed alla tutela del bilancio dello Stato e degli Enti Locali.”

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