
Roma, 12 Ottobre 2026 – In una nota l’Unione Nazionale Revisori Legali, per voce del suo Rappresentante Nazionale, firmatario di CCNL e accreditato presso la Camera dei Deputati e il Parlamento Europeo ha dichiarato:
“Il quadro regolatorio che disciplina i compensi dei revisori legali degli enti locali versa in uno stato di oggettiva e insostenibile illegittimità, ponendosi in aperta violazione dei principi imperativi dettati dalla Legge sull’Equo Compenso (Legge 49/2023)”.
A distanza di oltre sette anni dall’ultimo aggiornamento (D.M. 21 dicembre 2018), le tabelle ministeriali di riferimento risultano del tutto anacronistiche rispetto all’esponenziale aumento delle responsabilità civili, penali ed erariali gravanti sull’organo di controllo, acuite dai rigidi protocolli di vigilanza sui fondi del PNRR.
A ciò si aggiunge la prassi amministrativa di molti enti locali che, in assenza di un chiaro criterio di interpolazione lineare puntuale all’interno delle fasce demografiche, determinano i compensi ancorandosi sistematicamente ai minimi edittali, eludendo il principio di proporzionalità sancito dall’art. 2233 del Codice Civile.
“Notiamo che non si tratta di una mera rivendicazione corporativa, ma di una battaglia di legalità e di ordine pubblico economico che riguarda l’intera categoria” – prosegue la nota dell’Unione. “La Legge 49/2023 qualifica come nulle le pattuizioni che non garantiscono una remunerazione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro prestato. Un controllo pubblico sotto-retribuito e privo di indicizzazione automatica all’inflazione lede le prerogative di indipendenza e di efficacia dell’organo di revisione, esponendo la stessa finanza locale a gravi rischi di tenuta contabile“.
L’UNIONE NAZIONALE REVISORI LEGALI ANNUNCIA AZIONI A TUTELA DELL’INTERA PROFESSIONE
L’Unione Nazionale Revisori Legali annuncia formale attivazione delle tutele attraverso tre precise direttrici legittime rivolte a tutela dell’intera professione:
1. Azione Legislativa (Camera dei Deputati): Deposito immediato di una proposta di emendamento all’art. 241 del d.lgs. 267/2000 (TUEL), volta a vincolare i decreti interministeriali alla fissazione di tetti minimi inderogabili parametrati sull’esatta demografia dell’ente tramite interpolazione lineare, con meccanismo di adeguamento biennale ISTAT.
2. Segnalazione di Conformità Comunitaria (Parlamento Europeo): Trasmissione di un Position Paper alla Commissione per il controllo dei bilanci (CONT) del Parlamento Europeo per denunciare lo squilibrio tra gli standard di audit richiesti dall’UE per il NextGenerationEU e l’assenza di tutele tariffarie minime per i professionisti incaricati delle certificazioni in Italia.
3. Iniziative di Autotutela Sindacale: Apertura dello stato di agitazione nelle forme di legge. L’Unione elaborerà e metterà a disposizione di tutti gli iscritti al Registro dei Revisori Legali apposite linee guida per l’esercizio del legittimo diritto di non accettazione ex-ante della nomina (ai sensi dell’art. 235 TUEL), qualora i decreti di conferimento dell’incarico presentino profili di manifesta iniquità o violazione della normativa sull’equo compenso.
“Invitiamo il Ministero dell’Interno e il MEF a una convocazione immediata delle parti sociali per l’istituzione di un tavolo di concertazione permanente. In assenza di risposte, l’autotutela sindacale e giurisdizionale della categoria sarà totale, a salvaguardia della legalità e della dignità della funzione pubblica ricoperta da ciascun Revisore iscritto al Registro“.
Il Consiglio Nazionale
Unione Nazionale Revisori Legali – UNRL
Contatti Ufficio Stampa: ufficiostampa.unrl@revisori-legali.com – www.revisori-legali.com/contatti
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