di Cinzia Marchegiani
Bruxelles (Belgio)- L’energia verde e pulita costa troppo? La crisi automotive fa un’altra vittima. Anzi ben 3.414 lavoratori licenziati.
LA FAMOSA ENERGIA “PULITA” COSTA TROPPO, COSÌ LE AZIENDE ANCHE IN BUONA E/OTTIMA SALUTE DELOCALIZZANO.
MA È LA STORIA DI SEMPRE CHE A BRUXELLES NESSUNO VUOLE AFFRONTARE, ANZI…
La crisi nel settore automotive è in discesa libera e molti sono i fattori vincolanti imposti dall’UE.
IL FATTO. In Belgio l’azienda Audi un anno fa chiudeva lo stabilimento dopo oltre 75 anni di attività per delocalizzare in Cina e in Messico. Ben 3.414 dipendenti hanno perso il lavoro dopo la chiusura dello stabilimento di Bruxelles. La motivazione? Gli stessi europarlamentari indicano i costi elevati per l’accesso all’energia “pulita” nonostante la redditività dell’azienda stessa.
La decisione è stata adottata in plenaria con 593 voti favorevoli, 55 contrari e 9 astensioni.
LO STABILIMENTO DELL’AZIENDA AUDI A BRUXELLES NEL FEBBRAIO 2025 INTERROMPEVA LA PRODUZIONE DEL SUO Q8 E-TRON E CHIUDEVA LO STABILIMENTO
Nel febbraio 2025, Audi aveva intterrotto la produzione del suo modello Q8 e-tron a Bruxelles e ha chiuso lo stabilimento dopo oltre 75 anni di attività, innescando licenziamenti non solo presso Audi stessa, ma anche tra diversi suoi fornitori.
Si prevede che il sostegno dell’EGF andrà a beneficio di 2.580 ex dipendenti Audi e 834 lavoratori di aziende fornitrici. Le misure finanziate dall’UE includeranno orientamento professionale, assistenza nella ricerca di lavoro, formazione per nuove competenze e supporto ai lavoratori che desiderano avviare un’attività in proprio.
RAMMARICO DEGLI EURODEPUTATI: “PREOCCUPAZIONE PER INSUFFICIENTE ACCESSO E IMPIEGO DALLE FONTI DI ENERGIA PULITA A PREZZI ACCESSIBILI”
Ora, ad un anno gli eurodeputati hanno espresso rammarico per la decisione della casa automobile tedesca Audi di cessare le proprie attività in Belgio- spiegano – nonostante la loro redditività, e hanno sottolineato che la produzione sarà trasferita in Cina e Messico.
Hanno inoltre espresso preoccupazione per il fatto che le difficili condizioni di produzione, tra cui l’insufficiente accesso e l’impiego di fonti di energia pulita a prezzi accessibili, abbiano contribuito alla decisione di Audi di delocalizzare.
Il costo totale del pacchetto di sostegno è stimato in 8,8 milioni di euro. L’UE finanzierà l’85% dell’importo (7,5 milioni di euro), mentre il restante 15% (1,3 milioni di euro) sarà coperto dai servizi pubblici per l’impiego regionali belgi.
I CITTADINI FINANZIANO DI FATTO LA DELOCALIZAZZIONE DELLE AZIENDE IN SALUTE LE QUALI PER ABBATTERE ACCESSIBILITÀ E COSTI DELL’ENERGIA DETTA “PULITA” SEMPLICEMENTE DELOCALIZZANO IN PAESI DOVE L’ENERGIA NON HA COSTI SPAZIALI.
È LA GLOBALIZZAZIONE BELLEZZA…CHE SEMBRA A CARICO ESCLUSIVO DEI LAVORATORI CHE PERDONO DEFINITIVAMENTE IL LAVORO E DEI CONTRIBUENTI europei governati da una POLITICA SEMPRE PIÙ MIOPE che SI È SPECIALIZZATA A CHIUDERE I RECINTI MENTRE ELARGISCE FONDI PER I LAVORATORI LICENZIATI CHE QUASI DIFFICILMENTE TROVERANNO ALTRA OCCUPAZIONE
Di certo le aziende in buona salute si rinventano, cambiano, si ristrutturano andando semplicemente altrove. Ma se l’energia pulita è una manna verde e conveniente perchè costa troppo?
To be continued…





