di Cinzia Marchegiani
Roma – Quante donne e ragazze stanno combattendo contro una patologia a tratti invalidante e che ancora pochi conoscono e riescono a diagnosticare? Ma soprattutto quali terapie sono a disposizione?
È stata istituita nella data di oggi 8 ottobre 2026 la Prima Giornata Nazionale dedicata alla Sindrome dell’ovaio policistico PCOS grazie a EGOI-PCOS composto da eminenti ricercatori internazionali, ginecologi, endocrinologi e altri clinici leader nei campi della fisiologia e della terapia dell’inositolo, nonché nella gestione della PCOS, ognuno dei quali contribuisce con la propria competenza specialistica.
La PCOS ora è stata denominata PMCOS
Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome. Nel maggio 2026, un documento di consenso internazionale pubblicato su The Lancet ha ufficializzato il passaggio dalla vecchia definizione di PCOS a PMOS. Il termine precedente “ovaio policistico” era limitante e fuorviante, poiché molte donne colpite non presentano cisti ovariche e le ovaie sono la conseguenza, non la causa primaria del disturbo.
La PCSOS/PMCSO è una condizione che può incidere sulla salute della donna sotto il profilo endocrino, metabolico, riproduttivo e anche psicologico, eppure rimane ancora oggi non sufficientemente conosciuta dalla popolazione e, in molti casi, riconosciuta solo dopo anni dalla comparsa dei primi segnali.
8 OTTOBRE 2026, PRIMA GIORNATA NAZIONALE DELLA SINDROME DELL’OVAIO POLICISTICO: OBIETTIVO ACCRESCERE CONSAPEVOLEZZA SU UNA CONDIZIONE TANTO DIFFUSA QUANTO SOTTOVALUTATA
Con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza su una condizione tanto diffusa quanto ancora sottovalutata, si celebra il prossimo 8 ottobre 2026 la Prima Giornata Nazionale della Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS, rinominata di recente PMOS), promossa da EGOI PCOS – The Experts’ Group on Inositol in Basic and Clinical Research and on PCOS-PMOS.
Una condizione ancora poco conosciuta, ma molto diffusa: interessa il 5-10% delle donne ed è tra le più comuni alterazioni endocrine e metaboliche dell’età fertile. Informazione, diagnosi precoce e approccio multidisciplinare al centro della Giornata
La sindrome dell’ovaio policistico interessa infatti circa il 5-10% delle donne in età fertile, ha frequentemente origine già nel periodo puberale ed è considerata una delle più comuni alterazioni endocrino-metaboliche.
Numeri significativi che contrastano con una conoscenza ancora limitata della sindrome e con la tendenza a considerarla esclusivamente come un problema ginecologico o riproduttivo. La sua complessità è invece molto più ampia: può associarsi ad alterazioni dell’ovulazione, iperandrogenismo, insulino-resistenza e iperinsulinemia, con possibili ripercussioni sulla salute metabolica e sulla qualità di vita.
I SEGNALI DELLA SINDROME PCOS, RINOMINATA DI RECENTE PMCOS (SINDROME METABOLICA DELL’OVAIO POLICISTICO)
Tra i segnali che possono accompagnarla vi sono irregolarità o assenza del ciclo mestruale, acne, irsutismo, caduta dei capelli, difficoltà nel controllo del peso e alterazioni metaboliche. Manifestazioni che possono comparire già dopo il menarca o svilupparsi progressivamente nel corso degli anni e che possono presentarsi in maniera differente da donna a donna.
Proprio questa eterogeneità può rendere più complesso il percorso diagnostico.
“Parliamo di una sindrome molto diffusa, che può interessare fino a una donna su dieci, ma che ancora oggi non è conosciuta in misura proporzionata alla sua reale rilevanza. È necessario superare l’idea che la PCOS sia soltanto un problema ginecologico o legato alla fertilità. La salute endocrina, metabolica e riproduttiva sono strettamente connesse e la vera sfida è riconoscere precocemente i segnali e accompagnare ogni donna attraverso un percorso personalizzato e multidisciplinare“, dichiara il Prof. Vittorio Unfer, Presidente EGOI.UNA DIAGNOSI CHE NON SI FERMA ALLA ECOGRAFIA. EVITARE SEMPLIFICAZIONI
Uno dei messaggi centrali della Giornata sarà proprio la necessità di evitare semplificazioni.La presenza di ovaie dall’aspetto policistico all’ecografia, da sola, non è sufficiente a definire la sindrome.
La diagnosi richiede una valutazione complessiva, che tenga conto della storia clinica e riproduttiva della donna, delle eventuali disfunzioni ovulatorie, dei segni di iperandrogenismo e degli accertamenti ormonali e metabolici indicati dallo specialista.
Una diagnosi tempestiva consente non soltanto di intervenire sui sintomi presenti, ma anche di prestare maggiore attenzione alle possibili conseguenze metaboliche a lungo termine.
Da qui l’importanza di un approccio nel quale ginecologo ed endocrinologo rappresentano riferimenti fondamentali, all’interno di una presa in carico che, quando necessario, può coinvolgere ulteriori competenze.
PCOS/PMOS NON SIGNIFICA AUTOMATICAMENTE INFERTILITÀ
Particolare attenzione sarà dedicata anche a uno dei timori più frequenti tra le donne che ricevono una diagnosi di PCOS/PMOS: quello di non poter avere figli.
La diagnosi non deve essere tradotta automaticamente in un’etichetta di infertilità.
In alcune donne la sindrome può associarsi ad alterazioni dell’ovulazione e a difficoltà nel concepimento, che devono essere valutate caso per caso e, quando presenti, possono essere affrontate attraverso percorsi terapeutici specifici.
“Anche il miglioramento dello stile di vita, l’attività fisica e, nelle donne sovrappeso o obese, la riduzione del peso possono avere un ruolo importante nel miglioramento del quadro metabolico e della funzione ovulatoria. Il trattamento deve quindi essere sempre personalizzato sulla base delle caratteristiche della donna, dei sintomi, del profilo metabolico e dell’eventuale desiderio di maternità“, spiega il Prof. Fabio Facchinetti, Coordinatore Nazionale della Giornata.
IL DECALOGO EGOI PER INFORMARE LE DONNE
In occasione della Prima Giornata Nazionale, EGOI diffonderà anche un decalogo in dieci punti rivolto alla popolazione: conoscere la sindrome e i suoi segnali; ricordare che non riguarda soltanto le ovaie; non affidare la diagnosi alla sola ecografia; ricorrere a un approccio multidisciplinare; rivolgersi a professionisti esperti; controllare la salute metabolica; prestare attenzione ad alimentazione, movimento e sonno; non trascurare il benessere psicologico; ricordare che PMOS non significa infertilità; considerare, infine, che ogni donna è diversa e anche il trattamento deve esserlo.
L’iniziativa si inserisce nel percorso scientifico e divulgativo sviluppato da EGOI negli ultimi anni per promuovere una lettura della sindrome non esclusivamente ginecologica, ma maggiormente attenta alle sue componenti endocrino-metaboliche e alla necessità di percorsi multidisciplinari.
PREVENZIONE E INFORMAZIONE DE4VONO INIZIARE PRESTO
Poiché la sindrome può manifestarsi già a partire dall’adolescenza, diventa particolarmente importante diffondere corretti stili di vita sin dalla giovane età e aumentare la capacità di riconoscere precocemente eventuali segnali.
Accanto agli specialisti, assumono quindi un ruolo importante anche i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, primi interlocutori della popolazione e potenziali protagonisti di un percorso di sensibilizzazione e orientamento verso gli approfondimenti specialistici quando necessari.
La Giornata vuole dunque rivolgersi contemporaneamente alle donne, alle famiglie e alla comunità medico-scientifica, sottolineando il valore della formazione e della collaborazione tra differenti professionalità.
HELP DESK EGOI: GLI ESPERTI RISPONDONO GRATUITAMENTE ALLA POPOLAZIONE
Per trasformare la sensibilizzazione in uno strumento concreto di servizio, EGOI metterà inoltre a disposizione un Help Desk gratuito rivolto alla popolazione, attraverso il quale sarà possibile sottoporre quesiti agli esperti della Società scientifica. Clicca –> HelP DESK
RIFERIMENTI
info@egoi.it
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