Foggia. Doping letale. Giustizia per la morte del body builder 30enne. Il padre attivò l’inchiesta





 

Caso Racano

Foggia (Puglia ) – Era morto dopo una settimana di coma a causa dell’uso di anabolizzanti. Il ragazzo, Giovanni Racano, un body builder di Foggia, si stava preparando per una gara ma nell’aprile del 2016 aveva accusato un malore ed era stato ricoverato in ospedale. Il trasferimento d’urgenza, dall’ospedale di Foggia a quello di Bari, non gli aveva però salvato la vita.

INDAGINI ATTIVATE GRAZIE ALLA DENUNCIA DEL PADRE




Giovanni è deceduto il 17 aprile 2016 dopo una settimana di coma farmacologico indotto. Sono stati i suoi genitori a presentare una denuncia e a fare aprire l’indagine che e’ condotta dalla guardia di finanza e dalla squadra mobile di Foggia.

Il papà non si era rassegnato alla morte del figlio trentenne ed aveva  presentato denuncia temendo che le sostanze dopanti fossero all’origine della morte del giovane.

Oggi, finalmente – spiega la Polizia di Stato – con l’arresto di quattro persone, le indagini si sono concluse. Gli investigatori della Polizia di Stato e della Guardia di finanza hanno ricostruito un giro di smercio di sostanze dopanti al quale erano legati i quattro“.

Le intercettazioni e i pedinamenti sono partite dal preparatore atletico del giovane per poi passare ad altre persone gravitanti nell’ambiente del body building foggiano.

Nella palestra frequentata dal giovane erano state sequestrate oltre 300 fiale di medicinali. Poi, durante le indagini, gli agenti hanno anche scoperto il deposito dove i farmaci venivano stoccati in attesa della vendita; oltre mille le confezioni di medicinali sequestrate.


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