di Cinzia Marchegiani
Palermo (Sicilia) – Dopo la notizia della morte di una piccola bambina per difterite (confermata anche quest’oggi dall’ISS):
“Le indagini sui campioni giunti dall’Arnas civico di Cristina Benfratelli di Palermo hanno dato esito positivo per il Corynebacterium diphteriae ed hanno rilevato il gene della tossina responsabile della difterite respiratoria che ha causato il decesso di una bimba di quattro anni.“
sono state veicolate notizie non fondate di nuovi cluster positivi alla difterite (addirittura ben 10 persone), un copia e incolla generale che ha allarmato la popolazione già traumatizzata da questo evento luttuoso invece di aspettare l’esito dell’indagine epidemiologica che la ASP di Palermo ha effettuato questi giorni. Sul decesso di questa bambina solo la magistratura può fare luce sulle eventuali responsabilità mediche e non.
Tutto ciò rende questa pagina luttuosa e di infinito dolore ancora più assurda.
La ASP di Palermo stessa entra nel merito smentendo le notizie lanciate anche da giornali con un aggiornamento in data 25 agosto 2026 alle ore 8:36
Bollettino ufficiale
Del Direttore generale dell’Asp di Palermo
Prof. Alberto Firenze
24 agosto 2026 – ore 17
L’ASP di Palermo dal 17 agosto scorso ha attivato, in relazione al caso di difterite che ha interessato una bambina di quattro anni deceduta nei giorni scorsi, tutte le procedure previste dai protocolli di sanità pubblica, avviando l’indagine epidemiologica e le attività di individuazione, valutazione e monitoraggio dei contatti.
Nell’ambito dell’attività di tracciamento, l’attenzione dei sanitari si è concentrata in particolare su un gruppo di persone, individuate sulla base della rete dei contatti della bambina.
Nei confronti dei soggetti individuati sono state avviate le attività previste dai protocolli, con la verifica dello stato vaccinale e delle condizioni cliniche, il monitoraggio e l’adozione delle misure di profilassi ritenute necessarie dai sanitari. Non c’è comunque in atto nessun nuovo caso acclarato oltre ai due già noti.
L’indagine epidemiologica è tuttora in corso e l’ASP sta completando tutte le attività di competenza previste dai protocolli di sanità pubblica.
Parallelamente, l’Azienda sta garantendo la disponibilità delle vaccinazioni nei propri centri di città e provincia anche alla luce dell’incremento delle richieste registrato negli ultimi giorni. L’Asp invita le famiglie a verificare la propria situazione vaccinale e quella dei propri figli, nel rispetto del calendario vaccinale.
Ogni ulteriore notizia verrà fornita nel corso di una conferenza stampa che verrà convocata nei prossimi giorni.
La stessa dottoressa Maria Rita Gismondo prendendo atto di questa ufficialità esprime un pensiero sui social, ricordando che esiste il reato per procurato allarme:
L’ALLARMISMO DI 10 ANNI FA ERA UNA FAKE NEWS POI RIENTRATA
L’allarmismo ricorda il caso di 10 anni fa di cui FreedomPress si occupò, era novembre 2016 dove in Italia scattò l’allarme Difterite additando il calo delle vaccinazioni, poi rientrato. Con l’occasione intervistammo il Dr Girolamo Giannotta che spiegò in modo semplice questa malattia, quanto importante fosse la vaccinazione e quanto fosse ancora più importante verificare lo stato di copertura con dosaggi anticorpali contro la Tossina Difterica, che indica se in caso di cluster siamo veramente protetti.
Il dr Giannotta, pediatra e clinico di vecchia generazione ogni volta ci tiene a ribadire che in caso di bambini con febbre alta non va mai sottovalutato nulla, perchè il loro quadro clinico può repentinamente cambiare e quindi lasciare il controllo ai genitori non è una scelta medica azzeccata, i bambini vanno monitorati finchè non escono dalla zona di pericolo!
L’INTERVISTA:
Quali sono le vie di contagio del C. diphtheriae?
Il C. diphtheriae è un batterio gram-positivo che si trasmette con le secrezioni respiratorie o con il contatto con la cute dei colonizzati o dei soggetti infetti. Esistono diversi biotipi (mitis, intermedius e gravis) capaci di elaborare la tossina in egual misura. Il periodo d’incubazione varia da 2 a 5 giorni (16). La tossina è prodotta solo nei C. diphtheriae lisogenici per un fago che trasporta il gene per la produzione della tossina. Una volta insediato il batterio svolge un’azione locale, e se produce tossina può determinare eventi anche letali.
L’infezione respiratoria inizia quando il C. diphtheriae oltrepassa la superficie della mucosa di naso, bocca, occhi. Può anche utilizzare i genitali o la cute in sede di pregressi traumi.
Perché la tossina difterica è così pericolosa?
Il problema della tossina difterica sta nel fatto che esercita effetti locali ed effetti a distanza dal sito di infezione e produzione. In sede locale è in grado di produrre necrosi (morte cellulare) ed edema (accumulo di liquidi in sede di processo infiammatorio). Nella bocca ed in gola si formano degli essudati che ben presto si estendono e producono delle pseudomembrane tenacemente aderenti di color grigio-nerastro. Tale essudato è composto da batteri, cellule epiteliali, cellule del sistema immunitario, fibrina e globuli rossi. Tali membrane si possono estendere a tal punto da provocare ostruzione delle vie aeree superiori fino al soffocamento.
Viceversa, nella sede cutanea di infezione si forma una lesione ulcerosa (perdita di sostanza) con un bordo piatto che si ricopre di un essudato che forma una membrana grigia (16).
Dalla sede di produzione, la tossina si riversa nel resto del corpo attraverso il sangue ed il drenaggio linfatico.
Quali sono le manifestazioni cliniche?
Se la manifestazione della malattia rimane confinata al naso, può esistere solo una modesta secrezione muco-sanguinolenta con escoriazione del labbro superiore sede di scolo nasale. Se la malattia si sviluppa prevalentemente in sede faringo-tonsillare, il mal di gola, la difficoltà ad ingoiare (disfagia), la febbre ed il malessere generale sono sempre presenti. Se il soggetto non è immune la malattia è più esplosiva. Gli effetti della disseminazione della tossina coinvolgono il cuore (miocardite) ed il sistema nervoso con paralisi locali ed a distanza.
Va ricordato che la vaccinazione è contro la tossina difterica e non contro il batterio. Questo significa che anche i vaccinati si possono infettare con il C. diphtheriae. Infatti, nella tabella dell’ISS 5 casi su 6 erano vaccinati.
La terapia appropriata migliora la prognosi?
Da un lato è necessario eradicare il microbo produttore della tossina, e dall’altro è imperativo neutralizzare immediatamente la tossina prima che essa possa entrare nelle cellule. Una volta entrata nelle cellule non può più essere neutralizzata e produrrà i suoi effetti devastanti. Quindi, si usano contemporaneamente, ed al più presto possibile, antibiotici ed anti-tossina. Diventa così pleonastico dire che serve la diagnosi precoce. Gli antibiotici efficaci sono la penicillina e l’eritromicina.
L’IMPORTANZA DEL DOSAGGIO ANTICORPALE ANCHE DA VACCINATI. IL DR GIANNOTA LO SPIEGAVA BENISSIMO RISPONDENDO ALLA SEGUENTE DOMANDA:
Cosa può nascondere la campagna vaccinale?
Diversi studi, condotti nei Paesi dove esistono campagne di vaccinazione su vasta scala, hanno documentato che gli adulti hanno spesso una concentrazione di anticorpi specifici contro il tossoide difterico, inferiore al livello considerato protettivo. Una concentrazione sierica di anticorpi contro la tossina difterica compresa tra 0,01 e 0,10 UI/ml è considerata protettiva.
Non sarebbe fuori luogo controllare gli anticorpi ad un campione di soggetti adulti vaccinati.
Direi profetico il Dr Giannotta. Lo ricontatto telefonicamente per i nostri lettori, per analizzare questo caso di cronaca di sanità.
Cosa ci suggerisce questa morte dr. Giannotta?
“Una serena riflessione potrebbe scaturire dai casi di Palermo. Primo, i contagiati dal batterio fino ad ora individuati a Palermo superano i casi di malattia. Secondo, dosando il livello anticorpale di questi soggetti si potrebbe scoprire il livello di protezione. Terzo, considerato che il bimbo vaccinato si è ammalato, è lapalissiano quanto detto prima che vaccinare non equivale automaticamente ad immunizzare tutti i vaccinati.
Infine, non si percepisce sui media la gravità della perdita della vita di una bambina, media che adottano un adagio della psicologia sociale (la teoria del mondo giusto) laddove ognuno, nel bene e nel male, ottiene quello che si merita. Meritava questa bambina di morire?”
Verrebbe da dire a tutti coloro che fanno la morale, che giudicano sui social che non esiste il bianco e il nero. Anzi, direi che le osservazioni che ci ha appena fornito il Dr. Giannotta siano una guida per i magistrati che devono valutare e cercare la verità in questa storia di cronaca sanitaria. Un medico si può assolvere e/o assolvere i propri colleghi perchè la bambina non era vaccinata? In tal senso quei medici a cui è stata affidata la bimba, hanno fatto veramente del tutto per strapparla alla morte? Non hanno sentito la necessità di tenerla sotto osservazione visto il quadro clinico severo? In tal senso è custodito tutto il cuore di questa luttuosa pagina. I bambini vanno monitorati e presi in carico fino a quando non escono dalla zona di pericolo!
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