Regione Lazio. Porrello e Palozzi eletti vicepresidenti del Consiglio. Polemica nel M5S, Corrado: “Ostruzionismo nei miei confronti”





 

 

di Cinzia Marchegiani

Regione Lazio – Il Consiglio regionale del Lazio ha eletto il 4 aprile 2018, ad un mese dalle votazioni, nella seduta di insediamento, i sei membri dell’Ufficio di presidenza (Udp) della undicesima legislatura.
Sono tutti consiglieri regionali eletti nella circoscrizione di Roma Capitale, quattro su sei al secondo mandato consecutivo e due già membri dell’Udp nella scorsa legislatura.

Al presidente Daniele Leodori, riconfermato con 29 voti al terzo scrutinio, si aggiungono i due vicepresidenti, Devid Porrello e Adriano Palozzi e i tre consiglieri segretari, Michela Di Biase, Gianluca Quadrana e Daniele Giannini. Nell’elezione dei due vicepresidenti, su 51 votanti, Porrello ha ottenuto 15 preferenze e Palozzi 11, due in più di Giuseppe Simeone. Sedici le schede bianche.

Porrello e Palozzi vicepresidenti del Consiglio regionale

Per la prima volta, da quando è in vigore la legge sull’elezione diretta del presidente della Regione, la coalizione che ha sostenuto il candidato vincente non avrà un vicepresidente alla Pisana.

Entrambi i vicepresidenti eletti oggi, infatti, sono stati eletti in liste che non sostenevano Nicola Zingaretti. Devid Porrello, ingegnere, nato a Civitavecchia il 5 marzo 1980, è stato eletto nella lista “Movimento 5 stelle”. Adriano Palozzi, imprenditore, nato a Marino il 17 luglio 1975, è stato eletto nella lista “Forza Italia Berlusconi per Parisi”. Entrambi sono già stati consiglieri regionali nella scorsa legislatura e sono stati rieletti nella circoscrizione di Roma Capitale.

Per quanto riguarda invece la votazione dei tre consiglieri segretari, sono risultati eletti Michela Di Biase con 12 voti e Gianluca Quadrana con 11 voti, per la coalizione che ha sostenuto Zingaretti alle elezioni. Per il consigliere segretario che lo Statuto prevede appannaggio delle minoranze, Daniele Giannini ha prevalso su Valentina Corrado grazie alla maggiore età (articolo 20, comma 4 dello Statuto), visto che entrambi hanno ottenuto dieci preferenze. Sei voti sono andati a Enrico Cavallari, due le schede bianche. Gianluca Quadrana, 45 anni, eletto nella “Lista civica Zingaretti presidente”, non solo è al secondo mandato da consigliere regionale, ma è anche alla sua seconda esperienza consecutiva da consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza. Michela Di Biase, 37 anni, è stata invece eletta nella lista “PD Partito democratico per Zingaretti presidente”, risultando la seconda candidata più votata dopo Leodori. Daniele Giannini, infine, 51 anni, è stato eletto nella lista “Lega Salvini Lazio”, primo nella circoscrizione di Roma.

Il presidente del Consiglio, Daniele Leodori, ha aggiornato la seduta alle ore 11 di mercoledì 11 aprile. 
I lavori riprenderanno con l’intervento del presidente della Regione, Nicola Zingaretti, che presenterà la Giunta “unitamente al programma politico e amministrativo”, così come stabilito dall’articolo 42 dello Statuto.

 

IL CASO VALENTINA CORRADO: “OSTRUZIONISMO IMMOTIVATO NEI MIEI CONFRONTI PER IL NOME DA PROPORRE ALL’INTERNO DEL GRUPPO.”




Ma non è tutto oro quello che riluce. C’è amarezza nelle parole di Valentina Corrado che esterna anche pubblicamente  con un commento sulla sua pagina Facebook che ha ricevuto però il sostegno e la riconoscenza di molti suoi elettori:

“Faccio le mie congratulazioni al collega Porrello per l’elezione a Vicepresidente del Consiglio Regionale.
Le faccio sinceramente ma non senza rammarico perché altrimenti sarei un’ipocrita.
È innegabile il fatto che ci siano state delle discussioni all’interno del gruppo per il nome da proporre così come è innegabile che ci sia stato un ostruzionismo immotivato nei miei confronti.

C’è chi in queste ore mi sta chiedendo che cosa farò e se la mia esperienza con il m5s finisce qui. Non vedo alcuna logica in queste domande perché di certo non è una poltrona che mi toglierà la tenacia e la voglia di fare bene per la nostra Regione. Sono orgogliosa di non aver barattato la coerenza con i principi del movimento e il rispetto di una scelta di gruppo per una carica.
Continuerò a lavorare, ad essere la voce dei cittadini nelle istituzioni, a dare il massimo affinché i principi del movimento non vengano distrutti da personalismi ed egoismi.

Lo farò perché sento la responsabilità di 4000 persone che mi hanno dato fiducia, che hanno riconosciuto e apprezzato il lavoro svolto.
Lo farò perché è la mia natura e nulla riuscirà a mutarla, nemmeno la tentazione di una poltrona”.

 

 

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