Terremoto centro Italia. Sms 45500, fondi non utilizzati. Rabbia degli sfollati: “Dopo 3 anni, il NULLA!”





 

 

di Cinzia Marchegiani

Il 45500 è il numero abilitato dal Dipartimento della Protezione Civile dopo il sisma che ha colpito il centro Italia per raccogliere le donazioni frutto della generosità di tanti italiani che hanno versato denaro per i terremotati e le emergenze in quei comuni dove tutto era diventato macerie.

Su questi soldi c’è stato un balzello incredibile di informazioni ma anche tanta incapacità di utilizzare i fondi proprio per chi ne aveva bisogno.

Ma il centro Italia, la gente,  non sono stato feriti solo dal terremoto.

IL FATTO. Era il 24 settembre 2017 quando il Dipartimento della Protezione Civile ha dovuto diramare un comunicato stampa dal titolo: “Terremoto Centro Italia: nessun euro sparito dai fondi del numero solidale” dopo le proteste di mloti internauti e anche gli stessi terremotati:

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Ora, il giorno 3 ottobre 2019, quindi 2 anni dopo questa comunicazione, il Dipartimento della Protezione Civile rilascia un altro comunicato stampa:


Sms Centro Italia: il Comitato dei Garanti sollecita l’utilizzo dei fondi
03 ottobre 2019

Ritardi ingiustificati comporteranno la rivalutazione dell’assegnazione del finanziamento 

“Si è svolta questa mattina (3 ottobre 2019), presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile, una riunione del Comitato dei Garanti, istituito per supervisionare l’uso dei fondi raccolti tramite il numero solidale 45500 attivato in favore della popolazione colpita dal sisma in Centro Italia.

Alla riunione erano presenti il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, i membri del Comitato dei Garanti, i rappresentanti dell’Ufficio del Commissario straordinario di Governo per la ricostruzione e degli Uffici per la Ricostruzione regionali, i rappresentanti degli operatori telefonici e della comunicazione RAI, Mediaset, Sky Italia.

L’incontro ha rappresentato l’occasione per fare il punto sullo stato di avanzamento dei 94 progetti, proposti dalle Regioni colpite dal sisma, d’intesa con i territori e approvati dal Comitato dei Garanti nel corso del tempo, finanziati grazie alla solidarietà di tutti coloro che hanno donato attraverso tre raccolte fondi – di cui una, “Ricominciamo dalle scuole”, finalizzata alla ricostruzione e alla messa in sicurezza degli edifici scolastici – nonché attraverso il conto corrente bancario aperto dal Dipartimento.

Nel corso della riunione il Comitato, pur riconoscendo le difficoltà che le autorità locali incontrano nel corso della loro attività, ha sollecitato le amministrazioni ad un rapido impiego delle somme raccolte ed ha richiesto la presentazione di un dettagliato cronoprogramma, laddove non già avvenuto. Inoltre, il Comitato – nel caso in cui si evidenziassero ritardi ingiustificati nella realizzazione delle opere – si riserva di rivalutare l’assegnazione dei fondi.





PREMIER CONTE AD ACCUMOLI, MONTA LA RABBIA DELLE PERSONE. VISITA BLINDATA!

Interessante la disamina su questi fondi nati dalla grande solidarietà umana e comunità italiana. E non è passata inosservata, anzi ha sollevato molte polemiche, la visita ad Accumoli e le zone del sisma di Giuseppe Conte, che il giorno dopo aver incassato il suo secondo mandato da premier era andato proprio in quei luoghi e a “porte chiuse” lontano dal contatto con la gente del luogo a disquisire delle tempistiche lente, laboriose della ricostruzione di quei territori distrutti dalla ferocia del terremoto e poi dai silenzi e vuoti istituzionali.

Inoperatività che ha lasciato senza progetti concreti quei luoghi dove tutto sembra non esser mutato, una fotografia immobile dove le persone vivono nelle SAE consegnate con i numeretti a estrazione, meglio definite come casette di emergenza abitative, abitazioni anacronistiche che hanno sempre dato molte problematiche a chi ci vive soprattutto quando il tempo si fa rigido e arriva l’inverno. Insomma nei periodi peggiori dell’anno.

Gli stessi terremotati hanno visto un cambiamento di approccio dello stesso Presidente del Consiglio che ha fatto blindare tutto al suo arrivo ad Accumoli per la gente del luogo. Molte persone hanno poi commentato questo evento, facendo intendere che il premier sapeva già quali fossero le loro emergenze, le loro problematiche. La cosa più amara che molti di loro hanno dovuto affrontare è quella visita fatta con “guanti da chirurgo”, evitando quel contatto con loro, come se quegli occhi, quella sofferenza di tante uomini e donne incisi sui loro volti e quelle rughe espressive fossero davvero troppo pesanti da affrontare.

Sfollati, il loro grido, la loro amarezza: “Tre anni di favole. Ora solo rabbia!”

 

Sfollati, così si definiscono i terremotati costretti a vivere nelle SAE che cadono a pezzi, sono fredde d’inverno, con ghiaccio al posto dell’acqua, con gruppi elettrogeni per non farsi mancare il caldo e la luce di inverno… “e a guardare – come ci racconta la signora Rita – ogni giorno le rovine e i cumuli di macerie che sono proprio davanti ai loro occhi quando si affacciano dalle finestre. Cumuli di polvere e calcinacci che nessuno porterà via, perchè la ricostruzione chissà quando si farà.

Mentre la vita contìnua, per loro il futuro non è scritto da nessuna parte.

Tutti i giorni uguali agli altri a guardare lo scempio che il terremoto ha lasciato. Lo scempio non solo dell’evento sismico. E ora quelle SAE, montate propri lì a due passi dalle proprie case cadute che hanno creato un paesaggio desolante e angosiante sono ora il monito di quella politica che non è riuscita a fare nulla, se non molte passerelle istituzionali o meno, e che dopo tre anni ancora riesce a pronunciare vuote parole, perchè loro, gli sfollati sono lì a ricordo di ciò che non è stato ancora fatto.

C’erano i manifesti appesi a bella mostra all’arrivo blindato del premier Conte che testimoniano – seppur lo stesso Conte racconta ai microfoni che lui non è scappato da nessuno – che la politica è stato un vero fallimento. La signora Rita è amareggiata, delusa: “I cittadicini c’erano eccome dietro le transenne e non li ha incontrati. Avrebbe fatto più bella figura dicendo che non aveva avuto tempo, invece di dire che ha incontrato i terremotati”.

E ora anche i fondi non utilizzati! Il Comitato dei Garanti ammonisce: “Nel caso in cui si evidenziassero ritardi ingiustificati nella realizzazione delle opere – si riserva di rivalutare l’assegnazione dei fondi.

Dopo il danno anche la beffa!

Emergenza terremoto 45500? Donati 28 mln ma non utilizzati. La Protezione Civile si giustifica

 

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