Venezuela: la Nazionale Giovanile incontra il calcio italiano. Confronto agonistico fra filosofie diverse





 

di Marco Chinicò

Calcio italiano contro resto del Mondo oppure il contrario. Fate un po’ voi. Nell’era della globalizzazione, non mancano gli interessanti appuntamenti ed incroci tra il nostro stivale e i diversi modi di intendere il calcio.

Tutto cominciò tanti anni fa. Gli Stati Uniti, dopo l’umiliante e prematura uscita di scena della loro Nazionale ad Italia 90, in vista dei Campionati del Mondo 1994 che si sarebbero svolti proprio nel Grande Continente, chiesero all’Italia di dare loro “ripetizioni” di pallone. Fu così che, in una torrida estate del 1993, un quarto di secolo or sono esattamente, Washington ospitò per la prima volta ed in via del tutto straordinaria la finale della Supercoppa Italiana. A contendersela furono il fortissimo Milan di Fabio Capello ed il Torino del compianto Emiliano Mondonico.

La storia si è ripetuta 9 anni dopo: l’ex leader libico Muammar Gheddafi, innamoratissimo del nostro calcio ed entrato l’anno seguente in contatto per questioni di business con il Perugia di Luciano Gaucci, volle a tutti i costi che si giocasse un’importante incontro tra blasoni nella sua terra. Chi ha buona memoria, non dimenticherà affatto la sfida, datata 2002 e valevole sempre per la Supercoppa di Lega, tra la Vecchia Signora ed il Parma. A Tripoli l’onore di fischiare il calcio d’inizio.

Passa qualche anno e, dal Nord Africa, tutti in direzione di Pechino. “Degustazione tricolore” nel Paese della Grande Muraglia. Oggi, invece, c’è chi ha deciso di prendere un aereo, attraversare l’Atlantico e sbarcare nel nostro stivale per incontrarsi e confrontarsi con un pallone italiano non proprio in ottima salute, sicuramente ancora molto apprezzato.




A farci visita è la Nazionale Giovanile del Venezuela che, a partire dal prossimo 7 Maggio fino al 22 dello stesso mese, sfiderà una serie di compagini locali. Hellas Verona, Milan, Juventus, Torino, Chievo, Pro Vercelli e molto probabilmente, match quest’ultimo ancora da definire, il Renate.

Ragazzini di età compresa tra i 15 e i 16 anni che decidono di mettere calzoncini e scarpini, lanciando la sfida ai giovani nostrani. Il tutto avviene grazie ad una solida partnership tra la A & B Sport Entertainment Corp di Alessandro Corridore e la Rognoni & Partners Group S.r.l., conosciuta società di procuratori sportivi di proprietà dell’altrettanto conosciuto Procuratore, Nicolas Rognoni.

Più di semplici partite”: un vero e proprio confronto agonistico fra due culture diverse, due filosofie calcistiche incomparabili, ma legati da un denominatore comune: promuovere lo sport più bello del mondo, far crescere i campioni del domani e…perché no? …davanti all’amatissimo pallone, dare un “sonoro calcio” alle tante avversità che ci circondano.

 

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