Antibiotici fluorochinolonici. EMA torna sui danni irreversibili. Le vittime chi se ne prende carico?






 

INCHIESTEFREEDOM

di Cinzia Marchegiani

Sembra un dejavù. Sulla storia di malasanità emersa solo dopo molti casi di vite distrutte si ritorna a parlare. Per le vittime danneggiate da una specifica classe di antibiotici che hanno potenziali effetti collaterali invalidanti che coinvolgono i tendini, muscoli, articolazioni, nervi e il sistema nervoso centrale erano spesso trattate come malati mentali le istituzioni sanitarie hanno dovuto affrontare una parte di questo gravissimo problema. Ma ora l’EMA torna a spiegare ai medici come vanno letteralmente adottate le misure per ridurre i rischi di effetti collaterali di lunga durata, invalidanti e potenzialmente irreversibili.

IL CASO. Era partito nel 2016 il nostro dossier (SCANDALO ANTIBIOTICI FLUOROCHINOLONI. Vite distrutte da reazioni invalidanti, prescrizioni errate e farmacovigilanza assente) che oltre a fare una inchiesta sui casi americani raccoglieva la testimonianza di moltissimi danneggiati da questo antibiotico che in farmacia si trova con molti nomi. Dossier che evidentemente molti avevano paura di pubblicare poichè coinvolgeva noti marchi farmaceutici e non. Vittime non solo danneggiate dal farmaco troppo spesso prescritto in modo non appropriato, ma quando andavano dal proprio medico per denunciare i gravi effetti collaterali anche dopo una solo compressa venivano redarguiti e congedati senza fare segnalazione farmacoviglanza e spesso trattati come malati mentali.

QUINDI NESSUNO E’ STATO PRESO IN CARICO PER VALUTARE PERCORSI DI RECUPERO. RIPETO NESSUNO!

Finalmente il 13 giugno 2018 l’EMA riesce a programmare una audizione pubblica sugli antibiotici chinolonici e fluorochinolonici dove veniva data possibilità alle vittime di questo trattamento antibiotico di raccontare la loro esperienza e soprattutto per comprendere la persistenza degli effetti indesiderati segnalati in relazione a questo gruppo di medicinali.
I chinoloni e i fluorochinoloni sono antibiotici sintetici utilizzati per combattere svariate infezioni batteriche. Disponibili nell’UE fin dal 1962, questo gruppo di antibiotici viene impiegato per trattare milioni di pazienti colpiti da infezioni batteriche, comprese le infezioni gravi o potenzialmente letali (peste e Antrace) nonché quelle resistenti ad altri trattamenti. Almeno dovrebbe!

LA REVISIONE PRODUSSE UNA SINTESI SCONVOLGENTE VITTIME:

EMA REVISIONE, LINEE GUIDA SOPRATTUTTO RIVOLTE AI MEDICI

LA STESSA AIFA AVEVA PUBBLICATO UN DOCUMENTO IN PDF CON SINTESI CHIARE CHE DOVEVANO RECEPIRE I MEDICI

 

MALASANITÁ E FARMACOVIGILANZA QUESTA SCONOSCIUTA. Eppure ancora in redazione FreedomPress.it arrivano testimonianze dolorose di pazienti che descrivevano ancora e poi ancora come questi farmaci venivano e vengono prescritti eludendo le stesse raccomandazioni rivolte ai medici stessi, ignorandole e soprattutto ledendo il diritto del paziente ad essere informato riguardo agli effetti collaterali che in alcuni casi sono di ampia portata e invalidanti. Della segnalazione alla rete di farmacovigilanza non ne parliamo. Orami è un tabù. Ma chi fa indagini interne all’AIFA e all’EMA riguardo la segnalazione degli efeffti avversi mai comunicate? Boh…mistero!




 

12 MAGGIO 2023 AIFA RITORNA SUGLI ANTIBIOTICI FLUOROCHINOLONICI. CHIAMA LE INFORMAZIONI “(RIVOLTE  AI MEDICI SIC!) “PROMEMORIA DELLE MISURE PER RIDURRE IL RISCHIO DI EFFETTI COLLATERALI DI LUNGA DURATA, INVALIDANTI E POTENZIALMENTE IRREVERSIBILI”


 

 

Il comitato per la sicurezza dell’EMA, il PRAC, ricorda agli operatori sanitari che l’uso di antibiotici fluorochinolonici, somministrati per bocca, iniezione o inalazione, è limitato a causa del rischio di effetti collaterali invalidanti, di lunga durata e potenzialmente irreversibili.

Queste restrizioni sono state introdotte nel 2019 a seguito di una revisione a livello di UE di questi effetti collaterali molto rari ma gravi. Uno studio finanziato dall’EMA ha dimostrato che sebbene l’uso di antibiotici fluorochinolonici sia diminuito, questi medicinali possono ancora essere prescritti al di fuori degli usi raccomandati.

Le restrizioni sull’uso degli antibiotici fluorochinolonici significano che non dovrebbero essere usati:

  • per trattare le infezioni che potrebbero migliorare senza trattamento o che non sono gravi (come le infezioni alla gola); 
  • per il trattamento di infezioni non batteriche, ad es. prostatite non batterica (cronica); 
  • per prevenire la diarrea del viaggiatore o le infezioni ricorrenti del tratto urinario inferiore (infezioni urinarie che non si estendono oltre la vescica);
  • per il trattamento di infezioni batteriche lievi o moderate a meno che non possano essere utilizzati altri medicinali antibatterici comunemente raccomandati per queste infezioni.

È importante sottolineare che i fluorochinoloni dovrebbero essere evitati nei pazienti che hanno avuto in precedenza gravi effetti collaterali con un antibiotico fluorochinolonico o chinolonico. Devono essere usati con particolare cautela negli anziani, nei pazienti con malattie renali e in coloro che hanno subito un trapianto di organi perché questi pazienti sono a maggior rischio di lesioni ai tendini. Poiché anche l’uso di un corticosteroide con un fluorochinolone aumenta questo rischio, l’uso combinato di questi medicinali deve essere evitato.

Lo studio, che ha valutato i dati dell’assistenza primaria in sei paesi europei (Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito) tra il 2016 e il 2021, suggerisce che le misure adottate per limitare l’uso di questi medicinali come risultato del riesame a livello di UE ha avuto un impatto modesto.

Una comunicazione diretta agli operatori sanitari (DHPC) sarà ora inviata agli operatori sanitari nell’UE. Il DHPC sottolineerà la necessità di limitare l’uso di questi medicinali a un trattamento di ultima linea in pazienti che non hanno opzioni terapeutiche alternative e solo dopo un’attenta valutazione dei benefici e dei rischi per i singoli pazienti.


CARA AIFA, CARA EMA, QUESTA UNA DELLE TANTE LETTERE CHE ARRIVANO IN REDAZIONE CON CUI OLTRE A DENUNCIARE I GRAVI EFFETTI AVVERSI DI QUESTI ANTBIOTICI LE PERSONE CHIEDONO AD UNA GIORNALISTA INFORMAZIONI PER TROVARE TERAPIE, CURE CHE POSSONANO LORO DARE SOLLIEVO DOPO UNA VITA ROVINATA DALL’ANTIBIOTICO (MAGICO PER ALCUNI MEDICI) 

Egr. direttore, mi permetto di inviarle una seconda lettera, dopo quella del 4 novembre 2018 in merito all’uso di CIPROXIN 500 (4 cp) prescrittemi dal medico di base per curare la tosse. Dopo gli attacchi a vari tendini della mano, del piede, della coscia sinistra, provocati da CIPROXIN 500, si sono aggiunti, da 4 gg, atroci dolori ai muscoli deltoidi lungo tutta la spalla e le braccia e anche fortissima debolezza muscolare, sia di notte, non permettendo ovviamente di dormire, sia di giorno. Il medico di base ha ancora suggerito antidolorifici (tachipirina 1000) che sono ovvimente palliativi. Posso dire che la mia vita è rovinata e non vedo soluzioni di miglioramento. Prego, se ci sono medici ortopedici interessati che abbiano già trattato altri pazienti rovinati dal farmaco, attraverso il suo sito, di inviare eventuali soluzioni per risolvere questa drammatica situazione. Ringrazio in anticipo e spero tanto di ricevere informazioni. Grazie. Cordiali saluti.

Le vittime vogliono risposte dal mondo medico, lo sanno che sono danneggiati da questi antibiotici.

Esiste un gruppo sui social in cui i danneggiati da questi trattamenti cercano soluzioni, condividono informazioni mediche a livello mondiale, come poter comprendere tramite analisi specifiche il livello del danneggiamento ricevuto e come o quale medico/ricercatore poter contattare per avere supporto, informazioni.

Tante e tante mail ricevute ci raccontano la tragedia vissuta da tante persone e oltre a chiedere di essere prese in carico per cercare terapie, sono stanche e non accettano scuse, ma chiedono il risarcimento danni. Utopia in questo mondo dove le linee guida vengono ignorate e la farmacovigilanza nata per rendere sicuri i farmaci commercializzati non applicata. L’AIFA in una nota ricordava che è un atto grave omettere la segnalazione alla Rete di Framacovigilanza, poichè senza una efficace e reale segnalazione si potrebbero favorire la commercializzazione di farmaci e brand a discapito della salute umana. Ma una volta non era un obbligia? Ora è solo raccomandata agli operatori sanitari.

La linea è colma.

RIPORTO L’INVITO LANCIATO DA FREEDOMPRESS.IT NEL LONTANO 5 MARZO 2020: “BASTA LANCIARE SOLO SOS. SERVE UNA INDAGINE A LIVELLO ANCHE OSPEDALIERO”

Il problema è serio e non basta lanciare l’sos. Solo un ministero della salute può realizzare questa grande rivoluzione medica e scientifica. Noi abbiamo allertato anche legislatori e associazioni e fondazioni mediche, ma sembra che il nostro invito rimanga confinato in risposte private tramite mail. Sarebbe auspicabile che ogni nazione effetuasse una indagine interna.

Ci auguriamo che questo invito ulteriore non cada nel vuoto, visto che l’ex ministro Grillo raggiunta da Le Iene (il medico lo chiamava l’antibiotico magico) era rimasta colpita e stupita (eppure è un medico) sulle immense problematiche che questa classe di antibiotici produce ai malati e ora incide sulla emergenza mondiale, la temutissima antibiotico-resistenza.

A noi non piace essere lungimiranti, piace che qualcuno raccolga questo testimone e ne faccia una battaglia personale affinchè si trovino soluzioni reali e non confinati nei soliti comunicati stampa.

In effetti organizzare convegni sull’antibiotico-resistenza sembra un atteggiamento pleonastico se chi li propone non vuole affrontare seriamente anche il problema delle errate prescrizioni… perchè se è vero che questo antibiotico è magico (per molti malati danneggiati non lo è) non lo sarà più fra poco anche per le infezioni difficili da curare.

 

EH Sì…SEMBRA UN DEJAVÙ.

INVITO A INVIARE TRAMITE MAIL STORIA DANNEGGIAMENTO E EVENTUALI PERCORSI RIABILITATIVI E/O CONTATTI CON RICERCATORI MEDICI. FreedomPress.it invita i danneggiati a inviare mail riguardo la propria storia medica, ma soprattutto sapere come hanno avviato percorso riabilitativo e a chi si sono rivolti, se la rete del sistema sanitario italiano o AIFA abbia dato loro suggerimenti per avere una presa in carico delle loro patologie. Un dossier II affinchè si possa elaborare una documentazione efficace da presentare anche come interrogazione parlamentare.

Potete scrivere all’indirizzo mail: c.marchegiani@freedompress.it


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