“Argento Vivo” di Silvestri e il dramma dei minori sedati. CCDU: “Canzone denuncia colpisce nel segno”





 

 

 

di Cinzia Marchegiani

Un Sanremo 2019 senza fiori sul palco dell’Ariston, molto criticato (come sempre) e un vincitore accolto da fischi sembra non aver lasciato un segno indelebile…

Ma non è così, come un fiore nel deserto ‘Argento Vivo’ di Daniele Silvestri colpisce come une vera denuncia sociale sa fare, e lo fa da un palco speciale per arrivare nelle case di tutte le famiglie italiane.

Molti fortunatamente non conoscono cosa sia il dramma dei bambini e minori trattati con psicofarmaci, troppo spesso inghiottiti da diagnosi sbagliate e dall’abuso di psicofarmaci per tentare di risolvere disagi che possono essere affrontati spesso diversamente e che purtroppo cambiano la vita e le aspettative.

In Argento Vivo le parole sono pietre, ogni frase racconta dell’isolamento in cui questi minori vengono catapultati con forza da un trattamento sanitario di cui spesso neanche i genitori conoscono gli effetti collaterali, la correttezza di una diagnosi, e l’efficacia. E soprattutto la rabbia di quando quel bambino oramai adolescente comprende l’assurdità di certe azioni e il paradosso.

E così arriva a conferma del lavoro e sensibilità di questo artista il commento del CCDU, Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani che spiega la forza e la capacità di questa canzone di rappresentare un problema serio e preoccupante in cui vivono i minori trattati con psicofarmaci:


Fa discutere la canzone di denuncia Argento Vivo presentata a Sanremo da Daniele Silvestri. E anche il Comitato dei Diritti del Fanciullo delle Nazioni Unite esprime le stesse preoccupazioni.

Ha colpito nel segno la canzone denuncia Argento Vivo di Daniele Silvestri che racconta il dramma dei minori sedati, la cui unica colpa è di avere l’argento vivo addosso.

Ma in modo probabilmente casuale c’è stata una sorta di gemellaggio tra San Remo e l’ONU. Il Comitato dei Diritti del Fanciullo (CRC) delle Nazioni Unite ha appena pubblicato le sue Osservazioni e raccomandazioni all’Italia in merito all’implementazione dei diritti dei bambini. Queste Raccomandazioni sono il risultato di oltre due anni di indagini e discussioni con le autorità e il governo italiani. Il CRC nelle Raccomandazioni esprime le stesse preoccupazioni di Silvestri.




Il Comitato, nella sezione dedicata ai bambini privati del loro ambiente familiare, sollecita l’Italia a:

“garantire che l’allontanamento dei minori dalla famiglia, compresi i disabili, sia consentito solo dopo un’attenta valutazione del suo migliore interesse per ciascun caso individuale, e sia monitorata efficacemente.”

Inoltre il CRC chiede allo Stato italiano di adottare:

misure per ampliare il sistema di affido per i bambini che non possono stare con le loro famiglie, al fine di superare l’istituzionalizzazione dei bambini.

Il CRC chiede altresì che venga istituito un “registro nazionale dei minori privati di un ambiente familiare, basato su criteri uniformi e chiari su tutto il territorio dello Stato.”

Il Comitato dei Diritti del Fanciullo ha espresso anche le sue raccomandazioni sulle diagnosi psichiatriche e sull’uso di psicofarmaci per i bambini in Italia.

Constatando la continua assenza di un sistema completo per monitorare lo stato di salute mentale dei bambini, l’accesso limitato ad un’adeguata assistenza sanitaria mentale per bambini con disturbi neuropsichiatrici, l’aumento del numero di bambini con problemi comportamentali e bambini con diagnosi di ADD/ADHD, e l’aumento della prescrizione di farmaci psicotropi o psicostimolanti e antidepressivi,

il Comitato raccomanda allo Stato membro di: …

. Assicurarsi che le diagnosi ai bambini con ADD/ADHD siano attentamente esaminate e che la prescrizione di farmaci sia utilizzata come misura di ultima istanza e solo dopo una valutazione individualizzata dell’interesse superiore di quel bambino;

. Assicurarsi che i bambini e i loro genitori siano adeguatamente informati sui possibili effetti collaterali della prescrizione di farmaci e sulle alternative non mediche *

Nella sua canzone Silvestri racconta in modo poetico ed artistico la vita di un ragazzo di oggi, facendoci capire e intuire che cosa pensano i ragazzi: Ho sedici anni, ma è già da più di dieci che vivo in un carcere … io, che ero argento vivo. … Dottore, io così agitato, così sbagliato, con così poca attenzione, ma mi avete curato e adesso mi resta solo il rancore … E fingono ci sia una cura, un farmaco, ma su misura, e parlano, parlano, parlano, parlano.”

 “Esprimiamo soddisfazione per le Osservazioni delle Nazioni Unite ma anche per la sensibilità dimostrata dallo Stato italiano che ci auguriamo si tradurrà in atti concreti.”


PAOLO ROAT, DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO TUTELA MINORI DEL CCDU ONLUS: “NON NASCONDIAMO LA NOSTRA PREOCCUPAZIONE PER LA SITUAZIONE DELLA TUTELA DEL MINORE IN ITALIA”

Sostiene Paolo Roat Direttore del Dipartimento Tutela Minori del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus:

“Non nascondiamo la nostra preoccupazione per la situazione della tutela minorile in Italia e siamo consapevoli che c’è ancora molto lavoro da fare. Abbiamo già preso contatti con i Ministeri interessati.

Ci auguriamo che nei cinque anni che ci separano dalla prossima audizione dell’Italia presso le Nazioni Unite molti problemi saranno risolti o in vita di risoluzione.

Vorremmo che le prossime canzoni presentate a Sanremo siano un inno alla vita, e che i ragazzi non debbano più dire: ‘Ho sedici anni e vivo in un carcere. Se c’è un reato commesso là fuori è stato quello di nascere’”.

VIDEO ARGENTO VIVO, DANIELE SILVESTRI

 

Io che ero Argento Vivo diventa una denucia ormai pubblica, perchè dove la politica, le istituzioni non arrivano, la musica avvolge, dirompe e sconvolge. Grazie a Silvestri per aver avuto il coraggio di far emergere questo grande abuso perpetrato a danno dei bambini. Dove le istituzioni non arrivano, la musica sguarcia veli e mostra realtà inquietanti.

Chapeau!

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