martedì, 15 Settembre 2026

Covid-19 Ospedale Mauriziano: “Salvato 76 enne in condizioni disperate con Ozono Terapia”

 

Torino (Piemonte) – La notizia lanciata dall’ospedale Mauriziano di Torino mostra un’altra tecnica per  strappare alla morte malati gravi di Covid-19. Si tratta dell’Ossigeno-Ozono terapia per via sistemica.

IL CASO GRAVE E L’OSSIGENO-OZONO TERAPIA

“Nei giorni scorsi è stato salvato un uomo di 76 anni, affetto da Covid-19, quando le sue condizioni erano ormai considerate disperate, con la terapia dell’ossigeno-ozono, presso l’ospedale Mauriziano di Torino. Ora l’uomo è miracolosamente guarito ed è tornato a casa. Il signor Ernesto (nome di fantasia) è un uomo di 76 anni. Nonno di un nipotino di tre anni. A fine marzo, dopo giorni di febbre, inizia a mancargli il fiato. Poi la sirena dell’ambulanza. La corsa verso un Pronto soccorso e la solita diagnosi di quei giorni: insufficienza respiratoria acuta in polmonite bilaterale da SARS CoV-2. Viene iniziata la terapia farmacologica e la ventilazione non invasiva. Dopo un’iniziale ripresa, però, le cose riprendono a non andare bene e, per un ulteriore peggioramento del respiro, viene sottoposto ad intubazione e ventilazione invasiva. E’ una corsa contro il tempo. Va meglio quasi subito, viene estubato e trasferito nel reparto di Sub-Intensiva 4A COVID 19. Viene ancora ventilato con il casco, ma parla, mangia e riesce anche a fare una videochiamata alla figlia”.

L’OSPEDALE MAURIZIANO DI TORINO SPIEGA LE CONDIZIONI DISPERATE DEL 76 ENNE E IL REPENTINO PEGGIORAMENTO, IL COVID AVEVA COMPROMESSO I POLMONI E LE FRECCE A DISPOSIZIONE NELL’ARCO (TERAPIE) ERANO FINITE

“Tuttavia si è imparato una cosa di questa malattia: il repentino peggioramento. Spesso senza preavviso. E’ una storia comune e purtroppo Ernesto non fa eccezione. Dopo 4 giorni quella luce di speranza, che tanta gioia aveva donato, torna a spegnersi. Il timore, vedendo la TC torace, è che possa spegnersi per sempre. I polmoni sono severamente e completamente compromessi. Le sue condizioni sono ormai disperate e pare non ci sia più nulla da fare. Ernesto torna a ventilare con il casco e, nonostante ciò, i suoi scambi respiratori peggiorano, ora dopo ora. Tutto quello che si poteva somministrare era già stato somministrato. Le frecce nell’arco erano finite. E le speranze dei giorni precedenti lasciavano spazio a tristezza e rassegnazione. L’ultima spiaggia era la terapia ossigeno-ozono”.

IL MAURIZIANO AVVIA OSSIGENO-OZONO TERAPIA PER VIA SISTEMICA: “DOPO QUALCHE GIORNO IL MIRACOLO, IL 76 ENNE MIGLIORA PROGRESSIVAMENTE”

“Ottenuto il consenso informato, vengono somministrati corticosteroidi ed ossigeno-ozono per via sistemica. E dopo qualche giorno un miracolo, – informa l’ospedale Mauriziano – Ernesto migliora progressivamente al punto di sospendere la ventilazione con il casco. Gli esami ematochimici non evidenziano più infiammazione e la TC torace di controllo risulta significativamente migliorata. L’11 maggio Ernesto torna a casa dalla sua famiglia. Lo aspetta il compleanno del suo nipotino. Quello che si temeva non avrebbe più riabbracciato”.

OSPEDALE MAURIZIANO DI TORINO ADERISCE ALLO STUDIO DI OZONO TERAPIA

L’ospedale Mauriziano di Torino, dopo autorizzazione del Comitato Etico Interaziendale, ha aderito, tra i pochi Centri in Italia, allo studio di ossigeno – ozono terapia con messa a punto di un protocollo terapeutico. E’ stato l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine il promotore di questo studio nazionale multicentrico interventistico randomizzato per l’impiego dell’ozono in fase precoce nell’infezione da SARS CoV-2:

“La storia raccontata evidenzia la possibilità che l’ozonoterapia sistemica possa contribuire a potenziare la risposta dell’organismo, rallentando l’infiammazione e riducendo i danni a livello polmonare, risultando così un efficace supporto alla terapia farmacologica per il trattamento di questa infezione. Si tratta di un potenziale beneficio e l’innocuità della terapia ha incoraggiato – pur con un background scientifico ancora insufficiente – ad esplorare questa possibilità terapeutica”. 

Il Mauriziano è dotato di generatore di ozono, fornito dalla Odontostomatologia (diretta dal dottor Paolo Appendino) e lo studio è condotto su pazienti  ricoverati nel reparto di Sub-Intensiva COVID, gestito dalla Medicina Interna (diretta dal dottor Claudio Norbiato) e dalla Pneumologia (diretta dal dottor Roberto Prota). La gestione dei pazienti sottoposti alla terapia è stata affidata ad un team multidisciplinare, costituito dalla dottoressa Stefania Marengo, internista, e dal dottor Piermarco Babando, odontoiatra ed ozonoterapeuta della SIOOT (Società Italiana Ossigeno Ozonoterapia).

PROCEDURA CON OSSIGENO-OZONO TERAPIA PER VIA SISTEMICA

“La procedura con ossigeno-ozono terapia per via sistemica prevede – previo il consenso informato del paziente – il prelievo, a cadenza giornaliera, di circa 200 ml di sangue da una vena periferica; il sangue prelevato, senza alcuna disconnessione dal paziente, viene mescolato con pari volume di miscela di ossigeno ozono 96-4% con tecnica sterile. Per garantire l’adeguata diffusione dei gas nel sangue raccolto, si procede a delicata rotazione della sacca per 10 minuti, alla quale segue la reinfusione. La procedura viene ripetuta per un totale di 3 sedute. Al momento sono una quindicina i pazienti arruolati” -conclude la nota dell’ospedale Mauriziano di Torino.

 

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