COVID-19, le mascherine servono eccome. Zaia: “Distribuiremo a tutti quelle made in Veneto”





 

 

Veneto – Nonostante ancora continuino a dire lavatevi le mani ma non mettetevi le mascherine, l’ossimoro più eclatante lo ha dato la gestione di questo governo e della stessa sanità italiana.

Sono gli asintomatici e quindi inconsapevoli untori che seppur rimanendo a casa secondo le disposizioni dei vari decreti di urgenza firmati da Conte escono per le urgenze, lavoro, la spesa, sono quelli che alimentano la progressione del contagio poichè la carica virale non viene abbattuta dai dispositivi di protezione che una semplice ma efficace mascherina potrebbe attuare.

Ci hanno detto che non servono, ma anche che non ce l’hanno. Il Commissario Borrelli in uno dei suoi tanti aggiornamenti lo ha detto chiaramente “Non ci sono aziende italiane che le producono”.

Eppure a dire che “La grande maggioranza delle persone infettate da Covid-19, tra il 50 e il 75%, è completamente asintomatica ma rappresenta una formidabile fonte di contagio“è il professore ordinario di Immunologia clinica dell’Università di Firenze Sergio Romagnani sulla base dello studio sugli abitanti di Vò Euganeo dove i 3000 abitanti del paese sono stati sottoposti a tampone.

Ora il Veneto, una delle regioni italiane più colpite da il covid-19 ha capito l’importanza della mascherina e invece di aspettare il governo e i vari commissari ha deciso di produrle in casa propria.

Luca Zaia, il governatore del Veneto proprio oggi ha annunciato: con l’hasthag  #CORONAVIRUS.

ARRIVANO LE MASCHERINE “MADE IN VENETO” DONATE DA GRAFICA VENETA

“Tra pochissimo, le finora introvabili mascherine per la protezione della gente comune dal coronavirus, potrebbero non essere più così inarrivabili.




Fabio Franceschi, titolare di Grafica Veneta S.p.a., azienda leader mondiale nelle soluzioni avanzate per la stampa, in costante contatto con la Regione ha sperimentato una mascherina che ha tutte le caratteristiche per fornire un’ottima protezione per circa l’80% della popolazione, ad esclusione dell’uso prettamente sanitario e chirurgico.

È la soluzione alla veneta per un problema cruciale in tutta Italia. Si tratta di una mascherina dall’aspetto inedito, realizzata con un “tessuto non tessuto”, consistente, morbida, resistente all’umidità, a elevata capacità di barriera, facile da indossare anche per gli anziani.

Sarà distribuita da Protezione Civile e Volontari in punti sensibili su tutto il territorio, per esempio fuori dagli ospedali, nei supermercati e nella rete commerciale ancora aperta.
Per sanitari, medici di base e operatori delle case di riposo continua invece la distribuzione dei dispositivi di tipo professionale.

La potenzialità produttiva della mascherina presentata oggi è di 500-700 mila pezzi al giorno (800 mila ne sono già state prodotte) ma in circa dieci giorni Grafica Veneta è in grado di arrivare a 1,5 milioni al giorno. Grafica Veneta regalerà due milioni di pezzi alla Regione Veneto per gli usi più opportuni.

Con questa straordinaria generosità e altrettanta capacità di innovazione di processo e di prodotto, Grafica Veneta entrerà nella storia. Il suo dono di due milioni di mascherine è di vitale importanza ma, se necessario, ne prenderemo tutte quelle che serviranno, pagandole, com’è giusto che sia!”

I test sugli asintomatici e sull’opportunità di ampliare a tutta la popolazione o quanto meno alle persone asintomatiche entrate in contatto con un positivo sarebbe possibile e soprattutto servirebbe? A rispondere è il presidente dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani su Quotiniano Sanita: “Assolutamente no per motivi di tempi e attrezzature. Tutti vorrebbero fare il tampone per stare tranquilli, ma il fatto di essere negativi in un dato momento non vuol dire essere immuni. Senza contare poi che nei casi asintomatici ci sono delle possibilità che il risultato sia negativo, anche in presenza del virus”.

Quindi la distribuzione delle mascherine a tutti è quanto mai necessaria!

Incomprensibile come un governo abbia chiesto l’impegno di sacrifi importanti a tutti gli itaiani, al comparto medico e dei volontari ma poi non abbia immediatamente messo in campo le minime linee guida che dovevano in concerto aiutare a tenere basse le percentuali di contagio prevedibili con il buon senso non solo scientifico per dare respiro alla recettività dei reparti COVID ormai la collasso! Per non parlare delle tanti morti non arginate e il numero dei medici che continua a salire vertiginosamente e che ora il dicastero della salute sta reclutando con un nuovo annuncio.

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