Roma, Coronavirus. L’ISS: “Primo italiano rimpatriato in quarantena trovato positivo”





 

 

Roma – L’Istituto Superiore di Sanità in data 6 febbraio ha comunicato alla task-force del Ministero della Salute l’esito positivo del test di conferma su uno dei rimpatriati da Wuhan e messo in quarantena nella città militare della Cecchignola.

“Il paziente è attualmente ricoverato all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma con modesto rialzo termico ed iperemia congiuntivale.
L’Istituto sta coordinando l’organizzazione della sorveglianza epidemiologica a livello nazionale e supporta i laboratori di riferimento regionali per garantire una prima diagnosi tempestiva. Nei casi di positività al primo test l’Istituto effettua le analisi di conferma comunicandole alla task-force del Ministero della Salute”.

Lo stesso Ministero della salute aveva già dato notizia:

“Nell’ambito delle misure di controllo definite per i 56 italiani rimpatriati dalla zona di Wuhan in Cina, ed attualmente in isolamento nella ‘città militare’ della Cecchignola a Roma, le analisi condotte sui tamponi hanno evidenziato questa mattina un sospetto di coronavirus 2019-nCoV.

Conseguentemente, sono stati decisi ulteriori accertamenti che verranno eseguiti sul soggetto che verrà trasferito e posto in isolamento all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.”

Il caso italiano mostra una fase asintomatica. Eppure proprio il Dr. Nicola Petrosillo aveva spiegato in un’intervista TV che c’è un periodo asintomatico: 

“Se io dovessi oggi contrarre un’infezione virale qualsiasi a trasmissione respiratoria, c’è una fase prima che manifesto i sintomi che è di poche ore, pochi giorni, nella quale pur non avendo la malattia la possono trasmettere con le secrezioni. Questo è il più grande rischio che però andando a richiamare le persone la posso controllare”.

UNICEF-ITALIA: “NESSUN BAMBINO è UN VIRUS”. MONTA LA POLEMICA SULLE PREGRESSE CAMPAGNE PER L’ESCLUSIONE DEI BAMBINI ESCLUSI DALLE MATERNE 




 

Intanto monta la polemica sugli alunni cinesi, per non parlare della psicosi che sta generando odio e malessere per la popolazione cinese che abita e lavora da anni qui in Italia.

Purtroppo, tutte le campagne pregresse messe in opera per tutelare la legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale e sostenere tenacemente l’esclusione scolastica dei bambini alle scuole d’infanzia sani ma non vaccinati sta portando i suoi frutti. Quelli dell’odio e della paura.

Non basterà la visita del Presidente della Repubblica ad una scuola a sedare questa forte paura dell’ignoto, poichè su essa si è basata tutta la campagna per l’obbligo vaccinale. E non basterà lo slogan di UNICEF Italia “Nessun bambino è un virus” poichè il seme della paura è stato gettato ed è germogliato, poichè come accade spesso…

“Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi!”

Nessun bambino è un virus. Certo, giusto. O è… o non però per tutte le situazione! Sic. Il Coronavirus sta facendo cadere molti assiomi, soprattutto quelli su cui si è costruita la legge Lorenzin?

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