sabato, 9 Maggio 2026

SIAMO UOMINI, ANZI NO CAPORALI!

Editoriale

 

di Daniel Prosperi

“Nessuno al mondo è straniero” è la constatazione diffusa da Seneca nel lontano 49 dopo Cristo in una delle epistole “Ad Helviam Matrem”, nel suo periodo d’esilio forzato, un po’ come accade alle eccellenze italiane da 20 anni a questa parte costrette ad emigrare per vivere.

Eppure, negli ultimi 40 anni, abbiamo saputo soltanto scoprire come sfruttare gli stranieri, cittadini del mondo.

Tra loro, ci sono gli stronzi come in ogni altra etnia. Ma questi non possono pregiudicare il concetto di base del rispetto della vita umana.

La politica nostrana e quella europea hanno saputo soltanto regalare il giocattolino alle popolazioni per farsi la guerra tra poveri, mentre loro continuavano a cibarsi dei problemi di tutti. Noi pensiamo di aver eletto personaggi che dovrebbero tutelare interessi collettivi, perché siamo tutti deficienti e qualche rotella ci mancherà sicuro, ma questi realmente hanno saputo curare il proprio “particulare”, parafrasando Guicciardini, perché il fine giustifica i mezzi diceva Machiavelli nello stesso periodo. E i mezzi siamo noi, proprio come la “Storia” di Minoli e lo “Stato” di Calamandrei.

Adesso il ricatto sociale si è spostato sul versante amministrativo, col condono dei braccianti sfruttati finora, italiani e di altre nazionalità, soprattutto in quel del Sud Italia. Ricordo che 3 anni fa, un bracciante fu ucciso in Puglia come “regolamento di conti di non si sa cosa”: forse voleva denunciare i propri caporali. Da quell’episodio, il Parlamento approvò la legge sul caporalato, che non ha di fatto messo la parola fine, anzi costantemente applicato il principio popolano “fatta la legge, scoperto l’inganno”.

Ed ora i sistemi mafiosi, non quelli che hanno ucciso solo Peppino Impastato, approfittando dell’emergenza sanitaria, stanno impedendo la lavorazione dei campi se non sotto il loro regime.

Giustamente, il governo delle scarcerazioni facilitate mantiene coerenza e pensa che attraverso la regolarizzazione condonale di soggiornanti stranieri, si metta fine al problema, garantendo invece ulteriori risorse umane per la schiavitù, la stessa che per anni ha vissuto il Ministro Teresa Bellanova che, per sussulto renziano, ha minacciato le dimissioni.

Lo “stai sereno” diventa uno strumento di ricatto politico basato altresì su ricatto sociale.

E tutti zitti, opposizione compresa. Forse forse, a ciascuno di voi va bene tutto perché tanto il 27, tra rimborsi fittizi anche di viaggi mai effettuati e indennità di carica, arriva sempre tutto? Avete ragione. Prima o poi vi serviranno per le medicine, teneteveli da parte quei soldi. Tanto al funerale di ciascuno di voi nemmeno a 15 arriverete.

Forse Conte lo aveva indicato come buon auspicio perché sa che molti di voi, quel giorno, saranno lasciati soli, proprio come gli anziani uccisi nelle RSA con il beneplacito di chi ce l’ha portati ed oggi li piange.

Tutto inizia nella fase infantile, dove molti non riescono più a crescere.

E no, non mi riferisco a chi viene emarginato, ma a chi manifesta la sintomatologia della superiorità, che viene protetto da genitori altrettanti malvagi e da maestri e professori non più capaci a raccontare l’educazione e il rispetto degli altri.

Non tutti, ovviamente. Quelli che si salvano, sono appunto gli emarginati.

Non siamo uomini, siamo caporali!

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