Il caso
di Cinzia Marchegiani
Il giornalista Massimo Giannini in tv ha associato lo stare in sedia a rotelle con una vita trascorsa a non fare nulla e una vita inutile? Davvero pensavo fosse un fake, invece ho dovuto ricredermi. Sono andata sul sito de La7 per verificare e il video fa ancora più male dei virgolettati riportati dai giornali. Fa più male anche vedere che nessuno si è dissociato mentre sono partiti gli applausi!
L’intervento del giornalista editorialista Massimo Giannini a DiMartedì, il programma di La7 tirando in ballo il mondo della disabilità per fare un affresco metaforico sul governo Meloni ha sollevato parole di condanna non solo dal mondo dei social, della politica e delle associazioni come la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con disabilità e famiglie).
Su quelle parole infatti si è espressa senza se e senza ma in data 8 maggio anche il CNOG, il Consiglio Nazionale dei Giornalisti addirittura con un comunicato affinchè fosse esplicita la gravità di un intervento di giudizio politico sul governo attuale che usa la disabilità per scopi assolutamente senza collegamento e imbarazzanti:
IL CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ORDINE SULLA METAFORA DI GIANNINI: UN’AFFERMAZIONE CHE RILANCIA UNA VISIONE DISCRIMINATORIA

“Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti interviene a proposito della metafora utilizzata recentemente in una trasmissione televisiva, dal collega Massimo Giannini a proposito della longevità del governo Meloni. Un’affermazione – stigmatizza il consiglio – che rilancia una visione abilista, discriminatoria che, come categoria, si sperava di aver lasciato alle spalle, anche attraverso l’intensificazione della nostra specifica formazione deontologica, così spesso disattesa e all’atto pratico calpestata con leggerezza“.
Parole importanti quelle espresse dal CNOG che sottolineano l’importanza di dover agire non solo con profonda etica personale ma anche facendo propria la formazione deontologica che ci mette in guardia dagli errori e orrori non più accettabibili nei contesti professionali del giornalismo italiano.
Se le persone e i lettori pensano che i giornalisti possano usare frasi inappropriate usando metafore che coinvolgono i disabili in contesti che non c’azzeccano nulla… per rafforzare un proprio giudizio espresso occorre invece spiegare agli internauti e il pubblico televisivo che esiste un codice deontologico che non solo lo vieta, ma istruisce e sensibilizza ogni anno con corsi di formazione deontologici gli stessi giornalisti.
Eh già, perchè basterebbe frequentare i corsi deontologici forniti gratuitamente dallo stesso ordine dei giornsalisti per comprendere questo mondo e modo di fare informazione che deve diventare, anzi essere, una guida per chi legge e/o ascolta un professionista dell’informazione.
GIANNINI SI SCUSA E NON SI SCUSA?
GIANNINI FA SAPERE TRAMITE IL SOCIAL CHE IL PUBBLICO HA CAPITO MALE MA CHE COMUNQUE SI SCUSA SE LE SUE PAROLE HANNO OFFESO:
‘Apprendo con sorpresa e amarezza di una polemica che mi riguarda, a proposito di una mia frase pronunciata a diMartedi. Chiunque la riascoltasse, può rendersi conto che, parlando dell’azione del governo rispetto alle emergenze del Paese, sono partito da un accostamento fatto da Luca e Paolo tra “longevità” e “immobilità”. Il mio ragionamento sulla vecchiaia, e sulla qualità della vita di chi attraversa quella stagione, non presupponeva alcun giudizio di disvalore nei confronti delle persone, in qualunque condizione si trovino’.
E poi ancora:“Per capirlo, basta risentire le mie parole, senza l’autotune del pregiudizio politico e ideologico, che invece usano gli agit-prop del governo, col supporto dei soliti gazzettieri di complemento. E’ penoso che la mia riflessione venga trasformata in un insulto ai disabili…”
Riascoltare il suo intervento Giannini non servirebbe. Il video, più di un virgolettato di un giornale, rimane una crepa non giustificabile e non è interpretabile… soprattutto proprio perchè è un giornalista. Il Comunicato del CNOG non lascia dubbi a riguardo!
Per chi non lo avesse ascoltato lo mettiamo a disposizione link QUI
È giusto che i lettori sappiano che il mondo del giornalismo promuove e obbliga frequentare per legge corsi di formazione per far conoscere non solo il Codice come unico riferimento deontologico delle giornaliste e dei giornalisti, ma anche le diverse Carte dedicate ad ogni settore che non servono a dire cosa scrivere perchè l’informazione è sacra, ma con quale lessico e quale attenzione meritano essere citate le persone in articoli o opinioni e soprattutto per difendere i diritti dei bambini, dei minori, dei malati, dei disabili, delle vittime di abusi etc etc. Servono poichè come un docente è educatore dei suoi studenti, anche il giornalista educa il lettore o un ascoltatore al rispetto della persona.
CARTA, “PRIMA LA PERSONA” PRESENTATA IL 2 FEBBARIO 2024
In merito il 2 febbraio 2024 era stata presentata in Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti Comunicare la Disabilità. Prima la persona una guida per una comunicazione adeguata e rispettosa delle persone con disabilità, un progetto promosso e ideato dal Coordinamento per le pari opportunità dell’Ordine nazionale, curata dai giornalisti Antonio Giuseppe Malafarina, Claudio Arrigoni e Lorenzo Sani (consigliere nazionale e componente del Cpo Cnog) con un piccolo contributo di GiULia Giornaliste Sardegna/gruppo carta di Olbia.
Il linguaggio ha un ruolo fondamentale per l’affermazione dei diritti delle categorie a forte rischio discriminazione, nonché per la rimozione del pregiudizio e degli stereotipi che ostacolano la legittima aspirazione all’uguaglianza della più vasta minoranza sociale al mondo.
La disabilità, si legge nella Convenzione Onu del 2006, sottoscritta dal nostro Paese nel 2009, è il rapporto sfavorevole fra l’essere umano con le sue condizioni di salute e l’ambiente circostante. Per questa ragione riguarda tutti, chi per le condizioni di salute e chi, quale elemento della società, perché investito dalla responsabilità di modellare un ambiente favorevole alla persona.
Un significativo cambio di prospettiva rispetto al passato. Di conseguenza la guida è uno strumento formativo che aiuta a rimodulare espressioni e terminologie inappropriate, ma ancora molto diffuse.
Si può sbagliare, ma occorre capire anche come cambiare. Quelle scuse sono inappropriate.
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