di Cinzia Marchegiani
BE READY. SIATE PRONTI…La Commissione europea lancia il partenariato europeo “BE READY” per rafforzare l’ecosistema della ricerca sulla preparazione alle pandemie.
PREMESSA… Una domanda viene spontanea, come ha contribuito il programma quadro per la pandemia appena finita se sono stati investiti (come spiega il comunicato sottostante) già 1,8 miliardi di euro dal 2020 se i malati covid sono stati lasciati soli a casa senza risposte dai medici, senza presa di carico pur avendo a disposizione farmaci nel cassetto degli attrezzi ma non indicati tra le scelte terapeutiche relegando almeno in Italia alla tachipirina e vigile attesa, offrendo (meglio obbligando) però vaccini autorizzati in rolling review? Molti medici hanno gridato chiedendo terapie salvavita denunciando chiaramente alla omissione terapeutica (Leggi punto 12). Silenzio…shhh! Ma si sa, se non è un giornale altisonante o un programma televisivo tutto questo non fa notizia. Peccato!
Ecco che arriva la notizia che proprio dalla Commissione europea che riguarda i fondi per la ricerca. Leggiamo
Nella giornata del 17 febbraio 2026 la Commissione europea ha lanciato BE READY, un nuovo partenariato europeo per la preparazione alle pandemie. Attraverso BE READY, l’Unione europea rafforzerà la sua capacità di anticipare, prevenire e rispondere rapidamente a epidemie e pandemie.
BE READY si concentra sul progresso della ricerca sui patogeni emergenti e riemergenti e sull’accelerazione dello sviluppo di diagnosi, trattamenti e vaccini.
Ekaterina Zaharieva , Commissaria europea per le startup, la ricerca e l’innovazione, ha affermato:
“La preparazione dell’Europa alla pandemia deve basarsi su solide basi scientifiche. Per questo motivo stiamo stanziando 120 milioni di euro dal bilancio di Horizon Europe per il partenariato BE READY. Attraverso BE READY, mettiamo al primo posto la salute dei nostri cittadini, rafforzando al contempo la leadership dell’Europa nell’innovazione”.
Hadja Lahbib , Commissario europeo per l’uguaglianza, la preparazione e la gestione delle crisi, ha affermato:
“BE READY è il prossimo, audace passo avanti dell’Europa, che trasforma la ricerca in vera resilienza. Pone la ricerca al centro della preparazione, in modo che le persone possano ottenere medicinali, vaccini e strumenti vitali più rapidamente quando si verifica una crisi. Stiamo unendo scienza, ricerca e innovazione, lavorando oltre i confini e le istituzioni per costruire un’Europa più forte, pronta ad anticipare le minacce per la salute e a rispondere rapidamente quando sono in gioco vite umane”.
Pilastri chiave della partnership BE READY
Il lavoro della BE READY Partnership, viene spiegato che si basa sui seguenti pilastri fondamentali:
- allineare le priorità di ricerca nazionali tra i paesi partecipanti e migliorare il coordinamento nella ricerca sulla preparazione alla pandemia attraverso un’agenda concordata di innovazione strategica e di ricerca
- sostenere la ricerca multinazionale attraverso bandi transnazionali congiunti, consentendo finanziamenti coordinati tra finanziatori nazionali ed europei per far progredire la ricerca su agenti patogeni emergenti e riemergenti e accelerando l’innovazione nella diagnostica, nei trattamenti e nello sviluppo di vaccini
- integrare tutti i componenti chiave dell’ecosistema della ricerca, in modo che siano operativi sia nei periodi tra le epidemie che durante le crisi
FOCUS
La partnership BE READY è coordinata dall‘ANRS-MIE francese e riunisce 81 organizzazioni provenienti da 27 paesi. È stato preparato attraverso 2 azioni consecutive di coordinamento e supporto (CSA) tra il 2022 e il 2025, per un budget totale di 3 milioni di euro.
INVESTIMENTO EUROPEO DA 1,8 MILIARDI DI EURO DAL 2020
La partnership BE READY sancisce un investimento europeo durato anni nella ricerca sulla preparazione e la risposta alle pandemie attraverso il programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione. Dal 2020, oltre 1,8 miliardi di euro sono stati investiti nella ricerca sulla preparazione alle pandemie, finanziata attraverso il programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione.
Sarebbe opportuno capire, meglio consultare in cosa sono stati investiti questi patrimoni milionari proprio durante la pandemia covid. Per trasparenza. E cosa hanno prodotto a livello legislativo per aiutare ogni singolo cittadino nella gestione salute, prevenzione, sicurezza personale nel tempo covid. A leggere la storia recente forse manca molta informazione in merito.
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